Marie Curie, nel paese della scienza

La storia di Marie Curie, Maria Sklodowska, avvolta con cura nel verde cinabro di un libro che riesce a restituire magistralmente l’eroica esistenza di una donna dedita allo studio e alla ricerca.

Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci - 2019, Orecchio acerbo
Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci – 2019, Orecchio acerbo

Non lo immaginavo, perlomeno non con questa potenza, che la vita di una scienziata potesse suscitare tale empatia. Ritengo sia grazie all’equilibrio tra l’avventura della scoperta, il sacrificio dal sapore dickensiano, le contingenze avverse, la caparbietà e la generosità di Marie, la guerra, la morte. Tutto radicato in un cofanetto di legno e piombo. Uno scrigno contenente del radio, inavvicinabile, pericoloso, eppure prezioso. Tutto racchiuso tra le pagine di un volume che si apre e si chiude davanti a un vecchio edificio di mattoni, dietro i cui vetri passa, si dice, un’ombra leggera. La si scorge vestita di nero con i capelli raccolti in una crocchia, il portamento sereno, elegante, e la si immagina, al suo interno, seduta alla scrivania, nell’atto di riflettere, pensosa.

Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci - 2019, Orecchio acerbo
Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci – 2019, Orecchio acerbo

In quell’istituto di ricerca Marie Curie scrive la propria storia e la storia della scienza, ma essa inizia nella casa di famiglia, in Polonia, in cui Mània, uno dei vezzeggiativi con i quali la madre la chiamava, cresce tra l’affetto e l’esposizione costante alla cultura. Il padre ritiene infatti che tutto serva per imparare e quindi sono numerose le scampagnate, le passeggiate, e le letture in lingue diverse. In famiglia Marie imparerà anche il coraggio e la determinazione che, luminosissimi, si esplicitano in due tavole che sono una: Marie e Bronia, sua sorella maggiore, sono l’una di fronte all’altra, entrambe si guardano ma Marie ha un’espressione ferma, sembra una statua, esprime con decisione il proprio punto di vista, la propria volontà. Bronia sorride più esplicitamente, il capo un poco chino, le sopracciglia lievemente aggrottate a proteggere uno sguardo che è commosso, di riconoscenza. Le due sorelle, mani e destini intrecciati, stanno stipulando un patto d’amore: Bronia andrà all’università a Parigi, per diventare medico, Marie lavorerà a servizio in una casa alto borghese per pagarle gli studi. Quando Bronia sarà diventata medico ricambierà il sacrificio.

Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci - 2019, Orecchio acerbo
Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci – 2019, Orecchio acerbo

È in queste tavole, e in altre con altrettanta potenza narrativa, che sta la meraviglia di questo libro, in cui la vita, i sentimenti, i dolori e le gioie di quanti la popolano più o meno da protagonisti, sono sempre lì, dietro la lieve cortina verde cinabro che tutto ricopre e tutto ammanta, fino al momento più crudele, quello che corona drammaticamente la dedizione di Marie alla ricerca e al progresso, non solo scientifico ma anche culturale; lei che donna, prima al mondo, vincerà il Premio Nobel per la fisica per le ricerche sulla radioattività. Quando le conferiscono il premio, assieme a suo marito e a Henri Becquerel, deve restare silente e seduta: è una donna, non può far altro in questa occasione formale. Ma è lì e da seduta, immobile e in silenzio, decide per tutti. Potrebbero diventare ricchi se brevettassero la loro scoperta.

Ma Marie non ci pensa due volte: “No. Il radio servirà a curare i malati, a far avanzare il progresso”. E rivelano agli scienziati di tutto il mondo i risultati delle loro ricerche.

