I libri delle stagioni di Rotraut Susanne Berner

Autunno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner - 2018, Topipittori

È inutile, se tra tutti i protagonisti di un libro c’è un corvo, io lo seguo.

Autunno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner - 2018, Topipittori
Autunno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner – 2018, Topipittori

E ne I libri delle stagioni di Rotraut Susanne Berner, sia d’autunno che d’inverno ce n’è uno, che tra il brulicare di personaggi subito m’appare e conquista. E allora è d’obbligo per me seguirne le vicende, che nella mia scelta “stagionale” e non cronologica (il primo edito dei due è stato Inverno) cominciano in Autunno, sulla punta del tetto di una casa a tre piani. Il corvo in alto guarda al cielo, subito in basso una gabbia cui sembra aver, per sua fortuna, rinunciato, o dalla quale è sfuggito grazie alla dimenticanza di qualcuno, e gli incipit cominciano a moltiplicarsi, lasciando spazio a prequel di natura completamente differente, l’uno drammatico, l’altro avventuroso. In alto il cielo, dicevo, e nel cielo uno stormo d’anatre bianche, in fila, a seguire il vento.

<em>Autunno. I libri delle stagioni</em>, di Rotraut Susanne Berner - 2018, Topipittori
Autunno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner – 2018, Topipittori

Il nostro le guarda di uno sguardo a mezza strada tra chi anela e chi teme (e qui non so perché mi torna in mente un verso dei Pink Floyd: l’invidia è il legame tra chi spera e chi è dannato, per chi volesse ascoltarla mentre segue le avventure del corvo “Green is the Colour”, 1969). Le guarda, insomma, e per qualche istante si sente Mårten, l’oca di Nils Holgersson, e, stanco del suo domestico vivere quotidiano, si libra in volo per raggiungere le sue instancabili ed eleganti simili.

Sempre con l’occhio teso e anelante le raggiunge e, sia per modestia, sia per apertura alare, le segue un po’ discosto. Quando nella terza scena stanno ormai sorvolando il pieno della città, il nostro eroe fa i conti con la realtà e con il suo istinto. Mostra alle lontane parenti che con le grandi distanze non c’è gara, ma sugli scatti è capace di dar loro una pista, le supera e si lancia in picchiata.

Certamente c’è qualcuno in pericolo; sta andando a salvarlo. E invece no, con estremo disappunto mi accorgo di come certi istinti primordiali possano far dimenticare anche il più alto ideale, vale a dire la libertà: Il nostro ha appena sgraffignato un pezzo di formaggio dal piatto di un ragazzo che non può far altro se non allargare le braccia attonito.

Il corvo è ora appollaiato su un muretto e ascolta le lusinghe di una volpe. Le anatre intanto proseguono il loro volo. “Lasciale perdere quelle lì, sapranno anche volare in formazione ma non hanno una voce bella come la tua!”.

“Certo che no!”, avrà risposto beandosi il corvo, perdendo il formaggio, perché la volpe, infine, va via soddisfatta mentre lui mestamente fruga tra l’immondizia in cerca di un boccone.

Intanto soffia il vento e spoglia di tutte le foglie l’albero che maestoso si staglia sulla collina e che è portavoce del passare del tempo e delle stagioni e centro della città in cui ogni cosa si svolge.

<em>Inverno. I libri delle stagioni</em>, di Rotraut Susanne Berner - 2018, Topipittori
Inverno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner – 2018, Topipittori

Il corvo è ancora lì, tra i rami, in compagnia di un pappagallo, un gufo, uno scoiattolo, un passero, un picchio e un gatto. Sorridono tutti, sulla copertina dell’Inverno, tranne una bimba dalla lunga treccia, che le anatre bianche, tanto eleganti in volo, si rivelano oche  dispettose sul prato, le stanno strattonando, e il pupazzo di neve, che pervaso dalla magia dello straordinario del quotidiano, sembra animarsi e volge uno sguardo perplesso alla scena.

Ad aprirlo ci ritroviamo nella stessa città che avevamo imparato a conoscere in Autunno, e le storie da raccontare sono sempre tantissime: ci sono genitori e figli, tipi sportivi in motocicletta, ginnasti in tuta e baffoni, musicisti, innamorati, portafogli smarriti da recuperare.

