Natale Bianco

Un libro di piccolo formato che a vederlo e tenerlo in mano verrebbe naturale definire libricino. E invece non è.

Un Natale bianco che a pensarlo immagini subito la neve. E invece non è.

La neve che così, su due piedi, è bianca. E invece a guardarla bene finisce con l’essere persino verde, verde brillante come la coda di un pavone.

Natale Bianco, di Arianna Papini - 2018, Interlinea, Le rane
Natale Bianco, di Arianna Papini – 2018, Interlinea, Le rane

Natale Bianco è tante cose assieme, e tutte piuttosto sorprendenti. Io l’ho sentito raccontarmi molto: mi ha detto di un’empatia che non è solo tra esseri simili o luoghi vicini, l’ha fatto con voce calma e sicura. Senza incertezze ma con molte sfaccettature. Che poi sono radici e frutto di un sentire profondo e quieto.

Natale Bianco arriva, sì, lui non mi delude mai.
Sa spiegare tutte le cose difficili,
e anche quelle facili che siccome sono facili
mica ce le spiega nessuno.

Natale Bianco, di Arianna Papini - 2018, Interlinea, Le rane
Natale Bianco, di Arianna Papini – 2018, Interlinea, Le rane

Come ogni anno a Natale ad Amid compare in sogno Natale Bianco. Nelle pieghe del passato di Amid lo stridore della sofferenza coi ricordi belli dei colori familiari, delle parole silenziose. E un presente ormai sereno in cui Natale Bianco riesce a ricomporre la storia di Amid, piccola, preziosa.

8Titolo: Natale Bianco
Autore: Arianna Papini
Editore: Interlinea
Dati: 2018, 32 pp., 8,00 €

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Il piccolo abete

Questo albo delicatamente illustrato da Emily Sutton, si apre alla maniera classica: un piccolo abete, più piccolo rispetto agli altri, che non riesce a crescere, vive i suoi giorni in una angoscia che è senso di inadeguatezza e timore per il futuro. Nato e cresciuto di fianco a un abete più forte, sa di non avere un futuro semplice, quindi lascia che la natura faccia il suo corso e si appoggia al suo simile, crescendo, a stento, al suo fianco.

Il piccolo abete, Delia Huddy, Emily Sutton - 2018 Emme edizioni
Il piccolo abete, Delia Huddy, Emily Sutton – 2018 Emme edizioni

Quando il suo vicino più forte viene sradicato per essere portato al vivaio, il piccolo abete viene sradicato di conseguenza assieme a lui. Ma agli occhi di tutti è un arbusto. Lo è nel vivaio, lo è nei negozi, lo è per il commesso che lo regala di buon grado a un ragazzino che vive per strada.

Nel momento in cui i due si incontrano, la storia sembra virare nella direzione della mestizia: un bambino così solo, un albero così striminzito… assieme, quale Natale potranno mai vivere?

Il piccolo abete, Delia Huddy, Emily Sutton - 2018 Emme edizioni
Il piccolo abete, Delia Huddy, Emily Sutton – 2018 Emme edizioni

E invece attorno al piccolo abete, sistemato alla bell’e meglio in una scatola di cartone, senza luci, senza decori brillanti, decorato solo di un po’ di candeline, si crea una famiglia affiatata e briosa, musica, risate.

Qualche giorno dopo, il ragazzo parte per un dove che non ci è dato sapere e con la nostra stessa malinconia, appurando mestamente le condizioni disperate dell’alberello, se ne va, lasciando il piccolo abete da solo.

Il piccolo abete, Delia Huddy, Emily Sutton - 2018 Emme edizioni
Il piccolo abete, Delia Huddy, Emily Sutton – 2018 Emme edizioni

Uno spazzino però lo raccoglie e lo pianta in un giardino pubblico, compiendo un gesto di speranza che si risolve in un finale lieto e ridente. Così come vorremmo fosse la strada del piccolo mendicante.

2Titolo: Il piccolo abete
Autore: Delia Huddy, Emily Sutton
Traduttore: Michele Piumini
Editore: Emme edizioni
Dati: 2018, 40 pp., 14,90

La festa dell’inizio di qualcos’altro

L'inizio - Sonja DanowskiQuando penso alla bellezza della decadenza, allo splendore dell’autunno, all’intensità della sostanza rappresentativa di ciò che è stato e più non è, immagino sempre (e mi figuro) un ramo di rosa ormai spoglio di foglie, ornato solo delle bacche (che ad annusarle ancora profumano, a toccarle non c’è nulla di più liscio). Quei frutti di rosa rappresentano il ricordo della rosa e il suo futuro. Non c’è più il fiore, ma c’è stato e tornerà ad esserci. La bacca è viva.

Per questa ragione mi ha investita un’ondata di intensità ed empatia quando aprendo L’inizio, albo narrato da Paula Carballeira e illustrato da Sonja Danowski, mi sono trovata dinanzi rami e rami di rosa d’autunno: le spine ancor più irte e pungenti, qualche foglia accartocciata, altre distese ma secche, e decine e decine di bacche che sono vive di un rosso bruno che trasuda profumo di rosa.L'inizio - Sonja Danowski

Questo albo racconta di ciò che è stato e adesso non c’è più; me ne convinco ancor prima di leggerlo; mi rassicurano però il titolo e le bacche di rosa: racconta anche della speranza di un nuovo inizio. E infatti a sfogliarlo mi ritrovo in strada, dopo una terribile guerra, e mi sento sperduta perchè mi trovo proprio lì, tra pali della luce divelti, muri crollati, a camminare tra pezzi di legno che una volta erano porte, finestre. Respiro la polvere grigia come l’aria e mi soffermo a guardare una carrozzina quasi schiacciata tra delle assi e una bicicletta dalle ruote contorte. Poi incontro una famiglia: i volti giovani e luminosi dei genitori mi rassicurano, quelli dei due piccoli celano un inconsapevole desiderio di rivalsa. Sono ombrosi, corrucciati: non hanno più casa; però hanno una macchina per dormire e in qualche modo ce la faranno. Questo lo so, perché ricordo le bacche e perché alcune di loro, a un certo punto, diventano strumento di gioco e s’aggiungono a qualche biglia colorata su di un marciapiede.L'inizio - Sonja Danowski

Le parole di Apula Carballeira sono portatrici di speranza e dicono con levità di pace e speranza. La voce narrante, non a caso, è quella di un bambino. La si percepisce impaurita e stanca ma capace di entusiasmarsi ascoltando i racconti di ricette di un vecchio cuoco o nel prendere coscienza del suo essere sopravvissuto, del non essere solo, della possibilità di giocare, di ricominciare.

Ho trovato le illustrazioni iperrealiste di Sonja Danowski di una vitalità struggente: curate in ogni dettaglio si dischiudono in un istante, come certi sorrisi; pochi colori, peraltro tenui, e molto grigio danno luogo e tempo a distruzione, smarrimento, rinascita e coinvolgono, raccontando meravigliosamente.

Titolo: L’inizio
Autore: Paula Carballeira, Sonja Danowski
Editore: Kalandraka
Dati: 2012, 36 pp., 14,00 €

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