Claudia Palmarucci, che ho avuto il piacere di ascoltare nella mia libreria qualche giorno fa, ha scandagliato una mole enorme di materiale su Marie Curie, prima di realizzare le numerose tavole che, assieme al testo di Irène Cohen-Janca, fanno questo libro. In ciascuna di essa c’è una base che cita la fluorescenza del radio, c’è la resa biografica, c’è, come nella chimica, l’attenzione all’impercettibile (parole splendide di Carla Ghisalberti), ci sono le citazioni di opere celebri dell’arte che diventano parte integrante, con tutta la loro carica significante, della narrazione

Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci - 2019, Orecchio acerbo
Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA, di Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci – 2019, Orecchio acerbo

Nell’illustrazione dedicata a Paul Langevin, in fondo, a chiudere un ciclo di vita familiare violenta e collerica, il dettaglio di un’opera di Agnolo Bronzino (Allegoria del trionfo di Venere) ritrae una figura che urla disperata di rabbia e invidia. Rabbia e invidia che in quella specifica occasione sono della moglie di Langevin, ma che possono dirsi universali, della società intera, giudicante e irriconoscente. Universali ma sconfitte, dalla determinazione, dalla dedizione e dall’intelligenza di una donna che ha realmente cambiato il corso del nostro tempo.

copertinaTitolo: Marie Curie NEL PAESE DELLA SCIENZA
Autore: Irène Cohen-Janca, Claudia Palmarucci (traduzione di Paolo Cesari)
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2019 88 pp., € 16,50

Il grande libro degli uccelli

Christiaan Seep e suo figlio Jan Christian erano due naturalisti tedeschi che vivevano ad Amsterdam; assieme decisero di realizzare un volume a carattere scientifico enciclopedico. L’incontro con Cornelis Nozeman, un pastore di anime appassionato di uccelli, fu provvidenziale: in 59 anni crearono un volume costosissimo e prezioso in cui catalogavano, con un metodo che seguiva regole caotiche e bizzarre, 200 specie di uccelli con corredo di più di 250 disegni.

Il grande libro degli uccelli di Bibi Dumon Tak - 2019, Rizzoli
Il grande libro degli uccelli di Bibi Dumon Tak – 2019, Rizzoli

Il tomo originale, a causa di quelle bizzarrie di cui parlavo prima, e che aveva come unica linea quella di mettere assieme e considerare solo gli uccelli olandesi, non segue un ordine di nessun tipo: non si precede per famiglie, non si procede per ordine alfabetico, non si procede per habitat… si inserivano le nuove specie man mano che si consegnavano i materiali; si apriva però, per scelta, essendo stata la prima voce ad arrivare alla “redazione”, con la ghiandaia (era il 1770) e si chiudeva col cigno (nel 1829), per puro piacere estetico.

Il grande libro degli uccelli di Bibi Dumon Tak - 2019, Rizzoli
Il grande libro degli uccelli di Bibi Dumon Tak – 2019, Rizzoli

Bibi Dumon Tak mantiene dell’originale questa caratteristica, sebbene sia stata necessaria una cernita, affidata al caso, per cui dei 200 uccelli raccontati nell’originale ne sono rappresentati in questo libro 30.

Scopriamo quindi come la ghiandaia sia un uccello molto intelligente capace persino di riprodurre qualche suono, oltre ad avere un programma di canto molto vario, sebbene non sia un uccello noto per le sue capacità canore; che si tratta di un uccello  stanziale, si nutre di ghiande, insetti, nidiacei dei passeriformi, uova e che nidifica sugli alberi, prediligendo  rami robusti che siinnestano vicini al tronco.

La caratteristica più affascinante del cigno reale, invece, è che un uccello molto silenzioso, non emette starnazzii, cinguettii, gridi. Nel momento in cui si avesse la fortuna di incontrarne qualcuno che vola a bassa quota, si potrebbe percepire un suono simile a un fischio, che il cigno non emette però col becco:  è un suono simile a un soffio di tromba e lo emette ad ogni colpo d’ala.

