La voce delle ombre

A prescindere dalla impeccabile struttura narrativa, intrecciata da fili perfettamente in armonia gli uni con gli altri cui Frances Hardinge ci ha abituati, La voce delle ombre ha qualcosa di altrettanto complesso ed è una complessità che non ristà solo nella maestria autoriale, quanto anche in un’empatia nei confronti dei personaggi protagonisti che valica la premura autore/creazione, per spostarsi sul sentiero accidentato della narrazione con luogo nella mente umana, con le sue contraddizioni, forza, paure, istinti e coraggio. E del rimorso, dell’incertezza di un passato in cui si radica e fonda il presente.
Makepeace è una ragazzina abituata a fronteggiare se stessa e un drappello sempre nuovo, mutevole e minaccioso, di spiriti che tentano di insinuarsi nella sua mente, allo scopo non solo di cercare di manipolare i suoi pensieri, ma soprattutto di trovare un alloggio e un involucro giovane e sicuro per restare attaccati quanto più possibile alla vita terrena.
In un processo che sembra avere tutte le caratteristiche della persecuzione, distante dall’immagine ideale di cura materna e per questo disturbante, la madre di Makepeace la sottopone a lunghe notti nei cimiteri per rafforzare la propria capacità di resistenza a quegli spiriti ‘insinuanti’. Una madre che pare carnefice, sorda alle suppliche della ragazza, indifferente al suo terrore, incrollabile, crudele addestratrice di una figlia che soffre senza la consolazione di una luce in prospettiva, per il tormento cui è destinata e per l’intransigenza della madre in più larga misura.

Poi accade che nell’Inghilterra del Seicento, Londra sia in tumulto, come le contee attorno ad essa, confuse, anch’esse piene di spiriti in contrasto fra loro; la città un ventre puzzolente e pericoloso che dà nutrimento e vita e allo stesso tempo si mostra ostile e indomabile, contro il re, contro i ribelli, contro tutti assieme. Accade che Makepeace e sua madre siano stritolate dalla folla che lotta, da quella confusa, da quella violenta, da quella che si difende, e che la madre si perda ancora una volta, smarrisca il suo essere madre e poi muoia, restando aleggiante sulla coscienza della figlia, inerme, sola, alle prese con decine di spiriti in agguato. Più uno.

Non si è mai certi della direzione che prenderanno gli eventi, ma così procedendo, anche in un contingente che è di per sé straordinario, essi non perdono mai in efficacia nel sorprendere. Giungono inattesi come potrebbe essere la zampata di un orso nel sorprendere un viandante nella calma del bosco. Stanno in agguato tra le pagine, in ogni pagina di questo romanzo corposo e denso, pronte a sbucare dalle tane più impensabili, dagli anfratti più nascosti della selva o della mente umana.

Nel corso della narrazione Makepeace cambia molte volte nome ma mai voce. È sempre salda nella sua irrequietezza, coi suoi artigli da orso si aggrappa ostinatamente ai suoi affetti, al futuro, a se stessa. Ha in comune con gli animali che tanto ama un istinto che conserva ferino, primordiale; quell’istinto la porta a tentare di salvare un orso, a scagliarsi contro i suoi carnefici, a dimenticare la paura. Quell’orso sarà il suo compagno, fedelissimo, brutale, dolcissimo nella sua ingenuità. L’accompagnerà sempre, invisibile solo agli stolti. Presente agli occhi che a pieno diritto potrebbero leggerlo protagonista.

Oltre a tutto questo, che è veramente poco e frutto di una sola voce, la mia, ci sono poi l’eccellente traduzione di Giuseppe Iacobaci e attenzioni grafiche molto efficaci ed eleganti. Tra molto pensare ho scelto di citare un passo di congedo che, sono certa, anche a una seconda rilettura sarà per me sempre il più bello.

