Il realismo magico dello zoo di mezzanotte

C’è una qualità che su tutte impera in questo romanzo di Sonya Hartnett: la misura calibrata tra lirismo e fermezza del tono. Lo zoo di Mezzanotte risuona di ululati, lamenti sussurrati, parole, vagiti di neonati e sogni. Lo zoo di Mezzanotte risuona, fortemente, di latrati affamati, di guerra, di libertà. Una libertà paradossale e ferma, una libertà che nemmeno le sbarre reali delle gabbie, così come quelle razziali, possono limitare.

Lo zoo di mezzanotte - Andrea Offerman

Ci sono tre bambini nello zoo; sono arrivati in questo piccolo posto che sopravvive integro all’interno di un paese distrutto dopo una lunga fuga dai soldati che hanno sterminato la loro famiglia e tutte le famiglie cui si accompagnavano. Sono rom, sono fratelli, sono due bimbi e una neonata. Sono tutti e tre portatori di una saggezza e una forza che solo il dolore può conferire oppure lo stile senza sbavature, senza indugi zuccherosi, di una scrittrice.

Leggendo, sono stata portata a pensare che la guerra che bimbi e animali subiscono fosse la Seconda Guerra Mondiale. In realtà quella è la guerra che nella mia memoria è più radicata, la guerra cui penso quando di guerra si parla, ma quella de Lo zoo di mezzanotte potrebbe essere anche la guerra serbo-croata. O qualsiasi altra guerra abbia lacerato infanzie e vite.

Lo zoo di mezzanotte - Andrea Offerman

L’avventura si coniuga con la Storia, con la ricerca della libertà con la speranza, alternando riflessioni filosofiche profonde a ingenue paure infantili; grazie a ciò i piccoli, pur essendo investiti da un ruolo adulto, restano tali agli occhi del lettore che ne fa un esempio di coraggio, fratellanza e generosa determinazione. I personaggi sono tutti, animali e bambini, assolutamente genuini e unici. Nessuno si rifà all’altro, ciascuno ha le proprie paure, i propri ricordi; tutti lo stesso sogno: riconquistare la libertà; libertà che non è solo il poter oltrepassare le sbarre, quanto piuttosto potersi affrancare dal controllo altrui, dall’essere dipendenti da mani altre, dallo sfuggire alla crudeltà e al razzismo umano che nemmeno sotto le bombe s’affievolisce, dall’evadere dalla guerra che tutto schiaccia senza cognizione o dubbio.

Attraverso i racconti struggenti degli animali in gabbia si intersecano tasselli di storia nella macrostoria della guerra che colpiscono l’immaginario emotivo per il loro essere così pregnanti nonostante siano raccontati da dietro alle sbarre e con voce animale. I bambini apportano ad ogni scena un’umanità densa di tradizione e saggezza che smarriscono. Questo romanzo lo rileggerò. Lo regalerò. Ne suggerisco senza dubbio la lettura.

“Andrej non trovava un senso per quel mondo: era l’involucro duro e gelido di una realtà priva di compassione. Ma nonostante tutto aveva ancora fiducia. E si stupì di scoprirlo e di capire che al di là del dolore e della disillusione, credeva ancora in un mondo buono. E quanto più diventava difficile trovare la bontà. Tanto più si rafforzava la sua convinzione che esitesse”.

Le illustrazioni che ho messo a corredo dell’articolo arricchiscono l’edizione originale e sono di Andrea Offerman.

copertina zoo di mezzanotteTitolo: Lo zoo di mezzanotte
Autore: Sonya Hartnett
Editore: Cairo Publishing
Dati: 2012, 220 pp., 13,00 €

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Un asinello d’argento e la forza dell’innocenza

Due bambine, una infagottata nei vestiti dismessi del fratello maggiore, l’altra riccioluta e piccina, “sgualcita come un monello di strada”, fissano curiose un giovane uomo che, ai piedi di un albero ristà immobile; sembra morto ma non lo è. Si tira sulle braccia e tra le mani stringe un asinello d’argento, le guarda senza vederle, è cieco.

Siamo in Francia, in un piccolo paesino nel Nord della Francia, e l’uomo cieco è un soldato inglese in fuga dalla guerra. Le bambine, con l’aiuto del fratello Pascal, lo proteggeranno e se ne prenderanno cura come solo uno sparuto gruppo di bimbi potrebbe fare e lui li ricambierà raccontando loro delle storie il cui protagonista è sempre il più umile tra gli animali: l’asinello. Storie universali che rivelano il potere dell’innocenza e della semplicità capaci di racchiudere in sé coraggio, generosità, dolcezza.

Il soldato aprì la mano. L’oggetto che teneva nascosto nel palmo catturò la luce del mattino. Le bambine trasalirono e i loro cuori fecero una capriola. Lì, nel palmo del soldato, brillava un asinello d’argento. Era grande come un topolino, e semplicemente perfetto.

Da un incontro fortuito nascerà un legame intenso e profondo d’amicizia che regalerà alle bambine delle storie antiche e bellissime (oltre che la sensazione di essere coraggiose ed estremamente fortunate nell’aver ritrovato nel bosco un soldato ferito e nel prendersene cura) e al soldato l’occasione di sgombrare la propria mente dai rumori martellanti della guerra che incessanti lo ossessionano giorno e notte.asinello-argento1

Non a caso questo romanzo illustrato, che è anche una raccolta di racconti, si è aggiudicato il Premio Andersen (miglior libro 9/12 anni) “per l’alta, forte e calibratissima misura narrativa. Per aver dato con netta efficacia una rappresentazione intensa e dolente degli orrori della guerra. Per l’umanissimo ritratto che offre dei protagonisti e delle loro infanzie”.

Ogni singola pagina, se non ogni singolo periodo, è un momento lirico. I disegni di Laura Cardin accompagnano con eleganza la traduzione efficace, dolce e potente al contempo, di Claudia Manzolelli che rende con realismo una storia che è di vita, d’amicizia, lealtà e coraggio.

3193hs823slTitolo: L’asinello d’argento
Autore: Sonya Hartnett
Editore: Rizzoli
Dati: 2009, 216 pp., 16,00 €

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