Il paesaggio è innevato, il lago ghiacciato, la natura è immobile mentre tutt’attorno il resto brulica, di sensazioni, di avventure, di piccoli accidenti quotidiani che tingono ogni cosa di magia. E il nostro corvo? Beh, lui naturalmente c’è ma forse ha imparato qualche lezione e si limita a far da spettatore, appollaiato ora su un tetto, ora su una staccionata, ora su un albero. Io credo alla ricerca di un pezzo di formaggio da sgraffignare.

Ogni tavola è molto ampia si svolge su doppia pagina e, aiutata dal grande formato, risulta chiara in ogni più piccolo dettaglio. Le scene ricordano i diorama; c’è un elemento, la strada, che si sovrappone in primo piano a un recinto, un marciapiede, che a sua volta lascia il passo a una costruzione e così via in una zoommata prospettica che arriva fino all’orizzonte, in cui si incontra il cielo.

Sono tra i miei prediletti i Wimmelbuch. Su queste pagine ne ho parlato in diverse occasioni. Qui Thé Tjong-Khing e l’arte di raccontare per immagini e qui Un giorno nella vita di tutti i giorni. Credo non dovrebbero mai mancare in casa, che dovrebbero essere posti in un luogo accessibile ai bambini e che siano occasione di fantasticherie libere e appassionanti.

 

Titolo: Inverno. I libri delle stagioni; Autunno. I libri delle stagioni
Autore: Rotraut Susanne Berner
Editore: Topipittori
Dati: 2018, 14 pp., 16,00 €

Li trovate entrambi tra i nostri scaffali in libreria, Il Giardino Incartato, via del Pigneto 180, Roma

L’estate delle cicale

C’è un ciliegio. Frutti profumati e rossi. Ci sono due bambini e il canto, assai dolce, delle cicale. Ci sono colori vividi senza esser netti. Prospettive che si sovrappongono; ci sono dettagli in primo piano che rubano la scena agli accidenti centrali. Ci sono gli occhi dei bambini che raccontano, quasi più delle parole, di avventure, di amicizia, del tempo. C’è una storia che finisce così:

Quell’estate, Marta e Tito giocarono e giocarono.
Ai pirati,
ai naufraghi,
ai marinai.
Una sera, seduti vicini, con le gambe a penzoloni
sulla loro casa di legno, si fecero una promessa:
“Saremo amici per sempre”.

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L’estate delle cicale, Janna Carioli, Sonia Maria Luce Possentini – 2016, Bacchilega Junior

I due bambini hanno costruito una casa sull’albero che immaginano però in movimento. La quiete e la stasi di una casa sull’albero si fa nave in balia di onde, nave che domina o soccombe alla tempesta. Che poi è lo stesso meccanismo del sogno: un desiderio che prende forma, quello dei bambini di costruire un rifugio sull’albero, è il cuscino su cui i due amici chiudono gli occhi (o li tengono ben aperti) per immaginare grandi avventure, seduti, gambe penzoloni.

Quando si passa all’azione i bimbi giocano e giocano, e giocando litigano, e litigando si allontanano, dimenticandone il motivo, lievemente, come accade coi sogni.

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L’estate delle cicale, Janna Carioli, Sonia Maria Luce Possentini – 2016, Bacchilega Junior

Come tutto ciò che resta abbandonato da chi per primo l’ha usato, altri potrebbero trovarlo utile, sfruttandone qualità nascoste o scoprendovi esattamente ciò che gli è necessario. Così come accade con l’amore. E così come accade alla casa sull’albero. Con le stagioni si susseguono nuovi abitanti: i gabbiani d’autunno, gli scoiattoli d’inverno, il merlo in primavera. Diversi gabbiani, scoiattoli, merli per diversi autunni, inverni, primavere. Fino a un’estate in cui le ciliege dell’albero maturano particolarmente profumate e rosse. Nessun occhio avrebbe potuto resister loro, nessun naso al loro profumo. Tantomeno gli occhi e il naso di una bambina, che, frugando tra le fronde fitte e ricche, trova il frutto e lo scrigno di un sogno: una casa, “solida e magnifica”.

L’estate delle cicale, Janna Carioli, Sonia Maria Luce Possentini - 2016, Bacchilega Junior
L’estate delle cicale, Janna Carioli, Sonia Maria Luce Possentini – 2016, Bacchilega Junior

Un po’ scoiattolo Marta, questo il nome della bambina, arreda la sua casa, e un po’ merlo, un altro bambino, Tito, a sua insaputa la riempie di frutti. Insieme, amici, si libreranno come gabbiani sul lago dalla casa sull’albero.