[…] Era un tasso, che gironzolava tranquillo per i fatti suoi, come se non ci fossero guerre da combattere. Makepeace lo guardò affascinata. Si ricordò tutto quel che aveva appreso sui tassi nel bestiario a Grizehayes. Il tasso, le cui zampe erano più lunghe su un lato, per facilitargli il movimento sul terreno scosceso…
… e invece no. Lo vide distintamente che zampettava tranquillo sotto una macchia di luce: tutte le zampette erano delle stesse, modeste, tozze dimensioni.
Forse nessuna delle antiche verità era più vera. Questo poteva essere un mondo interamente nuovo, con regole tutte diverse. Un mondo nel quale i tassi non erano sghembi […]

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Titolo: La voce delle ombre
Autore: Frances Hardinge
Traduzione: Giuseppe Iacobaci
Editore: Mondadori
Dati: 2018, 429 pp., 17,00 €

Se vivi a Roma cercalo in libreria, al Giardino Incartato, in via del Pigneto 180, se invece vivi in un paesino sperduto delle Langhe o dei monti calabri Lo trovi anche sugli scaffali virtuali di Amazon.it

 

Chi vuole uccidere Fred il tacchino?

Una cosa è certa, oltre al fatto che questo di cui vado a raccontarvi sia un libro spassoso: in questi giorni prenatalizi a farla da padrone nelle storie che ho selezionato sono i gatti. E in Chi vuole uccidere Fred il tacchino, sia la linea narrativa che la parola sono affidate proprio a un gatto, di nome e di fatto.

Gatto si sveglia la mattina di Natale e deve fare i conti con la scomparsa di ciò che gli è più caro: la ciotolina dei croccantini. Questo evento lo indispettisce e insospettisce, perché potrebbe essere preludio di un evento ben più criminoso, oltre che di stomaco brontolante. Alla villa della padrona Giulia potrebbe esserci qualcuno interessato a far fuori Fred il Tacchino, probabilmente invidioso della sua proverbiale bellezza che l’ha risparmiato per anni dal diventare la principale portata del pranzo natalizio.

Chi vuole uccidere Fred il tacchino? Marco Polillo, Alessandro Sanna - 2017, Rizzoli
Chi vuole uccidere Fred il tacchino? Marco Polillo, Alessandro Sanna – 2017, Rizzoli

L’aria di mistero e il malumore sono l’anticamera perfetta per aprire le porte ai ricordi. E Gatto si lascia andare a una narrazione accurata della sua vita, sin da quando era un gattino di città e viveva con la madre e il fratello lontano dalla villa sul lago. Un racconto degli eventi che indugia sul presente e si immerge in dettagli felini che lo rendono spassoso e avvincente, fino all’epilogo, che è anche la soluzione del mistero aleggiante attorno a Fred il Tacchino e che quindi non voglio anticiparvi.

Mentre Gatto è il gatto del vicecommissario di Enea Zottìa, già presente in altre storie di Polillo, le illustrazioni ad acquerello sono di Alessandro Sanna.

4043798-9788817096935Titolo: Chi vuole uccidere Fred il tacchino?
Autore: Marco Polillo, Alessandro Sanna
Editore: Rizzoli
Dati: 2017, 112 pp., 16,50 €

Smart

È un coraggio impavido, quello di Kieran; ingenuo, caparbio. Un coraggio che sa nutrirsi dell’ostinazione di un animo che in teoria dovrebbe avere difficoltà a essere empatico con le persone con cui ha a che fare e invece si rivela scevro di qualsiasi condizionamento. È un coraggio libero, che conosce e riconosce l’altrui coraggio, e ad esso si affida, esso sceglie come compagno d’avventura. Quei coraggiosi difende e protegge.

Kieran ha una maestra dedicata, partecipe e affabile; ha una mamma dalla vita complicata che il patrigno picchia ad ogni occasione, che lavora tutto il giorno; non ha il papà, morto mentre lui era molto piccolo; ha un amico ancora più emarginato di quanto Kieran stesso possa essere; un’amica barbona di nome Jane, che una volta era un’ostetrica e ora vive in strada piegata dal dolore per la morte del figlio. Kieran ha una nonna che lo ama e con la quale, per ordine del patrigno, né lui né la madre possono più interagire.

Infine Kieran ha due passioni: quella per il giornalismo, per le indagini, per la cronaca nera. Non perde una puntata di CSI, o meglio, non ne perderebbe nemmeno una se il figlio del patrigno non occupasse la tv tutto il giorno con videogiochi sanguinolenti. E quella per il disegno: realizza disegni straordinari, ricchissimi di dettagli, assolutamente originali.

Quando una mattina come tante si imbatte in Jane, disperata perché il suo amico Colin è stato ucciso, Kieran avrà le competenze e gli strumenti per risolvere il mistero che avvolge questa morte. E per cogliere le opportunità che l’intraprendenza e la pazienza che lo caratterizzano gli offriranno.

