Il cuore e la bottiglia

I libri di Oliver Jeffers sono sempre belli.

Il cuore e la bottiglia oltre ad essere bello è anche struggente, malinconico.

Il cuore e la bottiglia, di Oliver Jeffers - 2019, Zoolibri
Il cuore e la bottiglia, di Oliver Jeffers – 2019, Zoolibri

Per raccontarlo parto, come molto spesso ho fatto negli ultimi mesi, dalle risguardie. Quelle d’apertura, di un bell’azzurro su fondo panna, raccontano del legame tra nipoti e nonni, tra i bambini e certi adulti capaci di porgere un orecchio attento (e giocoforza ancora un poco acerbo) alle domande dei piccoli: quelle esclamate per la meraviglia, quelle sussurrate, quelle del quotidiano, quelle del surreale.

C’era una volta una ragazza più o meno come tante altre

Comincia così, preludendo a molto altro, ma io ho indugiato su quel “più o meno”, che dice tanto negando tutto ma su una base comune, che scopriremo pagina dopo pagina: con gusti diversi, diverse inclinazionei, diversi interessi tutti i bambini si interrogano, interrogano; pongono domande esplicite, ad altre girano attorno. Ciò che fa la differenza è l’interlocutore che incontrano. E lo dicevano già le risguardie che oltre a svolgere la funzione loro propria, oltre quindi a proteggere il libro affinché non si sciupi, protegge anche l’orecchio di chi ascolta, affinché non maturi, una volta smarrita l’infanzia. Affinché conservi la disponibilità del cuore all’ascolto.

Il cuore e la bottiglia, Oliver Jeffers - 2019, Zoolibri
Il cuore e la bottiglia, Oliver Jeffers – 2019, Zoolibri

Oliver Jeffers usa con molta consapevolezza la luce e l’ombra, la densità del colore, la texture anche, in maniera sorprendente e un poco spiazzante, per mettere accenti, per cambiare tono. Sul davanzale della finestra sta un girasole che, come tutti i girasoli usano fare, investito dal pieno sole gli volta le spalle. Il sole entra dalla finestra e investe di luce un nonno e una bambina, l’uno in poltrona, composto, l’altra in piedi, con una gamba a terra e l’altra pronta a partire; e le tante domande e le tante risposte che si scambiano sono così concrete, così presenti, da far ombra anch’esse, assieme a tutto quanto abbia un corpo solido. Sullo scaffale una bottiglia con dentro un veliero.

Ogni nuova scoperta la incantava…

…finché un giorno, trovò una sedia vuota.

Il sole non splende più. La luce è quella flebile della luna. Persino il girasole pare testimone attonito di quel vuoto e della sua pesantissima ombra.

A questo punto, la ragazza decide di preservare il proprio cuore da quel dolore così potente e lo infila in una bottiglia, che appende al collo. E sta bene così, al riparo. È una scelta profonda che nasce dall’essere avventati. Forse spaventati. Chi non lo è del dolore imprevedibile, quello che investe e annienta? Chi non lo è della perdita, del distacco che è per sempre, dell’amore che non c’è più, della cura che svanisce?

E da quel giorno, col cuore in bottiglia, la ragazza non si pose più domande e scoprì di non essere più capace di dare delle risposte.

Questo è forse il momento più intenso di tutto l’albo. Lo sguardo smarrito, alla ricerca di un senso che è fatto di due soli puntini eppure racconta di una presa d’atto, di una svolta, un climax. Da qui in poi bisogna esporre il proprio cuore al vento, alle intemperie, alla gioia sferzante del mare in tempesta, alla burrasca, al refolo leggero, alla pioggerella impalpabile e fresca dell’amore, alla luce calda del sole, a quella fredda della luna.

Le risguardie di chiusura, tornano al cuore. Quello anatomico, con tanto di sezione. Semmai nel frattempo vi foste posti la domanda.

Ah!, c’era un vascello in una bottiglia. Così come per il cuore, ci auguriamo per lui il mare aperto.

