…Per favore? Grazie!

Per favore Signor Panda, Steve Antony - 2016, Zoolibri

Quando ci vuole, un po’ di cortesia ci vuole. Se ti si palesa un panda, accigliato come tutti i panda, e ti offre un dolcetto, buona norma sarebbe ringraziare e accettare di buon grado. A meno che non si tratti di uno sconosciuto, perché dolcetti dagli sconosciuti, altra buona norma, non se ne accettano; e la reazione piuttosto scontrosa dello struzzo tradisce un retaggio obbediente a raccomandazioni genitoriali.

Insomma, c’è un panda che, bianco e nero come tutti i panda, porta un bel vassoio di dolcetti colorati, viola, blu, gialli, a spasso.

Ciao! Ti andrebbe un dolcetto?
Dammi quello rosa.

E nel giro di un punto esclamativo, un punto interrogativo e un punto, si svolge il dialogo tra un essere gentile e un altro che da per scontata la sua gentilezza. Il panda saluta con un bel “ciao” nonostante il suo cipiglio corrucciato; poi offre un dolcetto.”Ti andrebbe?”. Dal canto suo la puzzola si limita a indicare uno dei dolci. Dito dritto, la bocca che non accenna nemmeno a un sorriso: “quello rosa”. E no! Non va bene così! Almeno un momento di gratitudine! Un cenno di riconoscenza!

La puzzola non è la sola a reagire così maleducatamente. E dire che il panda si prende anche la briga di andarsene per mare a cercare qualcuno cui offrire i propri dolcetti.

Fino a quando finalmente non incontra qualcuno capace di vedere le cose secondo la giusta prospettiva. E non importa se essa è capovolta, nonostante sia sottosopra quello del lemure è proprio il verso giusto!

Ciao! POTREI AVERE un dolcetto…
PER FAVORE Signor Panda?

E chissà che l’allegria del lemure non suggerisca al Panda di essere un po’ meno formale, o perlomeno di non pretendere da tutti la sua perfetta educazione, giacché un’altra buona norma (questa è davvero l’ultima) sarebbe quella di dare il tempo a ciascuno di reagire: nel momento in cui si offre qualcosa, lo si fa perché si è davvero gentili, non per testare la gentilezza altrui.

61YwikAIzDLTitolo: Per favore Signor Panda
Autore: Steve Antony
Editore: Zoolibri
Dati: 2016, 40 pp., 16,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Con Lella costa in Cina sulle tracce del panda

Sulle tracce del panda, Yu Rong, Editoriale la Scienza

Di rado mi sono imbattuta in acquerelli così raffinati, così eleganti, così intensi. Yu Rong, illustratore di questa toccante storia, mi ha presa per mano, coinvolta, accompagnata in un mondo che, fino ad oggi, mi sembrava di conoscere e che invece mi era del tutto estraneo. E dire che egli stesso afferma: “Non ho mai visto un panda, ma conosco le montagne in cui ama vivere”. Un intreccio ben riuscito di esperienza e immaginazione. Anch’io, da bambina, ho ascoltato storie sul panda, su questo orso bianco e nero così misterioso e così diverso dagli altri orsi. Un orso solitario, molto burbero, così lo immaginavo, golosissimo di bambù. Ecco quello che sapevo.

Poi leggo questo albo illustrato, e mi sento coinvolta, mi sento in Cina; i miei piedi nudi lasciano tracce sulla neve fresca, le mie mani sfiorano le foglie dei bambù, mi riposo su letti di felci.

Nick Dowson racconta la storia di una mamma panda e del suo cucciolo; questa piccola famigliola attraversa le stagioni, valica montagne, supera torrenti alla ricerca di un posto tranquillo in cui poter vivere, in cui poter sfamarsi.

Sulle tracce del panda, Yu Rong, Editoriale la Scienza
Sulle tracce del panda, Yu Rong, Editoriale la Scienza

Il piccolo panda all’inizio piagnucola, come tutti i neonati, si accoccola nella calda pelliccia della mamma, è “piccolo come una pigna”…

Poi cresce, ma rimane con la madre per quattro lunghi anni.

Viene spontaneo chiedersi se è per questo che i panda sono così pochi (soltanto 2500 esemplari vivono ancora liberi in natura). Scopriamo, grazie alle parole abbracciate da due linee rosse (sono veri e propri box divulgativi, con informazioni accurate, scritte con un carattere diverso per differenziarle dalla storia) che è anche perché non dividono il loro territorio con altri panda, né tantomeno con gli uomini; e che, sebbene il bambù sia una pianta molto diffusa e che cresce molto in fretta, i panda non mangiano tutti i tipi di bambù, ma solo una particolare specie.

Così grandi, così imponenti, i panda sono fragili: la natura li ha creati fieri, ma l’uomo ne sta arginando la fierezza. Senza patetismi e retorica, questo libro velatamente pone delle domande impegnative: quali siano le responsabilità dell’uomo; quale impatto abbia il progresso sull’ambiente.

Allegato all’albo un cd audio. Anch’esso coinvolge e strega. La voce di Lella Costa racconta, morbida e calda, la storia di questo panda e del suo cucciolo. Serena Finatti (su musica di Nina Perry) canta “la canzone del panda”.

Per proteggere i panda sono state istituite delle riserve. Penso che anche questo libro possa essere considerato tale. Una splendida e sicura riserva, che i bambini possono visitare ogni volta che lo desiderino, dedicata a un panda e al suo cucciolo.

Qui il testo originale in inglese: Tracks of a Panda

61s-uiuonsl-_sx450_bo1204203200_Titolo: Sulle tracce del panda
Autore: Nick Dowson, con le illustrazioni di Yu Rong
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2009, pp. 32, ill., Prezzo: € 16.90 – con cd audio: voce narrante Lella Costa, cantato da Serena Finatti (su musica di Nina Perry)

Trovate questo libro tra gli scaffali del Giardino Incartato, libreria per ragazzi in via del Pigneto 303/c, Roma.