Ein Apfelbaum im Bauch – Un melo nella pancia

Ein Apfelbaum im Bauch, Les éditions de la courte échelle, Canada, Simon Boulerice, illustrato da Gerard DuBois - Diogenes

Succede di dirlo ai bambini, con tono fermo ma intenzioni scherzose. Lo dici tu che sei grande e loro, piccini, ci credono. Resta in una parte della loro testolina e, a volte, quando diventano grandi, lo ripetono anche loro ai propri bambini, con tono fermo e intenzioni scherzose. Si dice con leggerezza “tieni la mela, ma fai attenzione a non ingoiare i semi o ti crescerà un albero nella pancia!”; oppure si dice “ecco la tua mela, mi raccomando non sprecare nulla, ché della mela si mangia tutto, tranne il picciolo, ricorda”. E, sebbene sommesse, le tue parole resteranno a imperitura memoria, perché nessuno vorrebbe mai vedersi crescere un albero nella pancia e tantomeno sperimentare di ingoiare un picciolo!

Ein Apfelbaum im Bauch, Les éditions de la courte échelle, Canada, Simon Boulerice, illustrato da Gerard DuBois - Diogenes
Ein Apfelbaum im Bauch, Les éditions de la courte échelle, Canada, Simon Boulerice, illustrato da Gerard DuBois – Diogenes

È questo che deve essere accaduto a Remi e Raphael. E a quel collega dell’autore, dalla cui ipocondriaca apprensione infantile di ingoiare i semi della mela prende spunto questa storia così imbevuta di infanzia e della bellezza della sua ingenuità.

Così mentre Simon Boulerice scrive, Gerard DuBois disegna. Insieme raccontano di due bambini, due compagni di scuola, di classe e di banco ma anche amici (e tanto amici!), di quelli che non vedono l’ora di poter giocare assieme. Li immaginano durante la ricreazione in giardino, che è l’ora della merenda e dei giochi: chi salta alla corda, chi gioca a mosca cieca, chi a pallavolo e chi semplicemente fa volare il suo aeroplanino di carta. Rémi attende che Raphael finisca di gustare la sua succulenta e rossa mela, quando con sgomento si accorge che l’amico ingoia i semi! Com’è possibile che sia così ingenuo, che non sappia che è pericoloso?! E più di un adulto può l’amico del cuore, si sa. Rémi non resiste, deve assolutamente mettere in guardia l’amico dai pericoli orribili che corre ad avere dei semi di mela nella pancia: attecchiranno nel suo stomaco se berrà, cresceranno rigogliosi se aprendo la bocca entrerà anche solo un po’ di luce e che ne sarà di lui se solo prenderà il sole! E, come spesso succede, per salvare un amico gli si dà danno e con un semplice Ma non puoi mangiare i semi! ha inizio la tribolazione di Raphael.

Ein Apfelbaum im Bauch, Les éditions de la courte échelle, Canada, Simon Boulerice, illustrato da Gerard DuBois - Diogenes
Ein Apfelbaum im Bauch, Les éditions de la courte échelle, Canada, Simon Boulerice, illustrato da Gerard DuBois – Diogenes

La mamma dice di sì, ma l’amico ha ragione: la sua mamma è una parrucchiera mica come la famiglia di Rèmi che le mele le conosce bene, essendo coltivatori. Lo sgomento sale, le certezze vengono a mancare, lo spavento ha la meglio e si sa, ciò che non fa la ragione lo fa la psiche, così man mano che passano i minuti, Raphael si sentirà sempre peggio. Afflitto dalla sua fine imminente comincia a sentire germogli nascere e crescere nella sua piccola pancia, mandato in bagno a rinfrescarsi dal maestro non oserà accendere la luce e ricorderà in extremis di non bere neppure una goccia d’acqua! Alzando la maglietta vedrà il suo stomaco rigonfio e immaginerà mele mature ad occuparlo, un’intera foresta di meli…, e il petto? Sembra già di legno se lo si batte e presto anche la pelle si trasformerà in corteccia. Solo a casa le poche ciocche bionde lasciate a terra dalla sapiente forbice e dalla cura affettuosa della mamma riporteranno Raphael alla realtà: la mamma non ha potato tronchi robusti ma sottili capelli, i suoi! E non ha notato nulla di strano alzando la maglietta per controllare la sua pancia! Nessun albero di mele sta crescendo.

E comunque le mele son di ottobre e i giochi con Rémi lo attendono per tutta l’estate! La paura è passata ma… solo banane da domani per merenda!


Simon Boulerice e Gerard DuBois sembrano fatti l’uno per l’altro. In quest’albo splendidamente illustrato, le loro poetiche si incontrano e paiono restare in perfetto equilibrio. Uno con le parole, l’altro con le immagini, mescolano con abilità, tenerezza e crudeltà regalando la giusta dose di stupore, fil rouge dell’arte di DuBois.