Il cuore e la bottiglia, di Oliver Jeffers - 2019, Zoolibri
Il cuore e la bottiglia, di Oliver Jeffers – 2019, Zoolibri

 

 

Il cuore e la bottiglia

Il cuore e la bottiglia, di Oliver Jeffers

Zoolibri  2019, 32 pp., 16,00 €

Come trovare una stella

È il primo libro di Oliver Jeffers, Come trovare una stella. La curiosità per me, oltre a quella ovvia che accompagna la lettura di ogni storia, era di scoprire come fosse allora (era il 2004); proprio come sfogliando un album fotografico: guarda come portavo i capelli! Ma quel vestito? Fantastico!

Ecco, con quella stessa curiosità, solo che volta ad altro: l’uso dei colori, la linearità del tratto, il tocco sorprendente  cui sempre ci ha abituati. Ecco, cercavo tutto questo assieme e l’ho trovato, senza che il mio naso si storcesse nemmeno una volta come avrebbe fatto (e fa) alla vista di capelli cotonati e casacche di pile informi. Peraltro, se siete curiosi come me, trovate su The Guardian la storia di come Jeffers ha realizzato Come trovare una stella raccontata per immagini.

C’era una volta un bimbo… e quel bimbo amava MOLTISSIMO le stelle.

Come trovare una stella, di Oliver Jeffers - Zoolibri 2017
Come trovare una stella, di Oliver Jeffers – Zoolibri 2017 (dett.)

È piccino ma la sua ombra si sdraia sull’erba con la stessa imponenza di quelle degli alberi. A braccia incrociate dietro alla maglietta bianca a righe rosse o rossa a righe bianche. Essenziale nelle linee, acuto e rapito nello sguardo tutto volto al cielo della notte, a rimirar le stelle.

Le guardava dai campi, le guardava dalla finestra, e una cosa sola desiderava: poterne avere una tutta per sé. E Desiderando fantasticava di passeggiate sulla spiaggia, di giochi da fare assieme. Così decise di aspettare di trovarne una e mette in atto un piano d’azione fatto di decisione e pazienza, tanta pazienza.

Come trovare una stella, di Oliver Jeffers - Zoolibri 2017
Come trovare una stella, di Oliver Jeffers – Zoolibri 2017

Come trovare una stella, di Oliver Jeffers - Zoolibri 2017
Come trovare una stella, di Oliver Jeffers – Zoolibri 2017

Sul prato, circondato dagli alberi, le lancette dell’orologio si spostano e con esse la più grande stella, giocando con le ombre di alberi e bambino, prima lunghe, poi un po’ meno, poi tutte raccolte su se stesse, e segnando il tempo. Ma di stelle, no, di quelle nemmeno l’ombra.

Come trovare una stella, di Oliver Jeffers - Zoolibri 2017
Come trovare una stella, di Oliver Jeffers – Zoolibri 2017

Pensa e ripensa questo bimbo dalle passioni belle e ostinate, ma non trova una soluzione utile a realizzare il suo proposito. E infine uno straordinario, bellissimo accidente mette assieme le coordinate di caso, desiderio e fantasia.

Il bimbo aveva trovato una stella. Una stella PROPRIO TUTTA SUA.

Titolo: Come trovare una stella
Autore: Oliver Jeffers
Editore: Zoolibri
Dati: 2017, 40 pp, 16,00 €

 

La bambina dei libri

È mia consuetudine indugiare sulle risguardie. Mentre diffido sempre delle quarte di copertina, che considero un suggerimento di approccio alla lettura non richiesto. Considero le quarte di copertina un consiglio interessato. Le risguardie, invece, sono un regalo. È passione cominciata da bambina: ogni risguardia della vecchia libreria di mio nonno una sorpresa. Le mie preferite erano quelle verdi o blu col bianco e il rosso sgocciolati sopra. Risguardie variegate alla panna e amarena.

