L’ospite inatteso

L’ospite inatteso, di Antje Damm - 2019, Terre di Mezzo

L’ospite inatteso di Antje Damm, pubblicato da Terre di mezzo e tradotto da Giulia Genovesi, è un albo nelle cui  prime pagine trionfa un ombroso virato seppia, sebbene in certi punti delle tavole ci siano dei tocchi di luce che lasciano presagire un’evoluzione della storia verso il colore, libera dai toni impastati del grigio che nasce da Elsa stessa, la protagonista, e al contempo la affligge.

L’ospite inatteso, di Antje Damm - 2019, Terre di Mezzo
L’ospite inatteso, di Antje Damm – 2019, Terre di Mezzo

Elsa è una signora dai capelli raccolti in due crocchie sui lati, che beve il tè da sola, in una casa buia in cui la luce sembra restare all’esterno, non riuscendo a penetrare attraverso le finestre nonostante siano trasparenti. Ci si presenta in abito da casa e ciabatte, lo sguardo e pensoso. Sembra triste; Elsa ha paura di tutto.

L’ospite inatteso, di Antje Damm - 2019, Terre di Mezzo
L’ospite inatteso, di Antje Damm – 2019, Terre di Mezzo

Antje Damm ha ritagliato Elsa, poi ha completato la casa con mobili e arredi di cartone e quindi l’ha fotografata. Di tenerla pulita e in ordine si occupa Elsa, lo fa ogni giorno. Elsa  è un ritaglio triste di carta, bianco a quadretti neri e si muove in un contesto che  è tridimensionale, profondo, all’interno del quale, un giorno all’improvviso, dallo spiraglio lasciato aperto di una finestra, entra un aeroplanino di carta azzurra. Il giallo intenso dell’esterno, visibile solo attraverso le finestre di Elsa, ha aperto un varco a questo strano oggetto di cui Elsa ha tremendamente paura. Talmente tanta da bruciarlo. Ciononostante, durante la notte, Elsa non riesce a dormire tormentata dagli incubi e ossessionata dal terrore. Fino a quando, l’indomani, qualcuno bussa alla sua porta e lei, aprendo con lo sguardo arcigno di chi non vuol esser disturbato,  si ritrova di fronte un bambino, il legittimo proprietario di quell’invadente oggetto azzurro.

L’ospite inatteso, di Antje Damm - 2019, Terre di Mezzo
L’ospite inatteso, di Antje Damm – 2019, Terre di Mezzo

Al bambino dai vestiti dai colori sgargianti scappa la pipì, Elsa gli indica il bagno e lui si lascia dietro una scia di colore sempre più lunga. Ad ogni suo passo la casa di Elsa si tinge di nuovo, improvviso, inatteso, di qualcosa di non più tanto spaventoso. Il bambino curiosa, e man mano che il suo sguardo si posa sulle cose, esse si tingono, la stessa Elsa si colora quando comincia a giocare con lui, a leggerli delle storie

L’ospite inatteso, di Antje Damm - 2019, Terre di Mezzo
L’ospite inatteso, di Antje Damm – 2019, Terre di Mezzo

L’ospite inatteso, considerato dal New York Times tra i 10 migliori albi del 2018, è un libro in cui un’idea semplice apre le porte alla luce e al colore della compagnia dei sorrisi, capaci di scacciare il grigio della paura e della solitudine. Composto con eleganza e misura, si confronta con l’ineffabile spontaneità dei bambini, con la loro tenera invadenza, il loro rispondere ostinatamente con azioni semplici e naturali ai volti chiusi, le labbra serrate, gli occhi preoccupati degli adulti.

71oDNWHaCrLTitolo: L’ospite inatteso
Autore: Antje Damm
Editore: Terre di Mezzo
Dati: 2019, 32 pp., 12,90 €

 

 

antje Damm
Antje Damm

24 bambini a Natale

24 bambini a Natale, di Manuel Baglieri - 2019, Pulce

Un bambino e la sua storia, ritratti dall’alto, la storia che legge è bianca, ancora da scrivere, forse la propria.

La qualità dei ritagli, e delle illustrazioni composte di ritagli, è l’equilibrio fra la fluidità delle parti e al contempo la nettezza dei margini, che ci sono eppur non sono contenuti in contorni netti. In questo libro è evidente e ben gestito, la prima impressione è esattamente di serenità fluida, equilibrio.