Molto mi hanno colpito le voci dei protagonisti, molto naturali, molto vere: quella della madre, così fragile e impotente, quella di Kieran decisa e sincera, quella di Jane, impastata di lacrime. Credo che proprio le voci, i timbri, siano le qualità migliori di Smart che è un romanzo d’esordio e dell’esordio conserva e sfrutta l’immediatezza e l’entusiasmo.

Finalista al PREMIO STREGA RAGAZZE E RAGAZZI 2016 – Categoria +11

Titolo: Smart
Autore: Kim Slater (trad. Anna Carbone)
Editore: Il Castoro
Dati: 2016, 240 pp., 15,50 €

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Le avventure di Boscoscuro

Le avventure di Boscoscuro è un romanzo, lo dice anche il nome, d’avventura. Del genere avventuroso ha tutto: la tragedia, l’eroismo, il viaggio, l’amore, l’amicizia, la morte, il sacrificio, il coraggio. E protagonisti animali che comunicano tra loro ma non sono affatto umanizzati, anzi, ciascuno di loro conserva la propria, ferina, identità.

<em>Le avventure di Boscoscuro</em>, di Avi - 2017, Il Castoro
Le avventure di Boscoscuro, di Avi – 2017, Il Castoro

La protagonista del romanzo è Pimpinella, che del nome che porta conserva il carattere piccante e fresco. È una delle figlie del capo di una grande famiglia di topolini cervini ed è innamorata di un topolino che va sempre controcorrente, Trifoglio. Con lui si reca, nonostante il divieto che glielo impedirebbe e senza nemmeno provare a chiedere permesso al gufo Ocax che tutto vede, tutto sa e su tutti, specialmente sui topi, governa esercitando un potere che è fatto di minacce e violenza.

Le avventure di Boscoscuro, di Avi - 2017, Il Castoro
Le avventure di Boscoscuro, di Avi – 2017, Il Castoro

Come nelle più classiche avventure, nello scambio di battute tra Trifoglio e Pimpinella si scorge già il dramma che di lì a poco darà il via alla storia, ma quando il gufo Ocax arriva a ghermire Trifoglio, mettendo la parola fine alla storia d’amore tra i due topolini, non c’è traccia di come si andrà avanti attraverso stradine di campagna e sottobosco. Quello che è subito chiaro è che Pimpinella è una topolina coraggiosa, e lo si vede soprattutto nei momenti in cui si dimostra più fragile, più incerta. Quando non hai conosciuto altro che lo scarpone che fa da studio a tuo padre, o la scatola di latta che hai scelto come stanza, mettersi in viaggio può essere ancora più difficile di quanto normalmente già non sia, ma Pimpinella, sorprendendo tutti, sceglie la prospettiva di una vita migliore per sé e per gli altri topi, sfidando le regole, svelando la verità.

Le illustrazioni in bianco e nero di Brian Floca accompagnano passo dopo passo il viaggio della topolina alla scoperta di un posto migliore in cui vivere, alla riscossa contro un nemico che tiranneggia oltre ogni limite, alla scoperta di nuovi amici e degli affetti familiari.

avventure-di-boscoscuro-coverTitolo: Le avventure di Boscoscuro
Autore: Avi, ill. di Brian Floca (trad. Maria Bastanzetti)
Editore: Il Castoro
Dati: 2017, 186 pp., 13,50 €

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Il nido

È un’angoscia incalzante quella che accompagna la lettura de Il Nido; angoscia che va ad agire sulle paure, che smuove le insicurezze, che insinua dubbi pericolosi e stranianti.

Ricorda Skellig di Almond in tanti dettagli, quelli che sono i pilastri della storia: un fratello neonato malato gravemente e in pericolo di vita, la solitudine del figlio maggiore costretto a fronteggiare preoccupazioni adulte, l’incontro con un essere umano dalle sembianze sovrannaturali/mostruose… Nonostante giochi su questi splendidi rimandi, Il nido rimane storia unica, ben costruita, ben narrata, ben tradotta. Soprattutto dalla notevole intensità narrativa.