La bambina dei libri, di Sam Winston, Oliver Jeffers - 2017, Lapis edizioni
La bambina dei libri, di Sam Winston, Oliver Jeffers – 2017, Lapis edizioni

Che dono magnifico sono, allora, queste che mi regala Sam Winston, fatte di titoli e autori, di libri che hanno segnato la vita dei due autori, Sam Winston, appunto, e Oliver Jeffers. Non un elenco ma una bibliografia per soggetti. Il mare, le montagne, le grotte, i mostri… C’è Rip Van Winkle di Washington Irving, c’è Il racconto di Peter Rabbit di Beatrix Potter, c’è Bellezza nera di Anna Sewell.

E poi c’è la bambina dei libri e un libro, adagiato sul frontespizio di un libro, che in copertina ha una serratura (e chissà cosa nelle risguardie), cui segue un calamaio, una penna e un foglio di pergamena che si fa vela di zattera (forse di Huck, forse di Robinson) sulla quale si mette in viaggio mentre legge un libro, è la bambina dei libri!, che è quello che ci si era presentato poco prima. Legge e intanto affonda mollemente i piedi nell’acqua, la cui schiuma, le cui increspature, sono lettere, sono parole. C’era una volta…

La bambina dei libri, di Sam Winston, Oliver Jeffers - 2017, Lapis edizioni
La bambina dei libri, di Sam Winston, Oliver Jeffers – 2017, Lapis edizioni

E c’è questa volta un libro che racconta come le parole possano comporre la realtà in cui viviamo e crearne altre a noi sconosciute. C’è questa volta un libro illustrato da Oliver Jeffers, ad acquerello, matita e collage digitale, con decine di rimandi alle fiabe, alle storie, ai romanzi, ai classici della letteratura per ragazzi; illustrazioni che si accompagnano a montagne, grotte, mari, fatti di parole, paesaggi tipografici.

La bambina dei libri nel suo viaggio accoglie un bambino dei libri, e insieme vanno per foreste e percorrono lunghe strade, salgono persino sulla luna. E coinvolge anche noi che leggiamo. Che leggiamo tutto. Dalla più chiara foglia al più tenue sbuffo di nuvola.

La bambina dei libri, di Sam Winston, Oliver Jeffers - 2017, Lapis edizioni
La bambina dei libri, di Sam Winston, Oliver Jeffers – 2017, Lapis edizioni

Il libro si chiude con un invito e, poi, con una quarta di copertina che è una chiave, non di lettura, ma per aprire luoghi fantastici.

00000547Titolo: La bambina dei libri
Autori: Sam Winston, Oliver Jeffers (traduzione di Alessandro Riccioni)
Editore: Lapis
Dati: 2017, 40 pp., 14,50 €

La bambina dei Libri è il libro vincitore della sezione Fiction 2017 del BOLOGNA RAGAZZI AWARD

9 libri + 1 da leggere in prima elementare

C’è un momento, che si attesta quasi sempre al rientro dalle vacanze di Natale, in cui le bambine e i bambini frequentanti la prima classe della primaria prendono consapevolezza dello strumento meraviglioso di cui sono entrati in possesso: la capacità di lettura autonoma. Prendono coscienza del fatto che sono capaci di leggere da soli, e sono avidi di pagine da scoprire; curiosi sfogliano e assaporano con un gusto del tutto diverso dalle letture d’esercizio cui i primi mesi, giocoforza, si erano abituati.

È un momento magico che bisogna cogliere non solo perché continuino a perfezionarsi ma soprattutto perché con le letture che sceglieranno formeranno il proprio gusto personale. È in questo preciso momento che ritengo sia necessario offrire loro libri che siano realmente tali. Libri che abbiano un progetto editoriale alle spalle che esuli dalle scelte commerciali; libri d’autore; libri illustrati con gusto. Libri di qualità, insomma, che si allontanino dalle riduzioni, dai pasticci edulcorati, dai prodotti da edicola.

Ve ne propongo alcuni qui di seguito (ma ce ne sono tanti altri che potrei suggerirvi, effettuare una cernita è stato difficile anche per me, per cui, se voleste qualche altro suggerimento potete chiedere nei commenti, sarò felice di darvene). L’ordine è del tutto casuale.