È il primo dicembre, segnato a destra, nell’angolo in alto della pagina, il numero, che è una data, si mescola col testo di cui è parte integrante, dando il via a una narrazione che procederà così, per date e blocchetti di testo.

Due bambini ascoltano il silenzio bianco dei fiocchi di neve. Tre bambini e i loro desideri, qualcuno li disegna, qualcun altro sogna, mentre un rametto d’agrifoglio piano, pianissimo, cresce.

24 bambini a Natale, di Manuel Baglieri - 2019, Pulce
24 bambini a Natale, di Manuel Baglieri – 2019, Pulce

Diciannove bambini ne hanno accesa una. Questo il momento più poetico e dolce, struggente come le fiammelle delle candele. Tavola che condensa in sé la semplicità complessa e la poesia di questo albo che si rivela speciale, proprio come speciali sono i giorni dell’attesa e poi, del Natale.

x9788832186246.jpg.pagespeed.ic.p8NWBSbBupTitolo: 24 bambini a Natale
Autore: Manuel Baglieri
Editore: Pulce
Dati: 2019, 56 pp., 14,00 €

Peter e Petra

Peter & Petra di Astrid Lindgren, Ingrid Vang Nyman, Eva Billow - 2018 Iperborea
Buonanotte, Signor Vagabondo

Di Peter e Petra ho già parlato in passato, quello che cercavo in questa raccolta di racconti di Astrid Lindgren era invece una storia di Natale. Sapevo che avrei incontrato un Natale scevro di orpelli, quelli che colpevolmente usiamo per mascherare la banalizzazione  di un momento e un significato profondi. Probabilmente lo attendevo e infatti, con l’attenzione un po’ discosta, ho letto prima della Bambola Mirabelle, poi della sorellona alle prese con il fratellino e quindi eccolo.

Peter & Petra di Astrid Lindgren, Ingrid Vang Nyman, Eva Billow - 2018 Iperborea
Peter & Petra di Astrid Lindgren, Ingrid Vang Nyman, Eva Billow – 2018 Iperborea

Inviso, consunto, il vagabondo che tanto aspettavo. Il mendicante che nessuno dovrebbe accogliere, perché quelle persone lì per essere tali talvolta sono sorridenti e gentili, altre irascibili e iraconde, altre sobrie, altre ubriache; talvolta portano i pidocchi, coloro che vivono per strada, meglio non accoglierli, dice saggiamente la mamma, uscendo di casa la mattina di Natale. Ma tanto i bambini non avevano alcuna intenzione di pensare ai vagabondi; erano troppo presi dal ritagliare cestini per l’albero di Natale e fantasticare su di esso e convenire sul fatto che i pacchetti morbidi fossero la sciagura nella categoria dei regali: significano guanti, calzini. Quando va bene berretti.

Peter & Petra di Astrid Lindgren, Ingrid Vang Nyman, Eva Billow - 2018 Iperborea
Peter & Petra di Astrid Lindgren, Ingrid Vang Nyman, Eva Billow – 2018 Iperborea

Eppure sento che in questi intrecci di ghirlande di carta, tra questi ritagli, la luce dell’accoglienza, così caratteristica nelle mattine natalizie, sta per insinuarsi. Come si insinua, solo dopo aver bussato, il vagabondo capace di ritagliare cestini minuscoli e stelle meravigliose.

“So fare anche altro”. Disse il vagabondo.
“So fare le magie.”
“Oooooh!” Fecero i bambini.
“Guardate qui adesso”.
Continuò l’uomo, e tirò fuori un toffee dall’orecchio di Inga -Stina.
“E nell’altro orecchio non ne ho?”

Il vagabondo non ha nome, i bambini si chiamano invece Inga-Stina, Sven e Anna, ma non ne ha bisogno. Per estensione si chiama “Colui che sa ritagliare”, “colui che sa fare le magie”, “che sa prontamente salvare una vita”, “che sa congedarsi senza nemmeno salutare”.

Il vagabondo sa riprendere il suo cammino, anche nella notte buia e solitaria della vigilia di Natale, senza soffrirne. Perché credo che il vagabondo sappia far tesoro di ricordi e gratitudine.

