W kieszonce – Nella tasca

Impossibile parlarne solo, questo è un albo da descrivere, per alcune sue particolarità: è stampato su carta ma fotografato da tela, le illustrazioni sono sottili ricami, lavoro fine di cucito.

Illustrare su tela di lino con ago e filo sottile. Tratteggiare bambini che in fila, una mano sulla spalla di chi li precede, in un gioco che assomiglia a un indovinello, si apprestano a mostrare un segreto a un adulto o a un bambino che li attende. E farlo per punti minuti senza trascurare i dettagli di piccoli ricci di chiome ondulate, trattini come capelli perfettamente allineati, a disegnare una frangia, più irregolari, una sfumatura. A ognuno le proprie scarpe come a voler sottolinearne i passi, propri e sempre diversi: a chi stringate, a chi a pantofola, sandaletti con gli occhi, in ultima di copertina una bimbetta procede a lunghe falcate nelle scarpe della mamma, nei di lei passi. Iwona Chmielewska non trascura neppure il particolare del bottone che chiude sulle spalle il grembiule. Un piccolo tondo vuoto di qualche punto. Ad ogni bambino un grembiule e su ogni grembiule al centro, sulla pancia, una tasca ritagliata da scampoli di tessuto a motivi differenti e colorati, appoggiata sul quel disegno di filo blu. Le tasche colorate spiccano quasi a voler saltare fuori, balzare all’attenzione, sottolineare che si parla di loro.

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W kieszonce, Iwona Chmielewska – Media Rodzina, Pznan

Nella tasca è il titolo di quest’albo illustrato ricamando. Il dorso del libro è rifinito in una tela grigia con uno scozzese appena accennato da fili di colore in trama e ordito, la stessa tela che si ritrova in ultimo utilizzata come risguardo finale. Mentre in apertura del libro i risguardi sono di tela di lino tinta unita, di un colore neutro, a destra la bianca e la volta in tessuto Liberty dal minuto disegno, come quelli delle camiciole dei bambini e delle bambine quando ancora un piccolo può indossare indumenti fiorati o a piccole foglie di un ramage che si insegue. All’interno, sulla pagina di sinistra, che pare sempre di tela di lino neutra, il testo su una riga, in blu come fosse un ricamo, dice così: Cosa ha oggi Jaś nella tasca? La domanda rivolta all’infanzia sembra arrivare da un adulto che si pone in gioco.

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W kieszonce, Iwona Chmielewska – Media Rodzina, Pznan

Un gioco che scandisce il ritmo del libro e ne determina l’impaginato che si articola di quattro pagine in quattro pagine. Sempre sulla prima pagina di destra, in un colore che tende più al bianco, nel centro, è appoggiata una tasca, a volte quadrata, a volte stondata agli angoli, a volte invece con gli angoli tagliati di netto. A uno o due tessuti rifiniti con nastri o passamanerie, a volte patchwork. Da queste tasche appoggiate spunta un ricamo, sempre in sottile filo blu, una forma indefinita a cui bisogna dare un nome, pensarla come parte di un oggetto di uso quotidiano, come di chi, prima di uscire, cela in tasca qualcosa di casa per portarlo con sé. Solo tentando e ritentando, si avrà la possibilità di voltare pagina e di trovarsi all’interno della tasca, ora in tela bianca, con l’oggetto ben visibile all’interno sempre tratteggiato per piccoli punti in filo blu.

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W kieszonce, Iwona Chmielewska – Media Rodzina, Pznan

Quindici i bambini che vengono nominati. Quindici le taschine, sempre diverse e colorate, appoggiate al centro della pagina. Quindici gli oggetti da immaginare. Quindici le caratteristiche che li descrivono prima ancora di svelarli. E il semplice dialogo che si ripete: Cosa ha oggi Jaś nella tasca? Nella traduzione potrebbe anche essere cosa nasconde quel bambino o quella bambina nella sua tasca. Ha qualcosa di morbido. Anche Hania ha qualcosa di morbido? No, lei ha qualcosa che canta. Dove quel qualcosa di morbido è un coniglio e qualcosa che canta è un uccellino.

