Bambini nel quadro! I piccoli enigmi dei capolavori

Alain Korkos mi incoraggia per la seconda volta a sottolineare quanto siano rilevanti le tavole illustrate (alcuni diranno: come se ce ne fosse bisogno! Ce n’è, ce n’è…). L’avevo già fatto in occasione della recensione al suo primo libro, Entrate nel quadro!, lo rifaccio oggi grazie a Bambini nel quadro! novità del catalogo de L’ippocampo junior.

Jean Siméon Chardin, La Governante, 1739 - da Bambini nel quadro! di Alain Korkos - 2013, L'Ippocampo
Jean Siméon Chardin, La Governante, 1739 – da Bambini nel quadro! di Alain Korkos – 2013, L’Ippocampo

La struttura del libro è molto simile a quella del precedente, riuscendo a preservare un’originalità di lettura delle immagini a sé stante. Verrebbe da pensare, almeno io l’ho pensato, che trattandosi di bambini avrei trovato tra queste pagine, tra questi 50 quadri, una vasta gamma di Bambini Gesù o angeli (al limite Cupidi). Sono stata piacevolmente smentita, giacché invece di bambini santi e pagani pochi ce ne sono, essendo in quei casi protagonisti collaterali, presenze non centrali ma al margine della rappresentazione. In questi 50 quadri selezionati e raccontati da Alain Korkos, i bambini, quelli veri, sono gli effettivi protagonisti. Largo quindi a principessine e principi, neonati nella culla, bimbetti scalzi e mendicanti, scolari e lucignoli; c’è un bimbo enorme che tiene tutto il mondo in mano; ci sono i furfantelli, ci sono i bimbi bucolici e quelli pretenziosi.

Pablo Picasso, Paulo vestito da Arlecchino, 1924 - da Bambini nel quadro!2013, L'Ippocampo
Pablo Picasso, Paulo vestito da Arlecchino, 1924 – da Bambini nel quadro! 2013, L’Ippocampo

Riuscire a raccontare quello che c’è nello sguardo sfuggente di un bimbo ingabbiato in vestiti sfarzosi o guidare un lettore bambino alla scoperta delle linee e dei colori che svelano una figura nascosta è imprese esaltante e complessa che, anche quando si tratta di raccontare una bambina che cavalca un cavallo nero brandendo un’arma, di raccontare La guerra (Henry Rousseau); soprattutto quando si tratta di raccontare di un piccolo mercante di violette, di Un piccolo martire (Fernand Pelez), non perda mai di vista che ciò che tutti i bambini accomuna e su ogni piano è l’innocenza.

José de Ribera, Lo storpio, 1642 - da Bambini nel quadro! 2013, L'Ippocampo
José de Ribera, Lo storpio, 1642 – da Bambini nel quadro! 2013, L’Ippocampo

Ogni quadro ha una sua storia che si apre con una domanda che a volte suggerisce giochi da aguzzare la vista, altre induce a riflettere su dettagli, altre ancora a isolare qualcosa dal contesto oppure a immaginare la storia dietro a uno sguardo, a un abito, un oggetto. Inoltre in piccoli riquadri il titolo dell’opera, l’autore, la data di realizzazione e l’ubicazione dell’originale, giacché di una passeggiata al museo alla ricerca di volti di bimbi noti, ormai nostri amici, dopo la lettura del libro non si potrà più fare a meno.

bambini-nel-quadro-i-piccoli-enigmi-dei-capolavoricopTitolo: Bambini nel quadro!
Autore: Alain Korkos
Editore: L’ippocampo
Dati: 2013, 160 pp., 18,00 €

Trovate questi libri tra gli scaffali del Giardino Incartato, libreria per ragazzi in via del Pigneto 303/c, Roma. Oppure, se non siete a Roma potete trovarci su Bookdealer o chiederci di spedire a casa vostra, lo faremo con molto piacere ricorrendo a Libri da asporto.

