Lucilla

Si dice che dietro a un grande romanzo ci siano sempre grandi ispirazioni. Talvolta esse si nutrono di realtà, talvolta di ricordi, nell’uno e nell’altro caso hanno carattere personale; universali invece le ispirazioni che si radicano in altre storie. Queste ultime legano i lettori in un senso di comunanza che rimane, che accoglie.

È il caso di Lucilla, primo romanzo di Annet Schaap, celebre e prolifica illustratrice olandese, che intreccia, con una naturalezza che non posso che definire ineffabile, rimandi chiarissimi a Il giardino Segreto, altri a La sirenetta, nutrendoli di innesti pirateschi, del topos fiabesco della madre morta, del fecondo elemento del grottesco, dell’emarginazione, della solitudine, degli elementi simbolici.

E poi il coraggio, la dedizione, l’affidarsi senza remore dell’amicizia, l’amore.

Lucilla è l’unica figlia del guardiano del faro. Il suo vero nome sarebbe Emilia ma il padre non sopporta di chiamarla così, perché è lo stesso della moglie morta, amatissima. Il dolore per questa perdita che li accomuna inficia l’amore che li lega. Il padre di Lucilla è diventato cupo, violento, sempre fuori di sé per via dell’alcool nel quale si rifugia, costringendo la piccola a farsi carico di responsabilità che non dovrebbero esserle proprie.lucilla1

In una notte di tempesta, tradita dall’amico vento, Lucilla è protagonista di una tragedia che cambierà il corso della sua esistenza. È costretta a cambiar casa, diventa ospite di una villa cupa e lugubre in cui tutto sembra in abbandono, tutto sembra ruvido, umido, ammuffito, persino i sentimenti. Eppure, da quella villa così malandata, abitata da anime malandate e stracche usciranno a popolare la realtà vite nuove, nuovi sentimenti, nuove possibilità, magia e fiaba.

downloadTitolo: Lucilla
Autore: Annet Schaap (trad. Anna Patrucco Becchi)
Editore: La nuova Frontiera junior
Dati: 2019, 368 pp., 18,00 €

Il ragazzo fantasma

Edito per la prima volta nel 2000 (e poi tradotto da Chiara Gandolfi e pubblicato in Italia da bohem press nel 2011 con le illustrazioni di Federico Appel), “Il ragazzo fantasma” è un romanzo complesso che comprende in sé la tensione sottile dell’horror, la delicatezza della meditazione sul senso di sé e della vita (e quindi della morte), la difficile acquisizione della consapevolezza della rilevanza delle proprie azioni.

David è un ragazzo di 12 anni, basso per esserlo e per questo bullizzato a scuola. I genitori di David sono separati e la madre vive proprio in un altro Paese, ma il padre, Harry, riservato e mite, è premuroso e accogliente. Nonostante ciò o a causa di tutto ciò David col padre parla poco, per niente. Preferisce covare in sé le proprie insicurezze e lasciarle fluire in idee e azioni del tutto controproducenti nell’ottica del trovare sfogo o serenità, ma piuttosto rilevanti, sebbene drastiche, in quanto ad autonomia e crescita.

Il ragazzo fantasma, di Melvinn Burgess, ill. di Federico Appel - 2011, Bohem Press
Il ragazzo fantasma, di Melvinn Burgess, ill. di Federico Appel – 2011, Bohem Press

David aveva paura, una paura folle! Ma su David la paura aveva l’unico effetto di dargli uno stimolo in più

Uno stimolo in più, una ragione assieme alle altre per cedere a quella voce irresistibile che spinge David a intrufolarsi nel condotto di aerazione. Spiare gli altri e perpetrare piccole vendette ai danni di persone innocenti sembra essere per David una buona risposta ai soprusi che subisce quotidianamente. Ma tutto si complica e assume contorni inquietanti quando trova un compagno di scorribande piuttosto arrabbiato ed evanescente: lo spettro di un ragazzo carico di rabbia e insoddisfazione.

Chi è questo fantasma, o meglio, chi era? Perché è così ostinatamente crudele col mite vecchietto ultranovantenne dell’appartamento del quinto piano?

David si lascia trascinare in un crescendo di violenza e vandalismo che molto incidono sulla salute, già molto precaria del signor Alveston, fino a ficcarlo in un guaio che non vale assolutamente l’amicizia, apparentemente incredibile, con un fantasma.