Steve ha un fratello e una sorella più piccoli, dodici anni,  e da molti fronteggia incubi e ipersensibilità agli eventi. Con la nascita del fratellino Theo, dalla fragilissima salute, e con la conseguente dedizione dei due genitori nei suo confronti, Steve, che sembrava aver recuperato un po’ di serenità, ripiomba nel disagio e negli incubi. Al suo capezzale si palesa spesso un uomo che lo terrorizza con la sua presenza minacciosa. Stevo lo teme, sebbene saranno altri, o meglio altre, gli incubi da cui dovrà proteggersi e contro cui dovrà combattere: vespe. Esse, con una leggerezza che blandisce perché fa leva sui punti deboli del ragazzo, lo manipolano; con un ronzio incessante che lo tormenta gli suggeriscono di liberarsi del fratellino malato che tanto condiziona la vita di tutta la famiglia, sostituendolo con un altro, identico, ma sano e bellissimo (ma soprattutto un altro), da loro espressamente creato in un grande nido. Basta che Steve dica “Sì”. E Steve, cede, lo dice.

Osservare Nicole col piccolo mi faceva sempre sentire cattivo. Perché quando io lo guardavo, vedevo tutte le cose che ci dicevano non andassero in lui; e poi vedevo la mamma, stanca e preoccupata; e vedevo il papà, che guardava fuori dalla finestra, a volte in lontananza, altre verso il nostro vialetto, dove c’era la sua macchina.

Steve cerca di resistere ai propri incubi ma le vespe sono reali e sono anche vespe mai viste prima d’ora.

La prima volta che le ho viste, ho creduto che fossero angeli. Cos’altro potevano essere, con quelle loro ali chiare, leggere e sottili come garze, e la luce che le ammantava?

Il loro nido, quello che tutti possono vedere, sta in soffitta e Steve è persino allergico alle loro punture. Nonostante ciò saprà fronteggiarle, saprà scegliere, salvare salvandosi. Anche grazie all’intervento di un amico che non sembrerebbe tale. Perché in questo romanzo gotico poco è quel che sembra, e a un certo punto, andando verso la chiusura anche la storia sembra essere senza speranza. Io stessa sono stata tentata di sospendere la lettura per paura di non poter percorrere quel sentiero di disperazione, per paura di quella che poteva essere la sua conclusione. Ma, per fortuna ho letto fino alla fine.il-nido-oppel-klassen-2

E ho scoperto un romanzo denso, intenso, senza fronzoli.

In mezzo alla narrazione Steve, confidandosi con la baby sitter del fratello e della sorellina definisce Theo “Mal messo” e se stesso “guasto”. Pensa che talvolta essere quel che si è non va bene, alle persone non piace e allora si rende necessaria la danza della finzione, che costa sforzo, che indebolisce e che è inutile, perché

anche quelle altre persone, tutte quante, erano guaste a modo loro. Forse passiamo tutti quanti troppo tempo a fingere che non lo siamo.

Quando la finzione si interrompe allora avvengono delle svolte dolorose e bellissime, capaci di renderci eroici, di infonderci del coraggio di cui non eravamo nemmeno a conoscenza, di liberarci.

Le illustrazioni giocano con l’angoscia, con il realismo magico, lo fanno in bianco e nero e sono di Jon Klassen, che con la resa delle fragilità umane è maestro.

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Autore: Kenneth Oppel, Jon Klassen
Traduzione: Giordano Aterini
Editore: Rizzoli
Dati: 2016, 252 pp. 16,00 €

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Letture per l’estate per la scuola media

Rob Gonsalves

Da una scuola media ho ricevuto la splendida richiesta di consiglio per le letture estive. Mi sono emozionata, mi sono molto rallegrata e con riconoscenza ho ragionato sulla selezione che propongo anche a voi. Ci sono libri che ho profondamente amato da ragazzina, altri che ho scoperto da adulta, altri freschi di stampa. Tutti hanno una cosa in comune, che è quella che cerco sempre in tutto ciò che leggo: contengono sempre almeno una verità. Buona lettura!

Nove braccia spalancate, di Benny Lindelauf , San Paolo, 15,00 euro

Splendido, impostato alla maniera classica, con personaggi intensi e ben connotati. Mai banale. Una storia a mezza strada tra il mistero e la magia, appassionante davvero! (per la terza media)

L’evoluzione di Calpurnia, di Jacqueline Kelly, Salani, 12,00 €

L’evoluzione di Calpurnia è un romanzo vero con tutte le implicazioni di questa affermazione: c’è una protagonista ben caratterizzata, che si distingue con semplicità e senza forzature; c’è una passione che tutto struttura e sorregge; ci sono dei comprimari non invadenti ma originali, ciascuno diverso dall’altro; c’è l’ambientazione (siamo in Texas a cavallo tra l’Ottocento e in Novecento.) resa nei dettagli sia storici che sociali senza che questi dettagli pesino sulla narrazione o peggio la ingrigiscano; c’è un buon avvio e una conclusione ottima.

