Marie Curie, nel paese della scienza

La storia di Marie Curie, Maria Sklodowska, avvolta con cura nel verde cinabro di un libro che riesce a restituire magistralmente l’eroica esistenza di una donna dedita allo studio e alla ricerca.

Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci - 2019, Orecchio acerbo
Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci – 2019, Orecchio acerbo

Non lo immaginavo, perlomeno non con questa potenza, che la vita di una scienziata potesse suscitare tale empatia. Ritengo sia grazie all’equilibrio tra l’avventura della scoperta, il sacrificio dal sapore dickensiano, le contingenze avverse, la caparbietà e la generosità di Marie, la guerra, la morte. Tutto radicato in un cofanetto di legno e piombo. Uno scrigno contenente del radio, inavvicinabile, pericoloso, eppure prezioso. Tutto racchiuso tra le pagine di un volume che si apre e si chiude davanti a un vecchio edificio di mattoni, dietro i cui vetri passa, si dice, un’ombra leggera. La si scorge vestita di nero con i capelli raccolti in una crocchia, il portamento sereno, elegante, e la si immagina, al suo interno, seduta alla scrivania, nell’atto di riflettere, pensosa.

Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci - 2019, Orecchio acerbo
Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci – 2019, Orecchio acerbo

In quell’istituto di ricerca Marie Curie scrive la propria storia e la storia della scienza, ma essa inizia nella casa di famiglia, in Polonia, in cui Mània, uno dei vezzeggiativi con i quali la madre la chiamava, cresce tra l’affetto e l’esposizione costante alla cultura. Il padre ritiene infatti che tutto serva per imparare e quindi sono numerose le scampagnate, le passeggiate, e le letture in lingue diverse. In famiglia Marie imparerà anche il coraggio e la determinazione che, luminosissimi, si esplicitano in due tavole che sono una: Marie e Bronia, sua sorella maggiore, sono l’una di fronte all’altra, entrambe si guardano ma Marie ha un’espressione ferma, sembra una statua, esprime con decisione il proprio punto di vista, la propria volontà. Bronia sorride più esplicitamente, il capo un poco chino, le sopracciglia lievemente aggrottate a proteggere uno sguardo che è commosso, di riconoscenza. Le due sorelle, mani e destini intrecciati, stanno stipulando un patto d’amore: Bronia andrà all’università a Parigi, per diventare medico, Marie lavorerà a servizio in una casa alto borghese per pagarle gli studi. Quando Bronia sarà diventata medico ricambierà il sacrificio.

Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci - 2019, Orecchio acerbo
Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci – 2019, Orecchio acerbo

È in queste tavole, e in altre con altrettanta potenza narrativa, che sta la meraviglia di questo libro, in cui la vita, i sentimenti, i dolori e le gioie di quanti la popolano più o meno da protagonisti, sono sempre lì, dietro la lieve cortina verde cinabro che tutto ricopre e tutto ammanta, fino al momento più crudele, quello che corona drammaticamente la dedizione di Marie alla ricerca e al progresso, non solo scientifico ma anche culturale; lei che donna, prima al mondo, vincerà il Premio Nobel per la fisica per le ricerche sulla radioattività. Quando le conferiscono il premio, assieme a suo marito e a Henri Becquerel, deve restare silente e seduta: è una donna, non può far altro in questa occasione formale. Ma è lì e da seduta, immobile e in silenzio, decide per tutti. Potrebbero diventare ricchi se brevettassero la loro scoperta.

Ma Marie non ci pensa due volte: “No. Il radio servirà a curare i malati, a far avanzare il progresso”. E rivelano agli scienziati di tutto il mondo i risultati delle loro ricerche.