Un Pulcinella squattrinato, un leone ammansito, una zingara magica

Henri Rousseau non si faceva abbattere dalle critiche e non si lasciava distrarre dalla naturalezza e dalla semplicità della sua esistenza. Maestro del colore, maestro soprattutto del verde, era una creatura imperfetta: non riusciva a dipingere i piedi degli uomini e delle donne che ritraeva. Per questa ragione li nascondeva sempre nell’erba. Gli altri (esseri miseri nella loro perfezione) ridevano di lui, affermavano che fosse privo di talento e tecnica. Henri Rousseau era una creatura imperfetta e, quindi, un artista straordinario.

Rousseau, Il ballo popolare

Pinin Carpi scelse i suoi quadri per illustrare una storia avventurosa in cui le invenzioni narrative del cantastorie si intersecano perfettamente con quelle pittoriche dell’artista. Pinin comincia lasciando la parola proprio a un vero cantastorie, di quelli che si esibivano in piazza, magari accompagnati da strumenti musicali e pannelli dipinti; a ben guardare lo si scorge dietro al girotondo di uomini e donne, mentre, attorniato di bambini, canta. Ha un vestito da Pulcinella, siamo a Parigi, e i berretti rossi a punta dei rivoluzionari lo dimostrano, il quadro si chiama Il ballo popolare e in atto c’è una festa, la più importante e colorata: è l’anniversario della rivoluzione.

La storia che Nello Pulci (questo è il nome del cantastorie) si appresta a raccontare, però, non si svolge in Francia. Ha luogo in posti esotici e lontani, nella giungla, nel deserto, e narra delle peripezie che due fratelli, Bantu e Zulù, devono affrontare per salvare la vita della sorella malata. Lungo il cammino che porta alla sorgente dell’acqua miracolosa che potrebbe salvare la fanciulla, i due si imbattono in leoni, tigri e pantere, ma non in serpenti, semmai in sergenti!, perché una delle bimbe del pubblico i serpenti li detesta e Nello Pulci non vuole certo impressionarla. I due rischiano la vita a causa di quelle fiere affamate ma in loro soccorso interviene una zingara capace di ammansire i leoni, solitaria, magica.

Rousseau - Zingara addormentata, (1897) Museum of Modern Art di New Y
Rousseau – Zingara addormentata, (1897) Museum of Modern Art di New York
Rousseau, Sera di Carnevale 1886

Non vi svelerò il finale di questa storia; ci tengo però a svelarvi un po’ di più in merito a Nello Pulci, perché ai cantastorie si dedica sempre poco spazio, nonostante senza di essi non avremmo le fiabe. Era Carnevale, dunque, e tra una rima e l’altra Nello Pulci racconta un po’ di sé. I suoi detti e non detti, le sue mezze parole trovano riscontro nella descrizione di Pinin: “Nello era allegro come un fringuello. Però non era che un pulcinella, e perciò era povero; difatti aveva un vestito solo, quello da pulcinella. E poi avrebbe voluto trovare una ragazza che andasse in giro con lui a cantare le sue storie. Insomma, benché fosse allegro, era triste: questo era il suo segreto, che era un segreto di pulcinella”.

Ognuno ha diritto ai sogni e spesso, se sono dolci, i sogni si realizzano; grazie allora da parte nostra a Rousseau che ci tramanda un ritratto di Nello Pulci mentre tranquillo e felice nel chiaro di luna passeggia sottobraccio a una bella Colombina.

Pinin Carpi ha un talento raro, per questo vi invito a non far mancare le sue storie ai vostri bambini: quello di dar voce proprio ai suoi lettori ideali. In questa storia, per esempio, i protagonisti sono adulti. Sono uomini e donne, animali selvaggi. Eppure è la voce curiosa e cristallina dei bimbi che ne tiene le fila e senza di essa e delle sue indicazioni probabilmente non esisterebbe, oppure non sarebbe così bella.