Sino ad arrivare all’ultima tasca, quella di Adam dove c’è… un regalo! E dal momento che è incartato proprio non si sa cosa sia.

All’interno del sito della casa editrice Iwona Chmielewska mette a disposizione, scaricabili gratuitamente, quattro tipi di tasca con quattro figure differenti per solleticare l’immaginazione dei bambini e portarli a nominare e disegnare all’interno della tasca l’oggetto immaginato.

W kieszonceTitolo: W kieszonce
Autore: Iwona Chmielewska
Editore: Media Rodzina, Pznan
Dati: 2015, lingua polacco, 64pp., copertina rigida, 16,90€

MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT

La prima sensazione è di entrare in un dipinto impressionista. Si respira aria fresca su quel prato al limitare del bosco. Il verde è dato in tutte le sue gradazioni con piccoli tocchi di colore puro, prima gli scuri e poi, mano a mano i chiari, così le foglie di quel cespuglio sembrano vibrare, quasi rabbrividire, accarezzate dalla brezza. Poi l’occhio corre sui rosa medievali del vestito della bambina, rischiarati dal bianco della maglietta contrastati dal nero del nastro del cappello di paglia.

MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak - HarperCollins Publishers, New York, 1962
MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak – HarperCollins Publishers, New York, 1962

Non è la prima volta che Maurice Sendak illustrando attinge e ambienta nell’arte. Il braccio piegato con la mano appoggiata al fianco e poco distante il coniglio pensoso, gomiti sulle ginocchia e mani abbandonate. Sì, un coniglio. Formato umano, piedi, mani umane, pensiero coniglio. Ma dell’amico immaginario le doti non si discutono, né le dimensioni, né movenze o fattezze, pertanto lui è solo e soltanto Mr. Rabbit. E grazie al cielo esiste e il regalo per il compleanno della mamma è salvo!

 MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak - HarperCollins Publishers, New York, 1962
MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak – HarperCollins Publishers, New York, 1962

Non tutti possono contare sull’aiuto incondizionato di un amico in un momento di rara emergenza come il compleanno della mamma in avvicinamento e nulla da regalarle. Desiderare con tutto il cuore di regalare qualcosa che a lei piaccia ma… idee nessuna. A volte la vita pone innanzi a questioni di difficile risoluzione che spengono i sorrisi e accendono i pensieri, in questi casi nulla di meglio di un amico coniglio! La bambina in rosa ha decisamente bisogno di aiuto. Quindi bisogna analizzare puntualmente la situazione e farsi venire delle idee. E qui comincia un gioco, chiave del racconto, che coinvolge il lettore così come i più piccoli in ascolto.

 MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak - HarperCollins Publishers, New York, 1962
MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak – HarperCollins Publishers, New York, 1962

Tutto quello che la mamma potrebbe desiderare è un bel regalo – bravo coniglio! – ma cosa? Già, cosa? Alla mamma piace il rosso, ma il rosso non si può regalare, qualcosa di rosso – sottolinea la bambina – ah già! Dell’intimo rosso ecco trovata l’idea geniale! Pensiero di coniglio. No, meglio di no. Un tetto rosso? Ma la bambina non vorrebbe regalare un tetto rosso alla mamma. Degli uccellini rossi, rosso cardinale. Ma la mamma preferisce vedere gli uccellini sugli alberi. Un’autopompa fiammante come quella dei pompieri. Alla mamma no, non piacerebbe. Ok delle mele rosse. Le mele sembrano perfette per la mamma, e i due corrono a raccoglierle da un albero riccamente adorno dei frutti rossi. Certo però ci vorrebbe anche qualcosa d’altro… cos’altro le piace? Domanda l’amico coniglio. Questa volta è il giallo che la mamma ama e qualcosa di giallo bisognerebbe trovare.

Giallo, non puoi regalarle il giallo.
Qualcosa di giallo
Oh, certo qualcosa di giallo

Cos’è giallo? Giallo è il taxi, il sole, il canarino ma la mamma ama gli uccellini sugli alberi. Ah già! Il burro, ma la mamma di burro ne ha. Ok, banane? Perfetto, le banane sono perfette. Però ci vorrebbe ancora qualcosa. Così si passa dal verde delle pere, vada per le pere, al blu della notte ma forse è meglio un grappolo di dolce e succosa uva. Il ritornello è sempre quello, così come sono sempre quelli gli uccellini che vengono proposti. Alla fine di colore primario in colore primario, di raccolto in raccolto, i due compiono un cammino verso casa.

MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak - HarperCollins Publishers, New York, 1962
MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak – HarperCollins Publishers, New York, 1962

Dal bosco usciranno a braccetto, attraverso un ponte raggiungeranno il giardino e casa, un cesto ricco di frutta verrà composto sotto il pergolato. È notte ormai e una sfumatura trasparente di blu copre l’intorno. Il prato, la siepe in fondo al giardino, le montagne sullo sfondo. Una strana luce investe il coniglio che ora sembra più un animale delle tenebre che non il simpatico amico immaginario del bosco. Ma Sendak ama confondere le cose – siamo nel 1962 e se la gonna dell’abito della bambina fosse appena più lunga potremmo dire veramente di essere in un quadro del XIX secolo – caricare di simboli – il bosco, il ponte – giocare con le espressioni, regalare sguardi ambigui – a volte i suoi bambini hanno uno sguardo profondo, adulto. Lo sguardo della bambina qui si fa perplesso, la mano che saluta la creatura incerta.

 MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak - HarperCollins Publishers, New York, 1962
MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak – HarperCollins Publishers, New York, 1962

Ma il regalo della mamma c’è ed è qualcosa che a lei piacerà sicuramente quindi in ultima pagina, come nelle migliori tradizioni, si può scrivere la parola “Fine”.

IMG-3910Titolo: MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT
Autore: Charlotte Zolotow, illustratore Maurice Sendak
Editore: HarperCollins Publishers, New York, 1962
Dati: 1999, lingua inglese, 40 pp., copertina flessibile, 5,20€

[Leslie’s Bridge, una rubrica curata da Marina Petruzio]

Il libro dei regali straordinari

3 dicembre 2016. #AkAdvent

Il regalo più bello è quello che non esiste, o meglio, quello così straordinario da essere dolcemente consapevoli: nessuno ce lo regalerà mai; e non perché si abbia amici, genitori, nonne e zii poco generosi, anzi, qualcuno ci prova a soddisfare tuttti, ma proprio tutti, i desideri dei bimbi, però la realtà è che la fantasia non ha limiti. Questa è la realtà dello straordinario: è irraggiungibile.

Il libro dei ragali straordinari, di Elisa Géhin, Mandana Sadat, Nathalie Choux e Rémi Saillard 2011, Giralangolo
Il libro dei regali straordinari, di Elisa Géhin, Mandana Sadat, Nathalie Choux e Rémi Saillard 2011, Giralangolo

E c’è un albo illustrato in cui un quartetto ben assortito di fantasiosi sognatori ad occhi ben aperti (Elisa Géhin, Mandana Sadat, Nathalie Choux e Rémi Saillard) passa in rassegna ben 44 regali straordinari. Alcuni buffi, altri poetici, altri impavidi.

Io da bambina avevo due desideri molto ricorrenti. La sera tra le coperte provavo e riprovavo a concentrarmi su di essi, li riempivo di dettagli, quei miei due straordinari desideri, e mi convincevo (nonostante non accadesse mai) che al mio risveglio, l’indomani, si sarebbero concretizzati ai piedi del mio letto o al mio risveglio. Anzi, più loro, ostinati, non diventavano realtà, più io cercavo di indirizzare i miei sogni nella loro direzione.

Il libro dei ragali straordinari, di Elisa Géhin, Mandana Sadat, Nathalie Choux e Rémi Saillard 2011, Giralangolo
Il libro dei regali straordinari, di Elisa Géhin, Mandana Sadat, Nathalie Choux e Rémi Saillard 2011, Giralangolo

E li ho trovati! Sì, ho ritrovato i miei due sogni straordinari; i regali che avrei voluto ricevere sono tra queste 96 pagine. Ho dovuto molto attendere ma alla fine avevo ragione a insistere, perché, magari, non ho qui con me un topolino che mi faccia da confidente e amico né mi ritrovo in pieno Ottocento per le strade di una cittadina inglese, ma che i miei sogni siano stati i sogni di qualcun altro, tanto da entrare in un libro, mi appaga.