51l4uidf-ql-_sx373_bo1204203200_Titolo: L’estate delle cicale
Autore: Janna Carioli, Sonia MariaLuce Possentini
Editore: Bacchilega Junior
Dati: 2016, 40 pp., 16,00 €

Il sogno delle stagioni (o dei viaggi)

Il sogno delle stagioni, Arianna Papini - 2014, Donzelli
Il sogno delle stagioni, Arianna Papini – 2014, Donzelli

In questo sogno che si fa albo illustrato, Arianna Papini compie un gesto surreale e spiazzante: fa del tempo un luogo. Tramuta lo scorrere del tempo in un piano fermo e visivo, piuttosto immobile, ogni volta differente, quattro volte identico a sé stesso.

Il viaggio prende le mosse da delle domande rivolte da due bimbi alla mamma. Le domande sono universali, sono tra le più caratteristiche e sornione pescate nel cesto del “Tutto fuorché dormire”. Chi decide se domani nevica? Perché passa il tempo? Perché c’è l’inverno?

Il sogno delle stagioni, Arianna Papini - 2014, Donzelli
Il sogno delle stagioni, Arianna Papini – 2014, Donzelli

Ebbene, la risposta a queste domande c’è ed è poetica, intensa, trasuda smarrimento e poi saggezza. Ce la danno Landù dalle gambette magre, il vecchio del mare,  l’uccellino dal fischio d’autunno e la manta che vola sott’acqua. C’è un posto di foglie croccanti e terra castana, il paese dell’autunno per sempre; una costa d’argento, un posto di ghiaccio e neve; un altro di bronzo, ricchissima di fruscii di foglie, insetti svolazzanti e lievi, fragrante di pane: il posto della Primavera per sempre; una terra della vacanza, regno del sonnellino e delle insolazioni. Ciascuno di essi bellissimo, ciascuno di essi per sempre.

Nulla è più piacevole se non si conosce la contropartita. Nulla basta in eterno se è per sempre, anche la dolcezza dell’Estate, l’inebriante profumo dell’Autunno, il pizzicorio leggero dell’Inverno, la leggerezza della Primavera. Il vecchio del mare troverà il giusto equilibrio: «In un anno vivono dodici mesi, se ogni tre mesi ci sposteremo, ogni Paese per sempre sarà un Paese per un po’ e non ci annoieremo mai più. I nostri viaggi li chiameremo stagioni e ci ricorderanno che il tempo trascorre, perché dopo avremo imparato una cosa in più».

Il sogno delle stagioni, Arianna Papini - 2014, Donzelli
Il sogno delle stagioni, Arianna Papini – 2014, Donzelli

Le tinte che la Papini sceglie per colorare la storia sono poco invasive, intense, persistenti. L’uso di textures e patterns come sempre sapiente, raffinato. Un po’ dell’Estate partecipa all’Autunno, tracce dell’Autunno si intrufolano nell’Inverno in cammei dissonanti e ricchi. E strisce sottili d’Inverno rinvengono a nuova vita nella Primavera che li contiene tutti per poter poi ricominciare.

il sogno delle stagioni copTitolo: Il sogno delle stagioni
Autore: Arianna Papini
Editore: Donzelli
Dati: 2014, 42 pp., 22,00 €

 

I frutti della terra

Sono quaranta i frutti della terra illustrati e raccontati deliziosamente in questo libro edito da Gallucci. Di Florance Guiraud e Judith Nouvion I frutti della terra è enciclopedico alla maniera illuminista: sulla pagina di destra i frutti (e le verdure così come gli ortaggi) sono rappresentati così come raccolti; sollevando l’aletta scopriamo anche come sono al loro interno, grazie alla resa vivida dei dettagli e all’ampio spazio dedicato al loro ritratto ad acrilico, penna e inchiostro.I frutti della terra - Judith Nouvion

Sulla pagina di sinistra prima tutte le informazioni relative al frutto: la sua grandezza, il periodo di raccolta, il luogo in cui maggiormente si produce; poi un riquadro “per saperne di più” cui s’affianca anche una galleria di immagini delle diverse varietà e uno specchietto grazie al quale scopriamo la sua origine, e poi le curiosità: i modi di dire, le fiabe, gli aneddoti a volte umoristici a volte poetici.

Potrete chiedervi per esempio se la zucca sia più popolare grazie a Cenerentola o ad Halloween, mentre scoprite le decine di semi al suo interno riflettendo sul senso dell’avere sale in zucca. Così come scoprirete da quanto tempo si consumano i piselli e da dove essi provengano, oltre, naturalmente, a ripensare alla principessa così delicata da avvertirne la presenza sotto strati e strati di materassi.