David e il ragazzo fantasma distruggono l’appartamento del vecchio; per il fantasma, ovviamente, nessuna conseguenza, per David un po’ per costrizione (il padre gli impone di fare amicizia con lui), un po’ per scontare la pena inflittagli dal giudice, comincia un periodo di crescita inatteso: si sorprende a stringere con il signor Alveston un’amicizia profonda e sincera che condurrà entrambi verso una maturazione; verso loro stessi, con consapevolezza.

Lo spazio dietro al muro, però, continua a chiamare. Chiama David, chiama il signor Alveston.

Non ci andrò, – promise  se stesso.Poi lo disse ad alta voce: – Non ci andrò! – Gli rispose solo il silenzio, ma un silenzio con dentro qualcuno.

Non posso andare oltre senza svelare il nodo e la chiave di questo che è un romanzo in cui la tensione e il mistero sono prevalenti, ma posso dirvi senza dubbio che Burgess è magistrale nel rendere entrambi profondi, costellando la narrazione di elementi introspettivi veramente eccellenti. Quello di Burgess è, come sempre, uno sguardo attento e premuroso sull’adolescenza, e le sue dolorose contingenze sociali e interiori. Qui l’adolescenza si mescola con la vecchiaia, tingendo il tutto di un’atmosfera incalzante, per lo scorrere del tempo presente, e soffusa, per il ricordo di quello passato. Un romanzo la cui lettura consiglio dai 9 anni in su.

Il ragazzo fantasma h230Titolo: Il ragazzo fantasma
Autore: Melvin Burgess (ill. in bianco e nero di Federico Appel), trad. Chiara Gandolfi
Editore: Bohem Press
Dati: 2011, 184 pp., 16,50

Lo trovi sugli scaffali virtuali di Amazon.it

Maionese, Ketchup o latte di soia

“l’amore non è nel cuore, ma riconoscersi dall’odore…”, cantava così Eugenio Finardi e ai miei quattordici anni sembrava affermazione più che vera. Chissà se Gaia Guasti ha ascoltato anche lei Non è nel cuore, certo è che questo tascabile semplice da portare sempre con sé ne è pervaso, di odore che fa rima con amore.

Gli scienziati li chiamano feromoni.
Ci avviciniamo a qualcuno e, oplà, le nuvolette si incontrano.
Ci parliamo così, con il corpo, senza saperlo. Ci raccontiamo chi siamo. Andiamo subito d’accordo o proviamo subito antipatia.
Cosa mangia Éleanor?
Perché conosco il suo odore?
Che cosa mi racconta la sua nuvoletta quando le vado vicino?

Noah frequenta una scuola pubblica, la madre è un essere fragile, dolce, piuttosto fuori dalla realtà. Emana tristezza e Noah sente di doverla proteggere dalle delusioni. Éleanor ha cambiato quartiere, ha un padre guru di professione e si ritrova nella classe di Noah, magrissima, coi capelli lisci e neri a nasconderle il volto e un odore pungente e persistente. Gli odori delle persone sono anche nelle scale del palazzo di Noah, nei corridoi della scuola, alcuni sopportabili, altri meno. Ma perché quello di Éleanor è così forte? Da cosa dipende?

Noah sa che i profumi stucchevoli delle sue compagne di scuola lo disgustano perché troppo intensi, invadenti, sa che l’odore del signor Laudier è di sporcizia… quello della nuova arrivata non è chimico e non dipende dall’igiene. Da cosa allora? Noah incomincia una ricerca sugli odori e su cosa li causi e scopre che molto dipende da ciò che si mangia. Allora, cosa mangia Éleanor? Di certo non hamburger Ketchup e maionese. E tantomeno latte. Ma questo Noah non lo scopre documentandosi, piuttosto facendo amicizia con lei, superando l’ostacolo olfattivo.

Éleanor è una vegana convinta che ha fatto del veganesimo una scelta di vita non solo per la salute che, a sentir lei, ne consegue, ma anche per sentirsi più vicina alla madre che aveva lo stesso identico odore che l suo ricordo la lega e al quale non rinuncerebbe mai.

Districandosi tra stili di vita opposti, bulli, e incomprensioni, un’amicizia profonda e vera nasce tra i due ragazzi, nutrendosi di giorno in giorno di maionese, ketchup o latte di soia, raccontata con un lessico diretto e spontaneo, il cui merito va anche alla traduzione dal francese di Silvia Rogai, che non lava via l’odore schietto e talvolta crudele dei ragazzini e del loro registro linguistico.

Titolo: Maionese, ketchup o latte di soia
Autore: Gaia Guasti (trad. Silvia Rogai)
Editore: Camelozampa
Dati: 2016.112 pp., 10,90 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it