Il grande libro degli uccelli di Bibi Dumon Tak - 2019, Rizzoli
Il grande libro degli uccelli di Bibi Dumon Tak

Le illustrazioni sono quelle originali e sono straordinarie; osservandole si comprende la complessità del lavoro compiuto e della fatica della sua realizzazione oltre che il perché di una gestazione così lunga: il disegnatore la base che l’incisore riportava su lastre di rame che ricoperte di inchiostro venivano impresse su carta e infine colorate dai pittori. Bibi Dumon Tak, un’autrice olandese di libri per ragazzi specializzata in opere di divulgazione, correda il risultato di questa catena d’arte con curiosità e aneddoti, usando un tono che pur rimanendo nell’ambito della scienza porta con sé ironia e umorismo .

copertinaTitolo: Il grande libro degli uccelli
Autore: Bibi Dumon Tak
Editore: Rizzoli
Dati: 2019, 80 pp., 25,00 €

Voglio la Luna

Voglio la Luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella - 2019, Editoriale scienza

Cinquanta anni dal primo allunaggio, quasi (Apollo 11, 20 luglio 1969), e, per la gioia dei bambini e dei ragazzi appassionati di astronomia, in libreria è un fiorire di libri che ne celebrano il ricordo.  Tra i tanti quello che trovo più completo e più affascinante è Voglio la Luna, scritto a quattro mani dall’astronauta Umberto Guidoni e dal premio Andersen Andrea Valente.

Voglio la Luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella - 2019, Editoriale scienza
Voglio la Luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella – 2019, Editoriale scienza

Completo perché in maniera molto naturale attraversa il mito, la storia, l’arte, la scienza; affascinante per le stessa ragione più una: le illustrazioni. Ecco trovo il corredo iconografico splendido. E non si tratta di materia semplice, perché in questa Luna, così come è narrata per immagini, c’è la scienza e c’è l’ineffabile. Difficile era rendere il mito, la leggenda, così come lo era produrre varianti di narrazioni cinematografiche, pittoriche, musicali. Ritengo che Susy Zanella sia riuscita in un’impresa molto ardua, e l’abbia fatto senza inciampi e senza retorica.

Voglio la Luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella - 2019, Editoriale scienza
Voglio la Luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella – 2019, Editoriale scienza

La luna, quasi una fantasia*, eppure così presente, così cangiante, luminosa, vera, una fantasia, quasi.

Umberto Guidoni, primo astronauta europeo a bordo della Stazione spaziale internazionale, e Andrea Valente la narrano con un tocco che è sognante e molto ben radicato al suolo, mi vien da dire esattamente come immagino fosse, a vederlo, il primo passo sulla Luna: si tocca il suolo, si lasciano impronte tangibili e poi si sale su, verso l’alto, in altri respiri, altre dimensioni, per poi tornare a toccare la realtà, color panna, polverosa, concreta.

Voglio la Luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella - 2019, Editoriale scienza
Voglio la Luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella – 2019, Editoriale scienza

Il primo capitolo si occupa di considerare come la Luna abbia ispirirato l’uomo fin dall’antichità. Così brillante in cielo ma soprattutto affabile nel lasciarsi osservare senza ferire la vista, non solo è sempre stata oggetto di studio, ma anche indiscussa protagonista di miti, leggende, fiabe popolari, e poi romanzi, film, fumetti, dipinti e brani musicali. L’ha ritratta Van Gogh, al cinema è stata con Méliès, Kubrick, Verne l’ha raccontata per iscritto e poi celebrata da Leopardi, Beethoven…

Nel secondo capitolo il passo torna alla scienza e qui trovano risposta molte domande: Come si è formata? Davvero influisce sul mare? Cos’è un’eclissi? Sulla Luna c’è la gravità?

Quindi la storia di tutte le missioni spaziali che hanno portato l’uomo sulla Luna e, per concludere, le ipotesi e le fantasticherie in merito a tutto quanto potrebbe accadere in futuro.

In tutti e quattro i capitoli degli intramezzi narrativi ben differenziati dai diversi stili delle illustrazioni, così come da una diversa composizione sulla pagina.