La tela di Carlotta, di E. B. White, Mondadori, 9,00 €

La tela di Carlotta,  è una storia raffinata e tenera come poche altre mi sia capitato di leggere. Il senso lieve della vita intesa come occasione di gioia e generosità, il senso greve della morte raccontata come sacrificio generoso ed espressione di amicizia. Un romanzo pieno e toccante cui sono profondamente affezionata e la cui lettura consiglio con altrettanto affetto. (Da poco in libreria anche una bella edizione illustrata, edita sempre da Mondadori).

Un pesce sull’albero, di Lynda Mulally Hunt, Uovonero, 14,00 €

Un pesce sull’albero è un libro la cui lettura consiglio a ragazze e ragazzi dalla prima media. Vi troveranno caparbietà, coraggio e sorrisi, di cui è meglio non fare senza. Una lettura scorrevole. Una storia di determinazione, amicizia e presa di coscienza di sé.

Gesù, come un romanzo, Marie-Aude Murail, Camelozampa, 10,90 €

Avreste mai pensato che la vita di Gesù potesse diventare un romanzo appassionante? Ebbene, lo è. Per chi sia alla ricerca di altre prospettive da una penna prestigiosa della letteratura per l’infanzia.

Il libro di tutte le cose, di Guus Kuijer, Salani 10,00 €

Questo libro ha vinto il Premio Andersen nel 2010. Thomas ha un padre violento, che crede in un Dio severo e rigido. Ma Thomas ha delle risorse del tutto inusuali per fronteggiarlo: intanto vede cose che altri non vedono, poi ha per amica una vicina di casa un po’ rivoluzionaria, un po’ strega, e infine una madre amorevole e una sorella che gli stanno vicino. Lettura imperdibile.

Fuga dalla biblioteca di Mr. Lemoncello, Chris Grabenstein, Rizzoli 15,00 €

Un libro avvincente come potrebbe esserlo una caccia al tesoro, e che della caccia al tesoro ripropone qualche meccanismo. Un libro d’avventura ambientato in biblioteca.

I fantasmi di Giulia, di Anna Vivarelli, Il Battello a vapore, 8,00 €

Leggendo questo romanzo in realtà è come leggerne più d’uno, perché i protagonisti hanno tutti, specie Giulia, uno o più elementi caratterizzanti che li rendono originali ma non sui generis, quindi empatici; perché il mistero si confonde col quotidiano, e viceversa, non lasciando mai privo di interesse alcun accadimento. Storia un po’ “paurosa” ma molto molto bella.

Skellig, di David Almond, Salani, 11,00 €

Questo è un romanzo che non dovrebbe mancare nella libreria di nessun ragazzo e nessuna ragazza. È talmente ben scritto che sono certa che non appena finito cercherete gli altri romanzi di questo celebre autore (e per fortuna ne ha scritti tanti). Skellig è un romanzo breve d’avventura, mistero, magia, amicizia.

Il piccolo capitano, di Paul Biegel, La Nuova Frontiera Junior, 16,50€

Ho letto questo libro lo scorso anno ed è stata per me una sorpresa. Sorprendente perché è raro trovare in un unico romanzo così tanta complessità resa con così tanta semplicità. È un libro che porta con sé, in viaggio. Che racconta delle avventure di 3 ragazzi, più naturalmente il Piccolo Capitano, che partono di  nascosto sulla Maiunafalla alla ricerca dell’Isola dei Grandi, per crescere in fretta. Avvincente, intenso, divertente.

La trottola di Sofia, di Vichi De Marchi, Editoriale Scienza, 12,90 €

Romanzo biografico su una famosa scienziata che scorre con un ritmo molto sostenuto e rinfocola lo spirito che in ciascuno c’è di rivalsa e audacia. È una lettura che consiglio a tutte le ragazze e i ragazzi che vogliano scoprire cosa significhi davvero essere e rendere sé stessi liberi.

L’ultimo elfo, di Silvana De Mari, gli Istrici Salani, 9,50 €

Un romanzo di ambientazione fantasy molto coinvolgente, brioso. Oltre a tutte le caratteristiche dei romanzi di genere ha una certa ironia che lo rende originale e appassionante.