Fiabe per occhi e bocca, di Roberto Piumini, con le illustrazioni di Emanuela Bussolati, edito da Einaudi Ragazzi.

fiabe per occhi e per boccaQuattro fiabe celebri in forma di ballata. Il testo è intervallato, riga per riga, da una striscia illustrata che lo esplica visivamente, supportando il lettore in erba e guidandolo passo passo. Alternanza di testo e immagini molto utile anche nel non affollare la pagina, per dare l’opportunità al bambino di leggere in maniera ariosa e ritmica, senza perdere il rigo, senza saltarne. Ogni pagina è un capitolo: sulla sinistra il testo, sulla destra un’immagine col titolo del “quadro” (lo definisco tale perché da proprio il senso della scena teatrale). Quattro classici che rivivono grazie alla rima più adatta ai primi lettori: quella baciata. [corpo del testo grande e leggibile; stampatello maiuscolo]

L’uomo lupo in città, di Michael Rosen, edito da Sinnos

l'uomo lupo in cittàSpassosa come poche, la lettura di questa storia rocambolesca tiene col fiato sospeso fino all’ultima, divertentissima pagina, quando si liberano le risate. Un uomo lupo ha rotto le sbarre della sua gabbia e corre a zampa libera per la città, agendo furiosamente, sradicando lampioni, seminando il panico. Come potrebbe essere altrimenti? È un uomo lupo in perfetta regola! I blocchetti di testo aumentano la tensione che è palpabile nelle illustrazioni in un’alternanza perfettamente equilibrata. La lettura è entusiasmante e favorisce l’espressione che accompagna con naturalezza punti esclamativi e interrogativi. Fino alle pagine conclusive, ironiche e divertenti. [corpo del testo in maiuscolo, con una font speciale, “leggimiPrima”, appositamente studiata per i primi lettori].

La gallinella che voleva vedere il mare, di Christian Jolibois e Christian Heinrich, edito da Nord Sud

la gallinella che voleva vedere il mareUn libro illustrato che racconta una storia di coraggio, intraprendenza e libertà in cui non trovano alcuno spazio l’omologazione e la noia. La gallinella ha un nome molto classico, Carmela, ma per il resto non ci sta a seguire la tradizione che la vorrebbe a covare uova e a seguire il ritmo sempre uguale a se stesso del pollaio. Carmela vuole vedere il mare! Lo dice ad alta voce, non è un desiderio inespresso, ma nessuno è d’accordo che lei abbia idee così velleitarie. Per cui decide da sé e, senza aspettare il permesso, parte alla volta del mare. Vive molte avventure e si districa in situazioni molto ingarbugliate e pericolose. Raggiunge il mare, conosce nuovi mondi, si innamora e poi, felice, fa ritorno al suo pollaio. [in stampatello maiuscolo, fa parte di una serie di 6 titoli che si chiama “polli ribelli”, si aggiunge agli altri il pro quello di poter proseguire nelle letture ribelli]

Un serpente per ospite, di Julia Donaldson, edito da Sinnos

un serpente per ospiteDalla stessa autrice del celebre Gruffalò, una storia divertente la cui protagonista, una bimba di nome Polly, trasmette allegria e intraprendenza. Intraprendenza e amore per gli animali e il gioco è fatto: Polly organizza in casa una pensione per animali, con tanto di cartello pubblicitario sul cancello. Nel giro di pochi giorni a casa di Polly arrivano criceti, merli, pesci rossi e… un serpente! Per la mamma di Polly un serpente è davvero troppo… [in stampatello maiuscolo su carta color panna che facilita la lettura, le parole non vanno mai a capo per non spezzarla]

Le avventure di Lester e Bob, di Ole Könnecke, edito da Beisler editore

le avventure di Lester e BobUn lessico molto chiaro e un tono piuttosto puntuale raccontano degli accidenti quotidiani di Lester, bislacco ed esuberante, e Bob, mite e riservato, da una partita di bocce (sport nel quale, guarda caso, Lester è un campione), a come risolvere una giornata “no”, a come andarsene in giro per il mondo per tornare in tempo per la merenda. Talvolta con svolte surreali. Il tutto su carta color panna, che facilita la lettura, e in stampato maiuscolo, perché essa sia autonoma. Cinque avventure che tengono compagnia, esattamente come tra amici, per crescere assieme.