Claudia Palmarucci, che ho avuto il piacere di ascoltare nella mia libreria qualche giorno fa, ha scandagliato una mole enorme di materiale su Marie Curie, prima di realizzare le numerose tavole che, assieme al testo di Irène Cohen-Janca, fanno questo libro. In ciascuna di essa c’è una base che cita la fluorescenza del radio, c’è la resa biografica, c’è, come nella chimica, l’attenzione all’impercettibile (parole splendide di Carla Ghisalberti), ci sono le citazioni di opere celebri dell’arte che diventano parte integrante, con tutta la loro carica significante, della narrazione

Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci - 2019, Orecchio acerbo
Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci – 2019, Orecchio acerbo

Nell’illustrazione dedicata a Paul Langevin, in fondo, a chiudere un ciclo di vita familiare violenta e collerica, il dettaglio di un’opera di Agnolo Bronzino (Allegoria del trionfo di Venere) ritrae una figura che urla disperata di rabbia e invidia. Rabbia e invidia che in quella specifica occasione sono della moglie di Langevin, ma che possono dirsi universali, della società intera, giudicante e irriconoscente. Universali ma sconfitte, dalla determinazione, dalla dedizione e dall’intelligenza di una donna che ha realmente cambiato il corso del nostro tempo.

copertinaTitolo: Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA
Autore: Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci (traduzione di Paolo Cesari)
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2019 88 pp., € 16,50

Uno stormo per librarsi in volo e rifuggire gli eccessi

 Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido - 2014, Kalandraka
Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido – 2014, Kalandraka

Ogni volta che si fa un passo avanti nella tecnologia, che si progredisce nel senso generico della parola, ci si atteggia come se oltre non si potesse andare, come se il risultato raggiunto fosse l’apice di intelligenza e scienza, di cultura e ingegno. Peccato che dopo poco tempo si vada oltre, a volte piuttosto semplicemente, e quell’oggetto che ci proiettava nel futuro, col petto gonfio e tronfio, ci rigetta nel passato mostrandosi obsoleto e superato, piuttosto inutile.

 Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido - 2014, Kalandraka
Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido – 2014, Kalandraka

Questo vale per gli oggetti ma anche per certi pensieri superficiali, per certe convinzioni condite di arroganza: si portano avanti pensieri e idee, si alzano come stendardi affinché siano ben visibili a tutti e tutti sentano il desiderio di adeguarsi ad esse.

 Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido - 2014, Kalandraka
Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido – 2014, Kalandraka

La storia che voglio consigliarvi oggi incomincia con la più naturale e forse più entusiasmante delle tendenze: quella di guardare oltre ciò che si ha e immaginare un futuro migliore per sé e per la propria specie. Gli uccelli, per esempio rivolsero lo sguardo oltre i rami e le foglie e ciò che videro li fece invaghire di una vita diversa. Cominciarono a erudirsi e a educare alla curiosità i propri pulcini, sperimentando, mettendosi alla prova. Tutto farebbe presagire un’evoluzione della storia su binari positivi di progresso ma il tratto fitto fitto del carboncino, il chiaro che fa da contrappunto allo scuro suggeriscono altro: un certo, lirico, timore, che quanto possa accadere deragli dal percorso virtuoso dell’evoluzione culturale e imploda invece in derive d’eccessi, di tracotanza.

 Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido - 2014, Kalandraka
Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido – 2014, Kalandraka

Ed eccoli infatti: galli che si pavoneggiano, aquile che abbandonano la propria dinamica fierezza per costringersi alla pigrizia, all’immobilità. I costumi dentro i quali questi uccelli ritratti magistralmente costringono le proprie piume, intanto, ci appaiono desuete, ci sembra di riconoscere in questa storia, alcune delle tante Storie già vissute e si vorrebbe far qualcosa, si avverte proprio la sensazione e lo slancio di voler intervenire per mettere all’erta, mettere in guardia…

Non vado oltre, dico solo che l’ultima tavola è un compendio di speranza e struggente consapevolezza capace di nutrire l’anima e la vista.

stormo-It_01Titolo: Stormo
Autore: David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido
Traduttore: Elena Rolla
Editore: Kalandraka
Dati: 2014, 32 pp., 16,00 €

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