Il libro dei ragali straordinari, di Elisa Géhin, Mandana Sadat, Nathalie Choux e Rémi Saillard 2011, Giralangolo
Il libro dei regali straordinari, di Elisa Géhin, Mandana Sadat, Nathalie Choux e Rémi Saillard 2011, Giralangolo

E allora, specie se i vostri bambini desiderano un dizionario per comunicare coi pesci o se vi chiedono spesso il permesso di accompagnare Babbo Natale durante le consegne natalizie, questo libro è certamente un ottimo regalo da mettere sotto l’albero. Un regalo straordinario fatto di una rassegna di regali strordinari. Buona lettura e buoni sogni.

a1afo1xy0lTitolo: Il libro dei regali straordinari
Autori: Elisa Géhin, Mandana Sadat, Nathalie Choux e Rémi Saillard (trad. Luisella Arzani)
Editore: Giralangolo
Dati: 2011, 96 pp., 17,50 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

I libri da non regalare a Natale

Potrebbe sembrare uno di quei titoli che danno corpo e premessa ad articoli ironici in cui sostanzialmente si possono intercettare succosi consigli d’acquisto, invece no. Questo titolo significa esattamente quello che dice: senza scendere troppo nei dettagli, ma anche sì, vi stilerò un piccolo elenco salva-menti, salva-fantasia, salva-portafogli, di “libri” (e il virgolettato è d’obbligo) da non regalare a Natale.

Sarà dura, sarà difficilissimo, giacché le librerie (con le dovute eccezioni) e i librai (con poche eccezioni) faranno di tutto per indurvi in tentazione. Voi dovete solo resistere, se necessario chiudere gli occhi, e tenere a mente questi pochi consigli, i vostri figli e i vostri nipoti ve ne saranno grati.cute-antique-children-reading-book-nursery-print-1902-1871-p

1. Non guardate nemmeno i libri con copertina imbottita o quelli che non siano fatti di carta, cartone, cartoncino. Il materiale conta e se da secoli si scrive su carta, e funziona, un motivo ci sarà.

2. Evitate come evitereste la peste le riduzioni. Sono apprezzabili gli adattamenti, sono spesso eccezionali le rivisitazioni e le varianti, ma sono tremende le riduzioni per il loro essere edulcorazioni di capolavori da leggere così come sono stati scritti, per il loro essere “facili”, per il loro essere “veloci”.

3. Non considerate i libri musicali o i libri che riproducono i versi degli animali. Nel gruppo dei libri che parlano, quelli coi versi degli animali sono il meno peggio, ma immaginate cosa può restare a un bimbo dopo qualche tempo passato a giocare con un libro che, poniamo, premendo un pulsante ripeta all’infinito una canzoncina: lo avete immaginato rilassato? Soddisfatto? Ebbene, no: sarà o stanco o irritato. Pensate anche a voi stessi e immaginatevi dopo un quarto d’ora di “gioca gioca mia stellin” con il Sol che sempre s’alza in un momento in cui non dovrebbe. Come vi immaginate?

4. Non comprate i libri delle principesse, i libri dei film Disney. Lo so, ci sono degli espositori molto accattivanti, brillano, luccicano ma non hanno alcuna sostanza. Se volete regalare un cartone animato scegliete i dvd non la trasposizione su carta. In questa sezione ne trovate di interessanti tra cui scegliere.

5. Infine non perdete mai di vista il fatto che leggere un libro è una delle operazioni più complesse e profonde che un bambino possa intraprendere: farlo gli allarga lo sguardo su altri mondi, altri punti di vista, altre prospettive, altri sé. Mondi, punti di vista e prospettive che lo consoleranno, lo faranno sorridere, ne conquisteranno il cuore e per qualche tempo i sogni. Sta a noi scegliere per loro i migliori. Non lasciamo alcun spazio perché nel loro gusto possa far capolino la mediocrità.

Tra i libri letti quest’anno ho preparato una lista dei migliori, mescolando le mie preferenze e gli apprezzamenti dei lettori di AtlantideKids.