*Opera per pianoforte n° 14 in do diesis minore, Luswig van Beethoven

VOGLIO-LA-LUNA_susyzanella_editoriale_scienzacopTitolo: Voglio la LunaVoglio la Luna
Autore: Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella
Editore:  Editoriale scienza
Dati:  2019, 160 pp., 18,90 €

 

 

 


Questa è una recensione per celebrare il #MaggioDeiLibri in seno alla traccia: Guarda che luna! A cinquanta anni dall’allunaggio

Preistoria, altri sguardi, nuovi racconti

Parte da un’aula universitaria la decisione di Margaret di dedicare il suo lavoro di storica a restituire la funzione di soggetto alle donne, alle bambine e ai bambini. Persone di cui si trovano solo tracce marginali nei libri di Storia. Nessuno di loro compie azioni, fa, agisce. Esistono raramente e solo in funzione della storia compiuta dagli uomini, ridotte e ridotti a mero oggetto. Specie poi quando le fonti scarseggiano o sono di difficile lettura, come nel caso della Preistoria (o specie quando proprio per motivi storico/politici, le donne sono state rese invisibili su manuali e fonti).

Preistoria. Altri sguardi, nuovi racconti, di Elisabetta Serafini, Caterina Di Paolo - 2018, Settenove
Preistoria. Altri sguardi, nuovi racconti, di Elisabetta Serafini, Caterina Di Paolo – 2018, Settenove

Eppure le donne dovevano pur esserci.

Sfoglia tutto il libro alla ricerca di illustrazioni o notizie su persone che non fossero uomini adulti. […] Non trovai nulla!

A lezione chiesi subito spiegazioni: “Cosa facevano le donne mentre gli uomini andavano a caccia?”. La risposta mi lasciò di sasso: “Per cortesia, non faccia domande sciocche!”. Ma non mi arresi.

Non si arrese, e per fortuna. E cominciò a cercare tracce, con pazienza e pignoleria, perché si tratta di Preistoria, le fonti a disposizione sono pitture rupestri, impronte, calchi. Segni del tempo usurati dal tempo stesso e quindi difficili da interpretare.

Preistoria. Altri sguardi, nuovi racconti, di Elisabetta Serafini, Caterina Di Paolo - 2018, Settenove
Preistoria. Altri sguardi, nuovi racconti, di Elisabetta Serafini, Caterina Di Paolo – 2018, Settenove

Insomma, per cambiare la prospettiva è necessario assumere posizioni diverse. Questo hanno fatto storiche di oggi e di ieri allo scopo di restituire alle donne e ai bambini la giusta luce.

In un sito in Etiopia, per esempio, sono state rinvenute le impronte dei piedi di tre bambini piccolissimi di uno, due e tre anni; dove? In un luogo deputato alla caccia. L’indagine storica racconta quindi che sin dalla primissima infanzia i bambini prendevano confidenza con attività e strumenti pericolosissimi ma utili alla loro società tutta. Così come gli utensili ritrovati di fianco agli scheletri di alcune donne ci rivelano una società primitiva molto complessa, in cui donne della Preistoria svolgevano funzioni da cacciatrici normalmente attribuite agli uomini.

Questa narrazione, che va avanti in maniera molto lineare fino al momento in cui la preistoria lascia il posto alla storia, è intramezzata e sostenuta da schemi, dati e date, rimandi, piccole note a margine che ne rafforzano il valore scientifico. Ne consiglio la lettura a bambine e bambini dai 6 anni in su e soprattutto ne consiglio l’uso in classe. Peraltro all’interno del libro ci sono numerosi Qr code link a materiale didattico e approfondimenti per insegnanti, educatori, educatrici.

Preistoria. Altri sguardi, nuovi racconti, di Elisabetta Serafini, Caterina Di Paolo - 2018, Settenove
Preistoria. Altri sguardi, nuovi racconti, di Elisabetta Serafini, Caterina Di Paolo – 2018, Settenove

La collana Storie nella Storia curata dalla Società Italiana delle Storiche – SIS – propone alle bambine e ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi un racconto nuovo della storia, capace di intrecciare le vicende di donne e uomini, di valorizzare le relazioni e le differenze, e di contribuire alla costruzione di un mondo comune migliore.

61vQz+8xe2LTitolo: Preistoria. Altri sguardi, nuovi racconti
Autore: Elisabetta Serafini,illustrazioni di Caterina Di Paolo
Editore: Settenove
Dati: 2018, 52 pp., € 14,50

Universi. Dai mondi greci ai multiversi

La prima grande domanda, seconda forse solo a “come sono nato?”, è “com’è fatto il mondo? Cosa c’è in cielo?”. In parole più adulte sarebbe: com’è fatto l’universo?