Melody, di Sharon M. Draper, Feltrinelli, 13,00 €

Romanzo corposo, toccante, molto empatico e ben scritto. Si legge tutto d’un fiato. Un inno al coraggio, all’intelligenza (e al saperne fare buon uso) e alla determinazione.

L’albero dei segreti, di Natalie Standiford, Mondadori, 9,00 €

Minty, deliziosa e determinata protagonista di questa storia, dovrà fare i conti non solo con le stramberie e le originali personalità del suo quartiere, ma anche con una crescita che, sebbene sia così riluttante ad accettare, si pone con prepotenza di fronte ai suoi desideri e alle sue esigenze bambine. Una crescita portatrice di difficoltà, disagio, malinconia, certamente incertezza, e talvolta sofferenza.

Buchi nel deserto, Louis Sachar, Piemme, 8 €

Un romanzo d’avventura dalla lettura del quale si emerge con la sensazione di poter riuscire in qualunque impresa dipenda dal nostro coraggio. Da questo libro appassionante è stato tratto anche un film, sono sicura che lo cercherete dopo aver divorato il romanzo.

Da oggi sono felice, di Sarah Weeks, Beisler Editore, 11,80 €

Un romanzo da leggere, da leggere assolutamente, perché in esso i ragazzi che lo leggeranno troveranno un esempio e una guida per dare la giusta direzione a un conflitto che sempre ingaggiano contro sé stessi per motivi più o meno importanti; una storia dolorosa ma esemplare al contempo per essere sempre assolutamente e pienamente coscienti del diritto e della facoltà di ciascuno di decidere che sì, da oggi si può essere sé stessi, da oggi si può essere felici.

Lo zoo di mezzanotte, di Sonya Hartnett, Cairo Publishing, 13,00 €

L’avventura si coniuga con la Storia, con la ricerca della libertà con la speranza, alternando riflessioni filosofiche profonde a ingenue paure infantili; grazie a ciò i piccoli, pur essendo investiti da un ruolo adulto, restano tali agli occhi del lettore che ne fa un esempio di coraggio, fratellanza e generosa determinazione. I personaggi sono tutti, animali e bambini, assolutamente genuini e unici.

Segreti e bugie, di Rebecca Stead, Feltrinelli Kids, 13,00 €

Spesso si mente, spesso si mente a sé stessi. Spesso il mentire è salvifico, protegge da una realtà crudele e spaventosa. Nonostante però il tema fondante di questo romanzo sia complesso e delicato, la lettura è lieve. La consiglio a chi sia alla ricerca di una prospettiva diversa, di un quadro generale, di una lettura avvincente.

Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson, di Selma Lagerlöf, Mondadori, 9,50 €

Nils è insopportabile, dispettoso, disubbidiente, crudele con gli animali. Quando la sua maleducazione colpisce un folletto però, imparerà a sue spese che le brutte azioni hanno spesso altrettanto brutte conseguenze. Questo è solo l’inizio. Vi sembra già abbastanza? E invece è solo il principio di una lunga serie di avventure a dorso d’oca. Un viaggio attraverso la penisola scandinava fino alla Lapponia. Un viaggio in cui Nils scopre la straordinaria bellezza della generosità, del coraggio, dell’amicizia, della libertà. Compagno fedele dei miei dodici anni  questo libro straordinario farà viaggiare anche voi in deliziosa, e talvolta starnazzante, compagnia.


A questi miei consigli si aggiungono naturalmente tutti i classici della letteratura per ragazzi, ma non credo abbiate bisogno che io ve li suggerisca. Se avessi dovuto sceglierne tre, e tre soltanto, però, avrei optato per “Le avventure di Huckleberry Finn” di Mark Twain, “David Copperfield” di Charles Dickens e “Anna dai capelli rossi” di Lucy M. Montgomery.

Sarebbe bello se poteste comunicarmi con una mail i libri che avete scelto, se ne sceglierete come spero, da questa lista. Se ne aveste voglia potete farlo a questo indirizzo mail atlantidekids@gmail.com con oggetto: letture per l’estate
Rob Gonsalves
Rob Gonsalves

Consiglio sempre di comprare i libri nella vostra libreria di fiducia (se siete a Roma potete venire a trovarmi a Il Giardino Incartato) ma se non aveste questa possibilità, potete farlo su Amazon.it. Di seguito i link.