Ein Apfelbaum im Bauch, Les éditions de la courte échelle, Canada, Simon Boulerice, illustrato da Gerard DuBois - Diogenes
Ein Apfelbaum im Bauch, Les éditions de la courte échelle, Canada, Simon Boulerice, illustrato da Gerard DuBois – Diogenes

La sua infanzia gode di quell’unicità che la porta fuori dal tempo e ci fa ritrovare bimbetti in pantaloncini e giacchette corte, calzetti bianche all’americana e minute scarpette nere. Si potrebbe dire di essere a volte nella Parigi degli anni 50’ di Truffaut e Doisneau o nelle Images d’Épinal dell’800, dove la texture grafica ricorda i segni e le ombreggiature dell’incisione.

indexTitolo: Ein Apfelbaum im Bauch

Titolo originale Un verger dans le ventre, 2013 Les éditions de la courte échelle, Canada
Autore: Simon Boulerice, illustrato da Gerard DuBois
Editore: Diogenes
Dati: 2014, 44 pp., lingua tedesco, 14,49 €

[Leslie’s Bridge, una rubrica curata da Marina Petruzio]

Chissà dove sta la libertà?

La prima cosa che ho pensato, leggendo Chissadove, è che fosse la storia di un genitore (nella fattispecie di un padre) e di un figlio. La storia di un papà che vede andar via verso chissà dove i suoi bambini. Tutti, tranne uno. Più fragile, forse, meno coraggioso, forse, più pigro, anche… forse. E verso quel bambino si sente nella posizione, ben radicata, di dover proteggere, di dover indirizzare, di dover guidare.

Chissadove, Cristiana Valentini, Philip Giordano - 2015, Zoolibri
Chissadove, Cristiana Valentini, Philip Giordano – 2015, Zoolibri

Il padre in questione sarebbe stato, ovviamente, l’albero, il figlio un seme. Ebbene, continuerò a parlare di padri e di figli, di alberi e di semi, sebbene ritenga che la tenera, e un po’ prevaricante, dinamica instaurata tra i due si ramifichi e sbocci in tanti e diversi contesti: quello dell’amicizia, per esempio, quello della scuola.

Chissadove, Cristiana Valentini, Philip Giordano - 2015, Zoolibri
Chissadove, Cristiana Valentini, Philip Giordano – 2015, Zoolibri

C’è dunque un albero, dalla chioma folta e dal tronco ben piantato chissà dove. In un posto che per quello specifico albero frondoso si chiama “casa”. Tra i suoi rami crescevano tanti semi impazienti soprattutto di crescere per poter parlare di parole bislacche e cortesi. Un giorno in cui il vento è un po’ più frizzante del solito i semi si staccano dall’albero e partono, alla ricerca di un posto in cui mettere radici. Chi con la sciarpa, chi col cappello, chi come madre natura l’ha fatto. Tutti sorridenti. Tutti, incluso uno che resta ben saldo sul suo ramo, guardando gli altri allontanarsi verso chissadove, perdendo il vento. Forse stava semplicemente pisolando in quel preciso momento del distacco, forse era un seme meditabondo,  forse era distratto, o forse non amava seguire il vento percorso da tutti gli altri. Il fatto è che il suo tergiversare induce l’albero a porsi tante domande e a darsi delle risposte non richieste, in una parola a intromettersi. Un po’ amando il fatto di non essere solo, un po’ egoisticamente, l’albero

che aveva il cuore di tenero ciliegio, e poca memoria, pensò che sarebbe stato bello avere compagnia, su quella collina deserta e gli disse: solo un giorno!

Di giorno in giorno, passa il tempo e il seme rimane, immobile, fermo. Fino a che uno sfortunato accidente pone fine agli indugi e, sciarpa o non sciarpa, calzini o scalzo (che poi i semi i piedi nemmeno li hanno), il piccolo seme parte da solo per crescere chissadove.

L’albero è fatto da linee e punti, e così i semi. Tratti leggeri che circoscrivono lo spazio bianco, lo contengono, dando luogo a immagini ariose e ricche di luce. Predominano il bianco e il nero, dunque, con venature rosse. Ma i nasi, no. Quelli, forse per lasciar intendere di futuri e intensi profumi, li conoscono tutti. Pronti ad annusarli ad uno ad uno, i colori di chissadove.

51zK9oxWlvL._SX406_BO1,204,203,200_Titolo: Chissadove
Autore: Cristiana Valentini, Philip Giordano
Editore: Zoolibri
dati: 2015, 32 pp., 15,00 €

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