Che poi tra il mistero della vita e quello dell’universo il legame è fortissimo, sono due facce della stessa curiosità: cosa c’era prima di me, cosa ci sarà dopo di me? Cosa c’era prima della Terra? Cosa ci sarà dopo?

E tutto quello che sta nel mezzo è l’unico metodo oggettivo e analizzabile per trovare (ipotizzare) qualche risposta. Ci provano, con l’universo, gli uomini, fin dal momento in cui vi è traccia scritta della propria curiosità, quindi si suppone da ben prima. I filosofi lo descrivono e ne dissertano adattandolo alla propria visione teorica, parlano spesso di un universo che non risponde a leggi fisiche ma si ‘concretizza’ in un ideale. Affascinante, ma molto complesso.

<em>Universi - Dai mondi greci ai multiversi</em>, di Guillaume Duprat - 2018 L'ippocampo Ragazzi
Universi – Dai mondi greci ai multiversi, di Guillaume Duprat – 2018 L’ippocampo Ragazzi

Non che quando entrano in campo la scienza matematica, l’astrofisica, l’astronomia, la geofisica, la meccanica quantistica, e la relatività di Einstein le cose si semplifichino…

Come parlare dell’universo, dunque, ai bambini? Di tutti gli universi che dall’aba dei tempi fino ad oggi sono stati immaginati, osservati, ipotizzati e quindi teorizzati?

Per mezzo di immagini e meraviglia, che possono diventare, e spesso lo sono, i due strumenti primi alla base delle scoperte scientifiche.

Guillame Duprat tesse dunque, attraverso immagini dall’attendibile validità scientifica, un viaggio attraverso la meraviglia e le meraviglie dell’universo di oggi, di ieri e persino di domani, con prospettive di nulla cosmico un poco spaventose, ma arrivo necessario e inevitabile, conseguenza naturale della domanda di partenza.

<em>Universi - Dai mondi greci ai multiversi</em>, di Guillaume Duprat - 2018 L'ippocampo Ragazzi
Universi – Dai mondi greci ai multiversi, di Guillaume Duprat – 2018 L’ippocampo Ragazzi

L’età consigliata dall’editore è 6-7 anni. Credo che la lettura di questo libro a sei anni sia prematura ma credo altresì che sia un libro che una bambina o un bambino di sei anni possano ricevere in dono e, pur non cogliendone tutta la complessità, essere attratti dalle finestre, dalle illustrazioni e fruirne poi fino a quando non divengano giovani adulti. Credo, quindi che non possa mancare nella libreria di casa, perché di bambini col naso all’insù, verso il cielo, a porre e porsi domande, non ne mancheranno mai.

UniversiTitolo: Universi – Dai mondi greci ai multiversi
Autore: Guillaume Duprat
Editore: L’ippocampo Ragazzi
Dati: 2018, 48 pp., 19,90 €

Il fantastico viaggio del Signor Acqua

Questo di Agostino Traini, edito da Piemme, è un libro illustrato dalla lettura semplice, come semplice è il suo protagonista: l’acqua (il Signor Acqua per la precisione). Leggendolo si percepisce la complessità dei concetti proposti e subito la si dimentica perché la storia del Signor Acqua rende processi scientifici eventi avventurosi e divertenti senza strafare, magici senza tirare in ballo la magia, divertenti.

Il tutto comincia al mare. Il Signor Acqua stringe amicizia con tre bimbi e gioca con loro per tutta l’estate. Poi le vacanze finiscono e i bimbi tornano a casa. Il Signor Acqua, malinconico, decide di partire alla loro ricerca e dopo varie peripezie e trasformazioni, cambiamenti di stato e forma, riuscirà a ritrovarli.

Altrettanto affettuosa con i suoi amici e la Signora Aria che con sé porta calore, brezza e profumi, gonfia le vele delle barche sul mare, asciuga i panni, fa volare gli aquiloni, porta da un fiore all’altro i pollini e fa tutte queste cose con modestia, senza che nessuno riesca a vederla.