L’albero dei segreti
L’evoluzione di Calpurnia
La tela di Carlotta
Un pesce sull’albero
Gesù, come un romanzo
Il libro di tutte le cose
Fuga dalla biblioteca di Mr. Lemoncello
I fantasmi di Giulia
Skellig
Il piccolo capitano
La trottola di Sofia: Sofia Kovalevskaja si racconta
L’ultimo elfo
Melody
L’albero dei segreti
Buchi nel deserto
Da oggi sono felice
Lo zoo di mezzanotte
Segreti e bugie
Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson
Le avventure di Huckleberry Finn
Anna dai capelli rossi

Precious e le scimmie. Il primo caso di Mma Ramotswe

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Precious e le scimmie, Alexander McCall Smith, Iain McIntosh  – 2015, Guanda editore

L’ho preso in mano tra gli altri perché ho trovato che la copertina fosse molto bella. L’arancione caldo, la silhouette  bordeaux della ragazzina che muove un passo deciso tra l’erba (che è nera ma pare rigogliosa) e rami popolati di scimmie, mi ha attratta. Spesso accade questo con i libri dalle belle copertine: hanno la meglio sui libri dalle brutte copertine. Spesso accade questo con i libri dalle belle copertine: a leggerli si rimane delusi, molto.

Talvolta, invece, accade il contrario, e posso dirvi con assoluta onestà che, anche senza mettermi nei panni di una bimba o di un bimbo di sette/otto anni (magari ne fossi capace quanta più meraviglia sarei capace di assorbire!), io questo libro dalla bella copertina cartonata l’ho letto, divertendomi, tutto d’un fiato.

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Precious e le scimmie, Alexander McCall Smith, Iain McIntosh – 2015, Guanda editore

È la storia del primo caso di Mma Ramotswe, all’epoca ancora solo aspirante detective, conosciuta ai più come Precious. Un caso piuttosto complesso, in cui le controparti senza talento per l’investigazione, e con una tendenza piuttosto spiccata a puntare il dito, giocano un ruolo marginale e tuttavia necessario a sottolineare la brillante intelligenza di Precious (e la sua abilità di cuoca, anche), che, in puro stile da detective navigato applica alla perfezione le regole dell’investigazione con naturalezza: osserva, ascolta, raccoglie elementi, riflette e fa le sue deduzioni che poi applica in modo che si concretizzino in prove che allo stesso tempo siano sufficienti a scagionare e incolpare senza possibilità di dubbio.

Senza contare che la storia ha luogo in Africa, nel Botswana, e che i profumi e i colori che si percepiscono tra le righe sono gli stessi che mi hanno indotta a scegliere questo libro tra gli altri, a sedermi in poltrona e a passare il sabato mattina in compagnia di Precious.

78b80ea34e6cbd5a728987edd23be71ec927b0.pdfTitolo: Precious e le scimmie
Autore: Alexander McCall Smith (traduzione di Serena Bertetto)
Editore: Guanda editore
Dati: 2015, 96 pp., 10,00 €

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Nove braccia spalancate

Questa storia è fatta da

Nove braccia spalancate
tre sorelle
una spostola
un padre
quattro fratelli
dozzine di sigari malfatti
una nonna
un occhio da civetta
un coccodrillo pieno di foto
una lapide
un gradino
due mani da sarto
un sacchetto di bottoni
una lapide
un gradino
due mani da sarto
una zingara
un falegname

Le sorelle Fing, Muulke e Jes si sono trasferite da poco in una casa piuttosto malmessa, che sorge di fianco a un cimitero e in disuso da anni. Non è il primo trasferimento che le ragazzine affrontano. Le case e i quartieri che hanno cambiato a causa di una gestione paterna superficiale degli affari sono molti, ma questa forse è la più bizzarra. E dai molti indizi raccolti dalle ragazze nasconde certamente un segreto oscuro. Ambientato nei Paesi Bassi alla fine degli anni Trenta del secolo scorso, si tratta di un romanzo complesso, articolato, elegante, avvincente. È certamente uno dei più belli che io abbia letto quest’anno.

Nove sono le braccia spalancate che occorrono per misurare la lunghezza della casa. Casa che le ragazze esplorano in lungo e in largo, facendo scoperte sconvolgenti in cantina.

Tre le sorelle dal legame fortissimo; diverse tra loro e tra loro complementari.

