Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?

8 dicembre 2016. #AkAdvent

A scavare nella neve con le mani c’è che bisogna togliersi i guanti. Con le moffole è difficile: la neve si appiccica alla lana e si passa più tempo a sbatacchiarle per toglierla che a scavare. A scavare nella neve con le mani per vedere cosa ci sia sotto, c’è che bisogna farlo a mani nude. Quando si giunge al tesoro i polpastrelli sono ghiacciati e le mani rosse e bagnate, ma… ma non ci sono molte cose che profumano come gli aghi di pino un po’ secchi un po’ umidi, misti alle foglie, alla terra soffice, all’erba rada, non più verde, bruna. Quindi vale. Vale la pena.

Emma. Dove vanno i fiori durante l'inverno?, di Spider - 2016, Orecchio acerbo
Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?, di Spider – 2016, Orecchio acerbo

Da bambina scavavo nella neve, per sentire quel profumo e perché speravo, sempre, di trovare qualche fiore sul punto di sbocciare. Non ne ho mai trovati quindi non so dire cosa avrei fatto: coglierlo e mostrarlo, lasciarlo lì godendomi da sola tutta la meraviglia? Conoscendo la me stessa di allora probabilmente avrei passato molto tempo a decidermi. E, conoscendomi, non so cosa avrei fatto.

Emma. Dove vanno i fiori durante l'inverno?, di Spider - 2016, Orecchio acerbo
Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?, di Spider – 2016, Orecchio acerbo

Emma è sfuggita alle mie ricerche bambine, ma so per certo che se avessi avuto la possibilità di leggere un albo così, questo albo, all’epoca in cui non mi curavo della pelle screpolata e, anzi, mi sembrava un dazio insignificante da rendere, non me ne sarei mai separata.

Di Emma conservo gelosamente la prima edizione, quella in cui Orecchio acerbo inseriva il bugiardino; Spider nel 2008 ne disegnò tavole e testo. L’armonia è vibrante, tutte le pagine percorse da brividi, cristalli di neve, brillantezza di ghiaccio. Sono immagini in movimento, che danzano sul lago ghiacciato e si rincorrono come in una Silly Symphony, un cortometraggio animato che in inverno conserva il profumo dell’estate.

Emma. Dove vanno i fiori durante l'inverno?, di Spider - 2016, Orecchio acerbo
Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?, di Spider – 2016, Orecchio acerbo

Emma è un fiore e regola la sua esistenza con l’aiuto di una sveglia. Affida a un congegno meccanico il proprio ritmo biologico. Va tutto bene, fino a quando la precisione meccanica fa cilecca ed Emma si risveglia in pieno inverno. Giusto in tempo per incontrare i suoi amici Lampo, Grugno e un ragno orologiaio. E per raccontare a noi che leggiamo una storia splendida, da regalare, assolutamente, a Natale.

218-emma-n-eTitolo: Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?
Autore: Spider
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2016, 36 pp., 11,50 €

Lo trovi tra gli scaffali del Giardino Incartato, libreria in via del Pigneto a Roma

Oppure tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Molti dalle risate piansero

Il Grande Alfredo, di Spider - Orecchio acerbo

Sfoglio l’albo di Spider (Il Grande Alfredo edito da Orecchio Acerbo) e mi pare di guardare attraverso il rotoscopio di Fleischer: gli anni trenta dell’animazione americana si muovono e prendono vita tra le mie mani. È una magia, è il clown Koko che ha acquistato colore e si muove su di un palcoscenico, sulla pedana di un circo. Mi sembra quasi di sentire gli “oh!” rapiti degli astanti. Poi il click clack dell’alternarsi delle diapositive si attenua e al bianco e nero del clown Koko si sostituiscono i colori brillanti e vivi del Grande Alfredo, la pellicola diviene pagina stampata, la visione nata dal lieto incontro tra la mia memoria e il tratto di Spider è svanita ma continuo a restare invaghita, sono ammaliata.

Il Grande Alfredo, di Spider - Orecchio acerbo
Il Grande Alfredo, di Spider – Orecchio acerbo

Il Grande Alfredo è un genio? Non lo so, di certo è unico e di certo, nonostante la sua spericolata e incauta tendenza a mettere a repentaglio la propria vita lanciandosi in spettacolari imprese, ha un dono altrettanto singolare: la capacità di reagire alle disgrazie (anche quelle cui non sembra esserci rimedio) con il sorriso. Un sorriso che non rimane allegramente confinato sulla sua larga bocca rosso ciliegio, ma che il Grande Alfredo cerca, nei modi a lui familiari, di suscitare anche negli altri, prima mescolandolo allo stupore causato dalle sue mirabolanti e acrobatiche imprese e poi, quando dopo due tremendi incidenti è paralizzato dalla testa in giù, facendo ricorso alle barzellette, perché sa che la propria felicità non potrà mai essere completa senza quella degli altri.

Il Grande Alfredo, di Spider - Orecchio acerbo
Il Grande Alfredo, di Spider – Orecchio acerbo

Il pubblico, che conosce la sua simpatia, non lo abbandona mai, ma c’è da dire che le barzellette, anche quelle più spiritose, alla lunga stancano se non ce ne sono di nuove da raccontare. Così il Grande Alfredo, a corto di idee, chiede aiuto proprio ai suoi sostenitori e chiede loro di inviargli delle barzellette. Ne riceverà moltissime e alcune talmente divertenti da scioglierlo, letteralmente, dalle risate: tutti i terribili nodi causati dalle ferite svanisco risata dopo risata, non importa quanto intricati siano.

Di Spider (Daniele Melani) sono sia le illustrazioni che il testo di questo splendido albo. L’unico suo, trascurabile, neo, specchio di una tendenza comune a molti altri, è la mancanza di un dialogo che sia profondo tra testo e illustrazione. E non nel senso cui eravamo abituati, cioè a scapito delle illustrazioni. È come se ci si trovasse ad assistere a una conversazione tra una novella sposa e la suocera: il tono è educato e misurato ma manca della profondità conferita allo scambio dalla spontaneità. Questo avviene perché Spider si fa portatore di un, a mio parere, giusto principio: il voler restituire alle illustrazioni il senso comunicativo e narrativo che effettivamente è loro proprio. Troppo spesso si guardano di sfuggita, troppo spesso si considerano un corollario al testo che riveste invece un ruolo significativo e significante. In questo tentativo di fiera rivalsa, però, si legge un certo senso di vendetta nei confronti delle parole, un sottile gusto a sottolinearne il loro essere, per questa volta, marginali. Largo quindi ai colori e ai sorrisi.

spider_grande_alfredo_copertina1Titolo: Il Grande Alfredo
Autore: Spider
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2010,  48 pp., 15,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Il Grande Alfredo sta ancora raccogliendo barzellette; se ne conoscete qualcuna e volete inviargliela, questo è il suo indirizzo: ilgrandealfredo@gmail.com, per contraccambiare vi invierà quella che l’ha fatto guarire dal ridere.