I frutti della terra - Judith Nouvion

Florence Guiraud è nata e cresciuta in campagna, in un piccolo paesino vicono Tolosa. Tra i suoi ricordi d’infanzia ci sono il colore e il sapore dei pomodori che si coltivano in quella zona e questo si percepisce vivamente, giacché i suoi frutti della terra sembrano freschi, appena raccolti.

A proposito di pomodori, lo sapevate che il pomodoro non è una verdura bensì un frutto?

Titolo: I frutti della terra
Autore: Florence Guiraud, Judith Nouvion
Editore: Gallucci
Dati: 2012, 85 pp., 22,00 €
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Ecco dei frutti, dei fiori, foglie e rami

Primavera, estate, autunno, inverno, Pittau&Gervais – Topipittori
Primavera, estate, autunno, inverno, Pittau&Gervais – Topipittori
Primavera, estate, autunno, inverno, Pittau&Gervais – Topipittori

Immagino un dolce tintinnio di triangolo, lo immagino lieve sotto il tocco, all’uso medioevale, di un angelo. Tin, vibra e si scuote; tin, risuona nell’aria; e ogni tin diffonde un suono. Diffonde un odore, un colore. Un tintinnio ogni aletta che si alza, un tintinnio dolce ogni volta che un animale fa la sua comparsa, ogni volta che un frutto svela il proprio morbido cuore.

Un fiore rosa sbocciato e fresco ci invita a voltar pagina e scoprire la Primavera: un uovo dal quale a spostare l’aletta nasce un pulcino; un fiore di ciliegio bianco che a sollevare l’aletta diviene frutto rosso; un tarassaco giallo e arancione che grazie alla brezza del nostro voltar l’aletta diffonde attorno a noi i suoi pappi trasparenti e morbidi.

Il fiore rosa da poco sbocciato diviene frutto: arriva l’Estate e la coccinella che dispiega le ali svela il cuore succoso della pesca con il suo ruvido nocciolo e, mentre un pomodoro si rivela fedele alla sua buccia vermiglia, il fico viola scuro disvela la propria polpa rosata.

Le foglie s’ingialliscono, le tracce delle scorpacciate estive dei bruchi rimangono a testimoniare la stagione appena trascorsa e invitano a scoprire l’Autunno coi suoi marroni morbidi, gli arancioni e i gialli pieni. Le lepri drizzano le orecchie e ci guardano fisso: cos’è stato quel fruscio? Si chiede mamma lepre. Niente paura, siamo solo noi che voltiamo un’aletta perché intuiamo che dietro alla foglia verde si nasconda il colore che prediligiamo: il rosso bruno.

Primavera, estate, autunno, inverno, Pittau&Gervais - Topipittori
Primavera, estate, autunno, inverno, Pittau&Gervais – Topipittori

Il ramo è ormai spoglio, la corteccia si è irruvidita ed è pronta a indicarci la via dell’inverno. Un pettirosso freme nell’attesa che la pigna liberi i suoi pinoli mentre l’ermellino s’allunga sinuoso a mostrarci, fiero, il suo mantello bianco.

È un gioiello prezioso questo Primavera, estate, autunno e inverno della coppia Pittau & Gervais. Un gioiello prezioso adatto anche ai bambini piccolissimi vista l’edizione studiata e pratica (con spirale) di Topipittori; io lo proporrei senza dubbio anche ai bimbi di 2 anni i quali manifestano un’atavica curiosità per le forme e i colori di cui questo albo abbonda. I bimbi più grandicelli, 3 anni, solleveranno le alette stupiti e rapiti e vorranno condividere le scoperte magnifiche che si celano dietro alla semplicità. I bimbi in età scolare avranno un approccio più scientifico avallato dalla cura e dalla precisione che fanno delle illustrazioni un ritratto fedele di quanto offra la natura.

L’idea esplicitata sin dal titolo è quella del rappresentare il ciclo delle stagioni sebbene pagina dopo pagina, aletta dopo aletta, tintinnio di stupore e curiosità dopo tintinnio si avrà un’idea ben precisa di come la natura si trasformi e modifichi. Le illustrazioni sono sobrie e intelligenti, l’edizione splendida: il grande formato invita a sfogliare le belle pagine patinate a sfondo bianco, i flap robusti ben s’adattano all’apri e chiudi dei bimbi così come resistono all’uso anche le mezze pagine che si prestano alla funzione doppia cui sono destinate. Un pop up sui generis, mai chiassoso, piuttosto elegante.