Una la vertebra perennemente lussata (che chiamano affettuosamente spostola) che tormenta la salute della sorella minore, suo malgrado, più fragile.

Un padre che malgrado tutte le sue bizzarrie e i suoi disastri è poetico e premuroso. Che ritiene si debba credere per vedere, che sostiene e persegue il “contrario di tribolare”. Che progetta un laboratorio per fabbricare sigari, malriusciti, nel retro della casa, assieme ai suoi 4 figli maschi.

Una nonna che di nome fa Mei; pragmatica, con un occhio strabico da civetta, con le maniche sempre rimboccate, impegnata a tenere in equilibrio ogni cosa, anche il passato. Che di tanto in tanto racconta, sfoglia le fotografie e imbastisce storie che ne costruiscano uno, di passato, che sia esemplare, che sia indimenticabile.

Nel cimitero di fianco alla casa, una lapide misteriosa e senza nome su cui siede sempre un matto dalle mani agili e capaci di ricamare di tutto, anche il tabacco. Un matto che è un amico e che sgranocchia bottoni.

Nato dall’amore di una zingara e di un falegname. Ma questa è un’altra storia. Non c’entra nulla con la famiglia di Fing, Muulke e Jes; è lontana nel tempo, ha diversi protagonisti. Ha diversi e altrettanto splendidi protagonisti. Ed è fatta da

Una zingara
un falegname
numerosi “benvenuti in città”
una sedia che affonda nel terreno
una casa
uno scalino
una lapide

Ma questa è un’altra storia. Non c’entra nulla con la famiglia di Fing, Muulke e Jes. O forse sì?

71mOURjCagLTitolo: Nove braccia spalancate
Autore: Benny Lindelauf
Traduttore: Anna Patrucco Becchi
Editore: San Paolo
Dati: 2016, 312 pp., 15,00 €

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L’evoluzione di Calpurnia

L’evoluzione di Calpurnia è un romanzo vero con tutte le implicazioni di questa affermazione: c’è una protagonista (ragazzina come i lettori cui si rivolge) ben caratterizzata, che si distingue con semplicità e senza forzature; c’è una passione che tutto struttura e sorregge; ci sono dei comprimari non invadenti ma originali, ciascuno diverso dall’altro; c’è l’ambientazione resa nei dettagli sia storici che sociali senza che questi dettagli pesino sulla narrazione o peggio la ingrigiscano; c’è un buon avvio e una conclusione ottima. Insomma, Jacqueline Kelly ha mescolato sapientemente tutti gli ingredienti necessari con originalità e competenza dando luogo a un romanzo pieno e vivo. I personaggi ritratti credibilmente divengono a ragione di ciò affascinanti e naturali. Non si direbbe affatto un’opera di esordio.

Calpurnia è una ragazzina di undici anni che vive in Texas a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Appassionata di scienze e natura non accetta, se non quando non può evitarlo e con risultati mediocri, di essere confinata al ruolo che il tempo e la società vorrebbero per lei. L’età è quella giusta per cercare caparbiamente la propria identità e Calpurnia si orienta verso la ricerca di se stessa e di innumerevoli specie di insetti e piante proprio sul campo. Instradata all’approccio empirico e all’osservazione delle specie dal nonno strampalato quanto acculturato seguace di Darwin, Calpurnia di giorno in giorno rafforzerà la propria personalità e la propria sicurezza e questo mentre attorno a lei il fratello maggiore s’innamora, la madre cerca di tenere le redini di tutta la famiglia, il padre si occupa dei campi di cotone, in città arriva il telefono. Può un baco (di quella che sarà una falena) essere considerato un animale domestico e partecipare alla fiera assieme a gatti, cani e uccellini? Probabilmente no, ma certamente la sua presenza e la sua evoluzione daranno modo a Calpurnia di scoprire una passione. E laddove c’è una passione e una capacità narrativa per parteciparla c’è certamente un buon romanzo.

Che cosa mi è piaciuto: il lessico molto curato e a tratti complesso dal quale l’autrice non si discosta per alleggerire la lettura. Adoro le scelte consapevoli.

raccomandato: a ragazzi dai 12 anni in su con la passione per la natura, l’esplorazione e i panorami assolati e riarsi.

Titolo: L’evoluzione di Calpurnia
Autore: Jacqueline Kelly
Editore: Salani
Dati: 2011, 287 pp., 16,80 €