Agostino Traini si presenta in coda ai due libri (destinati a un pubblico di lettori dai 3 anni in su) per mezzo di vignette. A volte colora i suoi personaggi con i pennelli e gli acquerelli a volte, come per questi due libri, usa il computer. Alla fine di entrambi delle divertenti attività (alcune semplici altre un po’ più complesse) da fare con aria e acqua per mettere alla prova quanto imparato leggendo.

 

Titolo: Il fantastico viaggio del signor Acqua
Autore: Agostino Traini
Editore: Piemme
Dati: 2012, 48 pp., 8,50 €

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Titolo: Che fine ha fatto la Signora Aria?
Autore: Agostino Traini
Editore: Piemme
Dati: 2012, 48 pp., 8,50 €

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Elisa Attraverso lo specchio #4

La storia della vita, dal brodo primordiale ai nostri giorni di Editoriale scienza. Per settimane fedele compagno di ricreazioni a scuola, Elisa si esprime col massimo del gradimento.

ElisaAttraversoLoSpecchio #4
ElisaAttraversoLoSpecchio #4

#ElisaAttraversoLoSpecchio #scienza #eregeologiche #preistoria #SandroNatalini #editorialescienza #lettureautonome #foto_recensione #recensioni #divulgativi
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*è scientifico
*è interessante
*è brodoso (nel senso scientifico e anche nel senso di succulento)

L’avventura atomica del Professor Astro Gatto

L'avventura atomica del professor Astro Gatto, di Dominic Walliman, Ben Newman - BaBao

Hai almeno 8 anni e la scienza è il tuo pane quotidiano? Porta subito a casa questo libro!

Così recita un angolino in basso nella quarta di copertina di questo libro; e io sono d’accordo, per cui, se in questa recensione troverete degli argomenti validi, vi consiglio di andare in libreria, rintracciare per gioco questo suggerimento in copertina e portarlo a casa con voi.

L'avventura atomica del professor Astro Gatto, di Dominic Walliman, Ben Newman - BaBao
L’avventura atomica del professor Astro Gatto, di Dominic Walliman, Ben Newman – BaBao

Partiamo proprio dalla copertina; piacevolissima al tatto, ricorda i libri “da grandi”, i vecchi testi universitari rivestiti di tela, e questo rimando suggerisce che in questo albo ci sono informazioni chiare e circostanziate così come le troveremmo in un normale libro di fisica. Però in questo caso il docente non è come la maggior parte degli scienziati all’Università, sebbene fornito anch’esso di baffi: si tratta del professor Astro Gatto, agile e temerario studioso/scienziato. Anche il tono delle illustrazioni ha un che di vintage, l’effetto è di un albo prezioso, curato.

Per parte mia l’approccio con la seconda esperienza della coppia Walliman/Newman è stato molto ricco di aspettative, visto che con Il Professor Astro Gatto e le frontiere dello spazio i due autori si sono aggiudicati lo scorso anno il Premio Andersen per aver realizzato il miglior libro di divulgazione. Aspettative che non sono state disattese: anche L’avventura atomica ha lo stesso brio e lo stesso fascino che possedeva quella spaziale.

L'avventura atomica del professor Astro Gatto, di Dominic Walliman, Ben Newman - BaBao
L’avventura atomica del professor Astro Gatto, di Dominic Walliman, Ben Newman – BaBao

La fisica regola tutte le leggi dell’universo e, a dirlo così, potrebbe sembrare argomento distante dal nostro quotidiano. Ciò è assolutamente sbagliato, in quanto, invece, essa è una parte essenziale della nostra vita di ogni giorno: dal passeggiare stando con i piedi ben attaccati al suolo o saltare (ma non più in alto di così); vedere i colori, nuotare, volare (gli uccelli e gli aerei)… dipende tutto dalla fisica.