41npblikbl-_bo1204203200_Titolo: Rousseau. La zingara della giungla
Autore: Pinin Carpi
Editore: Piemme (collana L’arte per i bambini)
Dati: 2008, 35 pp., 12,00 €

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“Dunque, dovete sapere che…” Goya raccontato da Pinin Carpi

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La fucina, Goya

“Goya aveva incominciato a dipingere come un pittore antico per poi diventare il primo pittore moderno”. Così scrive Pinin Carpi, raccontando la vita di questo grandissimo artista. Un pittore che trasferiva sulle sue tele tutte le proprie sensazioni riuscendo a nasconderle tra le pieghe di un’arte unica, comunicativa. Tra le pennellate perfette ed eleganti (era talmente bravo nel dipingere da essere il “primo pittore di camera del re”) riusciva a nascondere l’intelligenza del proprio sguardo e a criticare i potenti senza che nessuno di loro se ne accorgesse: guardando i ritratti del re e della regina da lui realizzati “è chiaro subito che il re è stupido, mentre la regina è furba e maliziosa”.

Una biografia intensa che Pinin Carpi rende una fiaba; e siamo solo alla post fazione de Il gioco dei giganti (L’arte per bambini, Goya).

Sì, perché è straordinario ciò che ci aspetta, ciò che Pinin Carpi regala ai bambini con queste pagine. Si racconta senza alcun intento didascalico, per mezzo di dipinti celebri, “adulti”, a volte cupi, una storia brillante, sorprendente.

La storia incomincia con la presentazione di Juan Martin, forte come un toro, simpatico come un bambino, innamorato di Maia Calía, di professione fabbro. E non si esita nemmeno un istante a credere che il ragazzo de “La fucina” di Goya, sia proprio forte come un toro e, sì, simpatico, come un bambino. E che sia Juan Martin

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Ma il colosso rimase a vegliare: voleva essere sicuro che nessun soldato se ne andasse più in giro a far del male alla gente. Seduto nella prateria si guardava intorno tranquillo. Finché alle prime luci dell’alba si distese come una montagna.

Si prosegue tra corride, donne al balcone, vecchie e vecchi sull’altalena guidati da un lessico semplice e naturale, venato e arricchito da inflessioni verbali, tensione narrativa. E anche alcuni dipinti della maturità goyana in cui la tristezza come un lenzuolo avvolge, tutto avviluppa, si accordano in armonia all’avventura.

Pinin Carpi è riuscito a inventare un nuovo tipo di comunicazione a mezza strada tra la parola e l’immagine. L’intento è quello di condurre il piccolo lettore attraverso una narrazione le cui illustrazioni siano perfettamente accordate con le parole senza che in alcun modo siano intimiditi dall’avere a che fare con dipinti così celebri, così impegnativi, con l’Arte, intesa in quanto tale.

Con questo metodo (tra l’altro l’impaginazione aiuta con scelte grafiche intelligenti che all’interno del testo tingono le frasi chiave dello stesso colore delle didascalie dei quadri di riferimento) i bambini assoceranno una splendida avventura a delle immagini che torneranno certo a farsi vive più avanti e, solo allora, quando già saranno familiari, assumeranno il contorno dell’opera d’arte, del dipinto di Goya.

A buona ragione, “L’arte per bambini, Goya” di Pinin Carpi (edito 2009 nel dal Battello a Vapore) rientra nella categoria dei libri “opera”. Perché dell’opera d’arte (e qui siamo nel campo della letteratura per l’infanzia) ha tutte le armoniche qualità, soprattutto l’invenzione.

51j1gfxy94l-_sx374_bo1204203200_Titolo: Goya. Il gioco dei giganti
Autore: Carpi Pinin
Editore: Piemme (collana L’arte per i bambini)
Dati: 2009, 33 pp., ill., 14,00 €

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