Il dito magico, di Roald Dahl, illustrato da Quentin Blake, edito da Nord Sud

il dito magicoCosa farebbero i bambini se avessero una capacità magica? E, più nello specifico, cosa farebbero se questa capacità magica fosse la possibilità di puntare il dito e realizzare ciò che si desidera? Le risposte potrebbero essere centinaia. Quello che so per certo, e Dahl lo racconta con la sua classica e sana ironia, è che non bisogna mai far arrabbiare i bambini con un forte senso di giustizia giacché ci si potrebbe, ragionevolmente, ritrovare trasformati in pennuti. È ciò che avviene a una famiglia di cacciatori di anatre che una bimbetta di otto anni trasforma in ciò che cacciano, anatra appunto. È un vero e proprio racconto, d’autore, composito e ricco, la cui lettura è però sollecitata dalla passione indomita dei primi lettori per “finire i capitoli” e fare a gare a chi ne legge di più.

Bastoncino, di Julia Donalson e Axel Scheffler, edito da Edizioni EL

bastoncinoJulia Donaldson e Axel Scheffler possiedono una capacità non comune: prendere un oggetto qualsiasi e renderlo animato, prendere degli eventi semplici e renderli meravigliosi. La storia del Signor Bastoncino catturerà certamente l’immaginazione dei bambini i quali hanno la naturale e incantevole tendenza ad attribuire un’anima agli oggetti e alle cose e in più, l’insistente affermare la propria identità da bastoncino indurrà i bimbi a prendere coscienza della propria identità non sostituibile con nessun’altra, le rime assonanti renderanno l’accorata affermazione di sé filastrocca dolce e divertente da conservare gelosamente. Bastoncino a mio parere è un libro con tutte le qualità per diventare ricordo d’infanzia.

L’uovo meraviglioso, di Dahlov Ipcar, edito da Orecchio acerbo

l'uovo meravigliosoL’uovo meraviglio potrebbe essere un uovo di dinosauro: sta comodamente adagiato in un nido di muschio blu/verde nella giungla del mondo e attorno a lui si muovono dinosauri di ogni specie; per ogni specie una doppia pagina, informazioni circostanziate su habitat e caratteristiche, illustrazioni dettagliate e una domanda: di che uovo si tratta? Quale specie nascerà da quell’uovo?

Un albo dal finale sorprendente per bambine e bambini con la passione per la scoperta; dalle illustrazioni splendide e dal lessico semplice, che infonde tranquillità e che comunica con chiarezza e con efficacia ai bambini anche ciò che parrebbe complesso.

L’incredibile bimbo mangialibri, di Oliver Jeffers, edito da Zoolibri

l'incredibile bimbo mangialibriPer concludere, un albo che è anche un invito: diventare golosi di libri! Ma non per dichiarare in maniera superficiale, di divorarne a decine, bensì, così come impara a farlo Enrico, protagonista di questo albo pop up. Enrico, come tutti noi, ama i libri, ama letteralmente… mangiarli! Prima a piccoli bocconi, parola dopo parola; qualche congiunzione e qualche accento sulle prime rimane tra i denti, ma prendendoci gusto e con la pratica, dalle parole Enrico passa a sbocconcellare distrattamente le pagine per poi ingoiare, quasi senza masticare, libri interi, anche più d’uno alla volta, specie se si tratta di libri rossi, i suoi preferiti, ché stimolano il metabolismo e rinforzano le difese immunitarie. Sebbene Enrico ami mangiare libri di tutti i generi, vuole sapere tutto, perché, sì: diretta conseguenza del divorare i libri è diventare più intelligenti, e sempre più intelligenti.

Però i libri è meglio gustarli lentamente, altrimenti il rischio di fare indigestione c’è!

Questo mio articolo è stato pubblicato un mese fa su Your Edu Action. Aggiungo qui una bonus track la cui lettura oltre che autonoma auspico anche condivisa.