L'avventura atomica del professor Astro Gatto, di Dominic Walliman, Ben Newman - BaBao
L’avventura atomica del professor Astro Gatto, di Dominic Walliman, Ben Newman – BaBao

Ciascun argomento viene considerato nello spazio di due pagine: si spiega, per esempio, cosa sia la gravità, quali siano i suoi effetti, si confrontano le esperienze, e si inserisce un aneddoto storico, una curiosità. Oltre alle leggi vere e proprie della fisica, Il Professor Astro Gatto racconta anche quali siano il metodo scientifico, le varie unità di misura o la materia di cui è fatta ogni cosa, a partire dall’atomo.

Il vero pro di questo albo è che invita all’esplorazione, incuriosisce e stimola. Oltre alle accurate illustrazioni dai colori vivaci ma mai chiassosi, proprio come si confà a testo scientifico.

61qczkhwil-_sx463_bo1204203200_Titolo: L’avventura atomica del professor Astro Gatto
Autore: Dominic Walliman, Ben Newman (ill.)
Editore: Bao Publishing
Dati: 2016, 64 pp., 19,00

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Cani e gatti sotto la lente della scienza

Chi mi segue sa che rifuggo le edulcorazioni artificifiose che spesso rendono artificiale anche la più naturale manifestazione dell’animo umano (e animale). felicità mi coglie, quindi, quando leggo un libro con informazioni pratiche, suggerimenti e notizie scientifiche su come convivere e accudire cani e gatti.

Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain - Editoriale scienza
Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain – Editoriale scienza

Strutturato in due parti ben distinte, una dedicata al cane e l’altro al gatto; perché le poche cose che hanno in comune sono: l’essere stati scelti e “adattati” ad essere nostri animali da compagnia e che ciascuno di loro (ciascun cane e ciascun gatto) ha una propria, diversa, personalità. Per il resto sono esseri del tutto diversi tra loro; bene, dunque, che siano considerati in spazi a sé stanti.

Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain - Editoriale scienza
Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain – Editoriale scienza

Come in molte occasioni, tra gli umani ci sono due fronti opposti: il fronte di chi ama i cani e quello di chi adora i gatti; sembrano senza punti di contatto ma lo sono meno di quanto sembrino e leggendo è sempre più chiaro, di pagina in pagina.

Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain - Editoriale scienza
Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain – Editoriale scienza

Perché quello che si evince strada leggendo è che ciascun atteggiamento buffo, ogni saltello, ogni fusa ha alla base una spiegazione scientifica in cui ci si può orientare bene grazie a una pagina (a sinistra) fitta di testo con un bel titolo in azzurro carta da zucchero, blocchetti di testo ben circostanziati con grassetti a evidenziare le parole chiave, un paragrafo in un corpo di testo, e in rosso, più grande, a sottolineare il passaggio più rilevante e un altro, infine, sempre in rosso ma in un carattere più piccolo a sussurrarci qualche parola atta a sfatare miti, luoghi comuni, fornire qualche suggerimento pratico.

Cosa ho scoperto leggendo che già non sapessi, io che amo i cani e i gatti in egual misura e ho vissuto circondata da entrambi con gioia? Molte cose, alcune del tutto inattese. Perché il gatto, per esempio, è così bravo a usare la lettiera? Perché è essere intelligentissimo!, avrei risposto a colpo sicuro. E invece non è così; l’intelligenza resta, ma il gatto usa la lettiera perché quando ne ha bisogno si sente molto vulnerabile: cerca quindi un luogo riparato e tranquillo, che gli offra qualche protezione. E poi sotterra, sempre per proteggersi, per nascondere il proprio odore, specie se si tratta di una gatta che accudisce i cuccioli. In merito ai cani ho trovato una dolce conferma: il cane non è più un lupo, non considera il proprio padrone come capobranco, non siamo da lui considerati somministratori di cibo; è più vero il detto “il cane è il miglior amico dell’uomo”.

È un libro di grande formato (27×27) perfetto anche da regalare a Natale (ma perché aspettare Natale?), adatto a bambine e bambine amanti dei cani e dei gatti (a tutti i bambini, dunque) dai 9 anni in su.

cani-e-gatti-310-310Titolo: Cani & Gatti – sotto la lente della scienza
Autore: Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2016, 64 pp., 16,90

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