4Titolo: Peter & Petra
Autore: Astrid Lindgren, Ingrid Vang Nyman, Eva Billow
Editore: Iperborea
Dati: 2018, 124 pp., 12,00 €

I fiori della piccola Ida

I fiori della piccola Ida, di H.C. Andersen, Daniela Iride Murgia - Edizioni Corsare 2018

“tagliare è il primo
Inizio della poesia”
– Hans Christian Andersen in una lettera a Dorothea Melchior il 21 luglio 1867

I fiori della piccola Ida, di H.C. Andersen, Daniela Iride Murgia - Edizioni Corsare 2018
I fiori della piccola Ida, di H.C. Andersen, Daniela Iride Murgia – Edizioni Corsare 2018

C’era una volta un artista dal non eguagliato talento che oltre a scrivere e raccontare fiabe era bravissimo con le forbici. Ne aveva un paio d’acciaio con cui ritagliava motivi complessi ed elegantissimi. Si chiamava Hans Christian Andersen e a questa sua arte è dedicato oggi persino un museo. Perché vi sto raccontando questo aneddoto biografico?

Perché un paio di giorni fa ho letto un libro: I fiori della Piccola Ida che è illustrato alla maniera poetica di cui scriveva Andersen a Dorothea Melchior: ritagliando.

“Poveri fiori miei, sembrate così stanchi!” Dice la piccola Ida. “Eravate tanto belli ieri e adesso avete tutte le foglie appassite!”

“Perché fanno così?” Domanda allo studente che siede sul sofà. Vuole un gran bene allo studente che è solito ritagliare per lei figure divertenti e bizzarre […]

Nelle tavole illustrate di Daniela Iride Murgia tutto è alla maniera del ritaglio: strisce e righe danno movimento anche al più statico dei divani mentre le pieghe del vestitino della protagonista tagliano l’aria della pagina dandole spazio e movimento.

"<em

Nell’illustrare coi ritagli la difficoltà è quella di riuscire a gestire con lo stesso equilibrio il vuoto e il pieno. Un vuoto e un pieno che non è fatto solo di presenza o assenza ma anche di sovrapposizione, di posizionare piani diversi per dare alla narrazione visiva pienezza di comunicazione.

Lo studente racconta a Ida, a seguito della sua tragica domanda, del castello regale coi giardini fioriti e l’illustrazione li pone in primo piano, da protagonisti quali sono, a colorare coi loro pieni anche ciò che sta loro dietro e lasciando ai vuoti il compito di illustrare il contesto. L’effetto di sovrapposizione è straordinario.

Gli adulti si muniscono di chiavi – tante e tintinnanti quelle del custode – per aprire meccanicamente o chiudere la meraviglia di ciò che non potrebbero comprendere. Mentre ai bambini basta guardare fuori dalla finestra per scorgere una coppia di narcisi innamorati che attraversano la pagina, ancora, lo spazio, la finestra, lo specchio.

“Quante sciocchezze!” Interviene seccato il Cancelliere […] “Tutte stupide fantasie da far credere a una bambina!”

Mentre sdegnato considera la strega sulla scopa con un naso talmente enorme da tenerci su in equilibrio un bambino, un gatto e la luna. Ritaglio che il giovane Andersen… ehm… il giovane studente ha realizzato proprio come avrebbe fatto Andersen.

I fiori della piccola Ida, di H.C. Andersen, Daniela Iride Murgia - Edizioni Corsare 2018
I fiori della piccola Ida, di H.C. Andersen, Daniela Iride Murgia – Edizioni Corsare 2018

Ritengo che in questo libro, oltre alla bellezza della storia, la scelta dell’autrice di ritrarre i ritagli sia una voce in più all’interno della narrazione; non ci sono solo il testo e le immagini a raccontare, ma anche i vuoti che si fanno pieni, le luci e le ombre, il bianco e nero, il colore e la sua assenza: coprendo disvelano, suggeriscono, traggono in inganno,  diventano altro, inducono al sogno. Sogni che si mescolano alla realismo magico, pagina dopo pagina, che permettono alla piccola Ida di non tagliare il filo narrante e vero della meraviglia.

La leggerezza delle immagini sta nel fatto che esse, lievi, non piegano nemmeno la più sottile foglia di narciso, possono essere tenute con un filo, possono nascere da esse.

Da lettrice appassionata di fiabe, sento di poter consigliare questa che, pur mantenendosi libera nella traduzione, è specchio di quanto più genuino possa esserci nel rinarrare fedele. Nella tradizione di bocca in bocca.

i-fiori-ida.jpgTitolo: I fiori della piccola Ida
Autore: H.C. Andersen, Daniela Iride Murgia
Editore: Edizioni Corsare
Dati: 2018, 56 pp., 20,00 €