Clarice era una reina

Clarice era una reina, di e illustrato da José Rosero - Loguez Edicione

Clarice non ha una vita facile. Ha passato molto tempo lontano da casa, una casa amata, sognata, immaginata, scrigno di ricordi preziosi, ricordi che in tutto quel tempo, l’avevano coccolata e protetta dal mondo esterno. Il più prezioso, un rifugio nelle giornate pesanti, era quello di quando la nonna, la sera, chiuso il libro di racconti, quello con le figure, le carezzava i capelli mormorando: “Sei una principessa, Clarice, un giorno sarai una regina”.

Clarice era una reina, di e illustrato da José Rosero - Loguez Edicione
Clarice era una reina, di e illustrato da José Rosero – Loguez Edicione

Ora era giunto il tempo di ritornarvi, di ritornare a casa, a quel palazzo da sempre appartenuto alla sua famiglia. E per farlo non si poteva trascurare alcun particolare, non poteva mostrarsi non all’altezza del suo rango, ora lei era regina e come tale doveva presentarsi. Avere un abito che parlasse da solo di quel che era e, soprattutto, di quello che era diventata. Quel mondo là fuori ormai lo conosceva fin troppo bene: ne conosceva l’aria in tutti i suoi venti e quelle sfumature di grigio che, a seconda del giorno, si stendevano come strade sul terreno. Non serviva altro per conoscere il mondo. Ora era proprio tempo di tornare.

Clarice era una reina, di e illustrato da José Rosero - Loguez Edicione
Clarice era una reina, di e illustrato da José Rosero – Loguez Edicione

Un vestito da regina… lo ripeteva agli uccelli, alle piante, alle foglie che, muovendosi al vento poco prima di lasciare il ramo, sembravano acclamarla. Ma nulla di quello che veniva cucito si adattava alla sua figura, al suo rango: o la coprivano di un peso troppo faticoso da portare, per ricchezza di tessuto, larghezza della gonna, lunghezza dello strascico, preziosità dei ricami o le impedivano, per ampiezza, di passare agevolmente attraverso luoghi stretti, i lunghi corridoi del palazzo; altri erano troppo complessi per sentircisi a proprio agio; altri ancora troppo leggeri per essere regali.

Clarice era una reina, di e illustrato da José Rosero - Loguez Edicione
Clarice era una reina, di e illustrato da José Rosero – Loguez Edicione

Occorse del tempo, come in tutte le fiabe, per tessere e cucire ogni pezzo di stoffa, passarono qualche sole e luna prima che l’idea di quell’abito si definisse così precisa da quasi vederlo, quasi toccarlo. E quel giorno Clarice si sentì finalmente felice. Il suo abito era formato da un giustacuore rosso e maniche in broccato dagli alti polsi vermiglio, ricami dorati, un collo cinquecentesco. Sembrava un complesso origami di carta, bianco, inamidato che le incorniciava il viso messo in risalto dai capelli corvini; una gonna lunga danzava a lambire le caviglie, una miriade di fili erano stati passati con mani capaci nel tessuto e la disegnavano a righe preziose, il passo ne apriva le pieghe di tessuto scuro. Ora sì! poteva camminare come una regina.

Clarice era una reina, di e illustrato da José Rosero - Loguez Edicione
Clarice era una reina, di e illustrato da José Rosero – Loguez Edicione

Clarice non ha una vita facile. Seduta per terra su una striscia di grigio, che ormai per lei non ha neppure più la memoria di un marciapiede, le povere cose accanto legate, chiuse strette in pacchi e sacchetti, i piedi nudi ad ascoltare il freddo di quelle crepe, condivide briciole, di un pane secco ormai da tempo, con i piccioni, cuce e ricama, tesse e imbastisce: ogni pezzo di stoffa, plastica e cartone può essere utile al suo obiettivo. Un grande progetto, tornare a quel mondo da cui era fuggita, alla sua casa in cui un giorno era stata principessa e ora, tornarvi da regina. Molti gli abiti chiusi in quei sacchetti ma nessuno acconcio all’occasione.