La leggerezza perduta di Cristina Bellemo e Alicia Baladan, edito da Topipittori

81n+ts0kckLCoinvolge e ha una qualità rara: coniuga il senso pratico della realtà con la resa immaginifica dell’irrealtà in maniera esemplare e con una naturalezza che induce alla lettura rapita, quella che i bambini ricercano (e gli adulti spesso agognano: un testo che incolli alle pagine nutrendo chi legge), chiedono a viva voce, in qualsiasi ora del giorno e, ahimè!, della notte. C’era una volta un castello in piena regola: con il suo borgo, col suo re e i suoi abitanti, compresi cavalieri con tanto d’armatura. L’unica eccezione è che il castello s’adagia non sulla terra ma su una nuvola, e questo da quando si ha memoria. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, però, gli abitanti hanno accumulato in uno spazio che è giocoforza limitato, gli oggetti più disparati, specchio di sentimenti e attitudini altrettanto variegate. Tanto è stracolmo da incominciare a scricchiolare sotto il peso delle cose, rischia di sprofondare. L’unica soluzione è di liberarsi del superfluo, e così ordina di fare a tutto il suo popolo il re Celeste, che per fortuna, accumulando di tutto non ha ancora soffocato del tutto la reale saggezza. [per scoprire una storia intensa, con un’attenzione al lessico che rimane tra le righe arricchendolo]

Spero vi sia venuta voglia di comprarli. Potete farlo qui:
Fiabe per occhi e bocca
L’uomo lupo in città
La gallinella che voleva vedere il mare
Un serpente per ospite
Le avventure di Lester e Bob
Il dito magico
Bastoncino
L’uovo meraviglioso
L’incredibile bimbo mangia libri
La leggerezza perduta

 

Gli Ughi e la maglia nuova di Oliver Jeffers

Gli Ughi - Oliver Jeffers - Zoolibri
Gli Ughi – Oliver Jeffers – Zoolibri

Oliver Jeffers sceglie il bianco e nero per i suoi Ughi. Non a caso. Gli Ughi infatti si distinguono nel non distinguersi: sono tutti uguali tra loro e non solo nell’aspetto esteriore ma anche in ciò che pensano, nei modi di fare, nelle passioni.

Molto tranquillo, tiepido e bigio è dunque il mondo popolato dagli Ughi. Fino a quando a uno di loro non viene un’idea: realizzare e indossare un maglione colorato, e anche di un bella foggia sgargiante, un arancione con zig zag di rosso e bianco. E qui, assieme a Ruperto, si fa strada tra la folla di Ughi in bianco e nero il gossip, la facoltà di giudizio: gli Ughi sono quindi coscienti della loro neutra uniformità se tanto trovano fuori luogo Ruperto e il suo maglione arancione…

Gli Ughi - Oliver Jeffers - Zoolibri
Gli Ughi – Oliver Jeffers – Zoolibri

Gli Ughi - Oliver Jeffers - Zoolibri
Gli Ughi – Oliver Jeffers – Zoolibri

Viene da chiedersi quanta consapevolezza ci sia dietro a quello che sembra il piattume di una società, però, considerato che di domande questo albo ne ispira molte proseguiamo e spalleggiamo Ruperto, coraggioso “ugho” dai gusti personali e stravaganti. Unici.

Gli Ughi - Oliver Jeffers - Zoolibri
Gli Ughi – Oliver Jeffers – Zoolibri

Unici fino a quando Gilberto non decide che il maglione di Ruperto è molto bello e quindi vuole farsene uno anche per sé. Due Ughi con un maglione arancione non sono più così strani come quando Ruperto era da solo. Da questa considerazione al normalizzare la diversità della diversità il passo è breve, e si torna ad essere tutti uguali, sebbene, forse, più protetti dal raffredore rispetto a prima. Fino a quando A Ruperto non verrà qualche altra idea e a un altro Gilberto non verrà in mente di imitarlo e così via fino… fino a cosa? viene da chiedersi, e la risposta non c’è, perché alloggia nella nostra vita di tutti i giorni dove pochi sono immuni alla omologazione o alla diversità, o meglio, all’omologarsi o al sentirsi diversi per sfuggire all’omologazione e tornare in un certo senso ad esserlo, omologati, e così via fino… Argh! È un discorso tondo, anzi, ovale come gli Ughi. Un discorso con due puntini per occhi, un bel nasone e una bocca da aprire poco e poco spesso.