[Le parole che danno titolo a questa recensione sono un verso di Paul Verlaine, Green, che compare anche in apertura del libro]

stagioni-copTitolo: Primavera, estate, autunno, inverno
Autore: Pittau & Gervais
Editore: Topipittori
Dati: 2011, 120 pp., 25,00 €

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Scale segrete e topolini industriosi nelle parole e nei tratti di Jill Barklem

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Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie Jill Barklem – Einaudi El

Tutti gli otto racconti raccolti in questo volume (Le quattro stagioni di Boscodirovo e altri racconti) sono popolati di topolini che, attraverso le loro piccole avventure, ci parlano di valori, sentimenti ed emozioni universali. Sono favole fantastiche in cui è facile scorgere l’amore, l’amicizia, la curiosità e lo spirito d’avventura e scoperta come motori delle azioni dei personaggi. E in cui è altrettanto semplice ritrovare sé stessi o qualcuno dei desideri o dei piaceri tanto umani quali il dolce profumo di una marmellata appena preparata o il brivido della scoperta di un luogo antico e segreto.

Spesso accade, nella storia della letteratura, che siano gli animali ad essere protagonisti e eroi delle storie: i protagonisti di storie avvincenti e avventurose o anche semplicemente gli eroi di piccoli accidenti quotidiani. I grandi autori, come Beatrix Potter, per citarne uno cui certamente Jill Barklem si è ispirata e per l’attenzione ai dettagli e ai colori e per quell’attitudine alla narrazione densa di rimandi e precisa, fedele alla natura; o Kenneth Grahame per la scelta dei colori e la trasparente, morbida, eleganza del tratto, sono capaci di raccontarci fiabe universali catturando e rielaborando, come nei sogni, frammenti di realtà.

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Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie Jill Barklem – Einaudi El

Una realtà, quella di Boscodirovo, in cui dei topolini indossano calzoncini colorati, come noi esseri umani, mangiano in scodelle di ceramica, dialogano tra loro, ma soprattutto provano i nostri stessi sentimenti: si amano, si proteggono a vicenda, si preoccupano per il proprio futuro, commettono marachelle, si organizzano. Sono topetti spesso indaffarati ma anche capaci di divertirsi, specie in occasione di importanti ricorrenze quali la festa della primavera o il Natale.

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Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie Jill Barklem – Einaudi El

Boscodirovo si trova sull’altra riva del ruscello, tra i campi. Se qualche bimbo munito di intraprendenza riuscisse ad arrivarci non tarderebbe a scorgere tra le radici aggrovigliate minuscoli caminetti fumanti, ripide scalette che risalgono i tronchi degli alberi, porticine di legno massiccio. Accade quindi molto di frequente che, passeggiando per questi luoghi, ci si trovi inconsapevolmente a sedersi sull’uscio di case altrui senza nemmeno averne idea. Se dopo una passeggiata sull’altra riva del ruscello, per esempio, a qualche bambino venisse voglia di leggere un po’ all’ombra di una quercia, farebbe bene a controllare che non stia schiacciando, con il suo zainetto della merenda, il carrettino con le provviste per la marmellata della signora Farinelli, o la valigia con gli attrezzi nautici di Polverino.

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Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie Jill Barklem – Einaudi El

Ogni mora, ogni fiore è reso nel più piccolo dettaglio, ogni foglia è al suo posto nella stagione giusta, ogni passetto dei topolini commisurato alle loro zampette. Cuffiette di trine, bei giochi di legno, caminetti scoppiettanti: interni ed esterni sono resi con la stessa cura e la stessa attenzione, attenzione ai dettagli che torna anche nella narrazione. Ne consegue un testo armonioso ma di non facile lettura per i bimbi molto piccoli. L’ascolto, per loro, è la scelta ideale, perché alla voce narrante assoceranno le illustrazioni e in esse ritroveranno ogni incanto, ogni dolce cura. Ideale nel suo complesso, invece, per i bambini capaci di cimentarsi in letture non sciatte giacché essi ritroveranno nelle storie di Boscodirovo, l’autenticità della narrazione che, in linea con le opere classiche, non è fine a se stessa, non si parla addosso e non si nutre di espedienti. Una lettura allegra, coinvolgente, senza dubbio arricchente.

copertina_boscodirovo1Titolo: Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie 
Autore: Jill Barklem
Editore: Edizioni EL
Dati: 2009, 248 pp., 22,50 €

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