Clarice era una reina, di e illustrato da José Rosero - Loguez Edicione
Clarice era una reina, di e illustrato da José Rosero – Loguez Edicione

Allora Clarice infila ancora una volta una lunga gugliata di filo giallo e ricomincia a dare piccoli punti, punti passati, accavallati a unire due lembi, diversi per materiale e colore, sino a terminare la sua opera ed essere finalmente quasi felice. In bilico sulla riga bianca che divide in due corsie la strada, braccia basse, aperte a cercare quell’equilibrio necessario a non cadere in quel grigio, Clarice attraversa la città, come attraverso una foresta di tronchi in cemento armato, a passo svelto si dirige là, al palazzo di famiglia, un vecchio parcheggio di auto. Il suo gesto, ripetuto così tante volte da divenire magico, apre le porte di quel regno immaginato e la conduce dritta al suo trono. Una poltrona da qualcuno lasciata lì affinché un guardiano si segga, qualcuno possa prendervi ristoro, o addormentarsi, finalmente, come Clarice, la regina, cullata dalle parole di quella nonna mai dimenticata.

Clarice era una reina, di e illustrato da José Rosero - Loguez Edicione
Clarice era una reina, di e illustrato da José Rosero – Loguez Edicione

Clarice non ha avuto una vita facile: vive raminga, per strada, da quel giorno in cui, ancora principessa, scappò.

IMG-4666Titolo: Clarice era una reina
Autore: di e illustrato da José Rosero
Editore: Loguez Ediciones, Salamanca, Spagna
Dati: 2013, 32 pp, lingua spagnolo, €11,75

I ricordi di Mamette – La buona stella

22 dicembre 2016. #AkAdvent

Non sono un’esperta di fumetti. Questo devo premetterlo per onestà e per anticipare che ci sarà molta empatia in questa recensione, più che tecnicismi. Il che potrebbe anche essere un bene. Perché oggi è una giornata piena e complessa che segue tante giornate altrettanto piene e complesse e incontrare un libro così intenso e delicato e rude e intimo e divertente, non può che essere balsamico. Per questo consiglio I ricordi di Mamette – La buona stella, perché vi farà piangere e ridere, ne sono certa, di risate e lacrime vere e balsamiche, appunto.

 I ricordi di Mamette - La buona stella, di Nob - Tunuè, 2016
I ricordi di Mamette – La buona stella, di Nob –
Tunuè, 2016

I fumetti mi trovano sempre piuttosto cauta nell’approccio. Quell’inseguirsi di immagini, che sembra indurre a una lettura veloce e invece ne richiede e riceve una lenta, mi smarrisce sempre, sulle prime. Poi comincio a trovare il filo e mi aggrappo anche alle parole (che in questo caso non sono molte) e procedo con una pienezza che, anch’essa, mi sorprende e gratifica. Mamette, che è Marinette, è una vecchia signora che è stata una bambina. E di quella bambina ci racconta. Ci racconta visivamente, per mezzo delle immagini della propria memoria, e questa storia realista e a tratti verista, trova nel fumetto, la sua naturale espressione. Una forte coincidenza di intenti tra autore, protagonista narrante e medium. Sorprendente.

Mamette, che è Marinette, dicevo, è una bambina che vive in campagna, intorno agli anni Trenta, nella casa del nonno e della nonna materni; amorevolmente accudita da una zia scontrosa e dolcissima; la madre non c’è, il padre ci sarà, e lei è volitiva, testarda, simpatica. Ha due amici, che un po’ la corteggiano alla maniera dei bambini, azzuffandosi per lei, cercando di proteggerla da tutto, di vegliare sui suoi passi. Ciascun personaggio ha uno sguardo proprio, che è palese e arricchisce ogni striscia di un’intensità che è quella che solo l’onestà sa rendere. Non ci sono tentativi di edulcorare anche la vita agreste più crudele; quella che prevede l’uccisione degli animali per nutrirsene, quella che è frugale, di poche parole, quella che è sdentata, quella che abbraccia e nutre e abbracciando e nutrendo cura anche la solitudine e il senso dell’abbandono.

 I ricordi di Mamette - La buona stella, di Nob - Tunuè, 2016
I ricordi di Mamette – La buona stella, di Nob –
Tunuè, 2016

È Natale, ma per arrivare al giorno della vigilia, Mamette vive tante avventure, semplici, che trasudano energia. Al giorno di Natale Mamette arriva con un carico di emozioni non indifferente e scrive una lettera alla mamma lontana. Ed è struggente. Il registro si modula magistralmente e tocca corde intime: la semplicità e l’amore che si leggono nella lettera di Mamette sono tangibili. La semplicità dell’amore, ecco, forse questa è la chiave di lettura da tener presente leggendo Mamette e i suoi ricordi. Forse da tener presente sempre.

81mus3elgtlTitolo: I ricordi di Mamette – La buona stella
Autore: Nob (Stefano Cresi trad.)
Editore: Tunuè, tipitondi
Dati: 2016, 96 pp., 14,90 €

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