Quando disegno un libro per bambini, il primo bambino che voglio sia entusiasta del mio lavoro sono io!” ha detto Oliver Jeffers a Londra qualche tempo fa. Avrà fatto bene ad esserlo pienamente di questo, giacché in esso si sposano perfettamente ironia, divertimento e intelligenza.

  • Se volete sentirvi un po’ Ruperto potete farlo qui
  • Se volete leggere altro su Oliver Jeffers ne ho parlato qui

Titolo: Gli Ughi e la maglia nuova
Autore: Oliver Jeffers
Editore: Zoolibri
Dati: 2012, 32 pp., 15,00 €

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Divorare i libri provoca indigestione, meglio gustarli lentamente

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L’incredibile bimbo mangia libri, Oliver Jeffers – 2011, Zoolibri

Pivelli coloro che dichiarano a cuor leggero di essere divoratori di libri! Grazie a Oliver Jeffers e Zoolibri qui ci troviamo tra le mani raccontata e illustrata nei minimi dettagli la storia deL’incredibile bimbo mangia libri. E non si tratta di un superficiale e, come scopriremo più tardi, vuoto modo di affermare un proprio piacere, tra queste pagine alberga infatti Enrico. Enrico, come tutti noi, ama i libri, ma non come lo facciamo noi giacché lui i libri ama… mangiarli! Prima a piccoli bocconi, parola dopo parola, qualche congiunzione e qualche accento sulle prime rimane tra i denti, ma prendendoci gusto e con la pratica, dalle parole Enrico passa a sbocconcellare distrattamente le pagine per poi ingoiare, quasi senza masticare, libri interi, anche più d’uno alla volta, specie se si tratta di libri rossi, i suoi preferiti, ché stimolano il metabolismo e rinforzano le difese immunitarie. Sebbene Enrico ami mangiare libri di tutti i generi, vuole sapere tutto, perché, sì: diretta conseguenza del divorare i libri è diventare più intelligenti, e sempre più intelligenti.

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L’incredibile bimbo mangia libri, Oliver Jeffers – 2011, Zoolibri

A Enrico piace mangiare i libri e anche essere intelligente, fino a quando comincia a star male e il suo colorito verdognolo mette in allarme chi lo tiene a cuore. Peraltro ingollare di fretta, senza gustare, senza masticare a lungo limita l’assimilazione, le informazioni, le storie e la dolcezza di certe immagini rischiano di restare sullo stomaco e di non essere digerite. Insomma, long story short, Enrico per puro caso, così come aveva incominciato a mangiare i libri, si ritrova a sfogliarne uno e a leggerlo. E ad amarlo. E a diventare, questa volta davvero, intelligente.

Questa de L’incredibile bimbo mangia libri è una storia divertente, adatta anche ai bimbi più piccoli illustrata, sempre da Oliver Jeffers, in maniera originale e allestita deliziosamente: un fustellato in fondo alla storia e al libro indica, tra le risate dei bambini lettori/ascoltatori che troveranno proprio in questa parte del testo il momento più divertente, che certe abitudini sono dure a morire. È un libro sui libri fatto coi libri e infatti Enrico e i suoi pasti a base di carta stampata s’adagiano e spiccano su sfondi anch’essi stampati: stralci di pagine di libri, cartoline, dizionari, carte geografiche. Le tinte predominanti sono quelle brune, specie del rosso. Non avevamo dubbi e gradiamo molto giacché anche a noi piace il rosso!

La prima edizione, del 2009, dalla cui lettura è nata questa recensione, è stata rinnovata in una variante con pop-up nel 2011.

l'incredibile bimbo mangialibriTitolo: L’incredibile bimbo mangia libri
Autori: Oliver Jeffers
Editore: Zoolibri
Dati: 2011, 40 pp., 20,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it