Costruttori di stelle

Costruttori di stelle è un Silent book il cui tono iniziale è tutto giocato sui toni del grigio, è come se ogni cosa fosse coperta da una patina di vecchio, di polvere e di cenere; è come se la luna e le stelle si fossero spente e il loro stesso calore, che si intuisce un tempo sfavillante, le abbia tinteggiate di ombra. C’è il grigio nebbioso della Luna, di uno spicchio di luna, e il giallo opaco di una serie di stelle che appaiono abbandonate, decadenti, appuntate su un manto di cielo plumbeo, sul quale si staglia il titolo dell’albo, che si mostra sfocato, restituendo le parole come farebbe un neon quasi esausto.

Costruttori di stelle, di Soojin Kwak - 2019, Carthusia edizioni
Costruttori di stelle, di Soojin Kwak – 2019, Carthusia edizioni

Un camion, che ha tutto l’aspetto di un camion della nettezza urbana, si sposta su una strada il cui margine è fatto di pochi alberi sottili. Dal suo carico buio e scuro si perdono, cadendo, 3 stelle. In realtà alla guida di quel camion c’è una donna sorridente, che apre la lettura a qualcosa di molto diverso da un contesto cupo. Si ritrova lo stesso volto sereno in un ufficio durante una riunione. Ci si concentra attorno al progetto di una stella il cui prototipo sta ben custodito in una teca e fa da ispirazione ed esempio.

Costruttori di stelle, di Soojin Kwak - 2019, Carthusia edizioni
Costruttori di stelle, di Soojin Kwak – 2019, Carthusia edizioni

Una fabbrica di stelle che svela passo passo, e per la prima volta, le loro origini meccaniche. Un albo dallo sguardo che ha una diversa prospettiva in cui, per una volta, il progresso e la scienza umana sembrano aggiustare piuttosto che guastare, in un tempo che sembra fatto di materia onirica, di desideri intensi, di ombra e poi di luce.

Costruttori di stelle di Soojin Kwak è il libro vincitore del Silent Book Contest 2019 – Gianni de Conno Award, primo concorso internazionale dedicato i libri senza parole. Soojin Kwak è un’illustratrice nata in Sud Corea e cresciuta in una famiglia numerosa, oggi vive a Seoul, città che ama anche per la sua complessità; le sue illustrazioni sono realizzate con pittura digitale e texture. Questo è il suo primo libro.

copertina.jpgTitolo: Costruttori di stelle
Autore: Soojin Kwak
Editore: Carthusia
Dati: 2019, 19,90 €

Come trovare una stella

È il primo libro di Oliver Jeffers, Come trovare una stella. La curiosità per me, oltre a quella ovvia che accompagna la lettura di ogni storia, era di scoprire come fosse allora (era il 2004); proprio come sfogliando un album fotografico: guarda come portavo i capelli! Ma quel vestito? Fantastico!

Ecco, con quella stessa curiosità, solo che volta ad altro: l’uso dei colori, la linearità del tratto, il tocco sorprendente  cui sempre ci ha abituati. Ecco, cercavo tutto questo assieme e l’ho trovato, senza che il mio naso si storcesse nemmeno una volta come avrebbe fatto (e fa) alla vista di capelli cotonati e casacche di pile informi. Peraltro, se siete curiosi come me, trovate su The Guardian la storia di come Jeffers ha realizzato Come trovare una stella raccontata per immagini.

C’era una volta un bimbo… e quel bimbo amava MOLTISSIMO le stelle.

Come trovare una stella, di Oliver Jeffers - Zoolibri 2017
Come trovare una stella, di Oliver Jeffers – Zoolibri 2017 (dett.)

È piccino ma la sua ombra si sdraia sull’erba con la stessa imponenza di quelle degli alberi. A braccia incrociate dietro alla maglietta bianca a righe rosse o rossa a righe bianche. Essenziale nelle linee, acuto e rapito nello sguardo tutto volto al cielo della notte, a rimirar le stelle.

Le guardava dai campi, le guardava dalla finestra, e una cosa sola desiderava: poterne avere una tutta per sé. E Desiderando fantasticava di passeggiate sulla spiaggia, di giochi da fare assieme. Così decise di aspettare di trovarne una e mette in atto un piano d’azione fatto di decisione e pazienza, tanta pazienza.

Come trovare una stella, di Oliver Jeffers - Zoolibri 2017
Come trovare una stella, di Oliver Jeffers – Zoolibri 2017
Come trovare una stella, di Oliver Jeffers - Zoolibri 2017
Come trovare una stella, di Oliver Jeffers – Zoolibri 2017

Sul prato, circondato dagli alberi, le lancette dell’orologio si spostano e con esse la più grande stella, giocando con le ombre di alberi e bambino, prima lunghe, poi un po’ meno, poi tutte raccolte su se stesse, e segnando il tempo. Ma di stelle, no, di quelle nemmeno l’ombra.

Come trovare una stella, di Oliver Jeffers - Zoolibri 2017
Come trovare una stella, di Oliver Jeffers – Zoolibri 2017

Pensa e ripensa questo bimbo dalle passioni belle e ostinate, ma non trova una soluzione utile a realizzare il suo proposito. E infine uno straordinario, bellissimo accidente mette assieme le coordinate di caso, desiderio e fantasia.

Il bimbo aveva trovato una stella. Una stella PROPRIO TUTTA SUA.

Titolo: Come trovare una stella
Autore: Oliver Jeffers
Editore: Zoolibri
Dati: 2017, 40 pp, 16,00 €

 

Una costellazione nata da un sogno

Brillano al buio le stelle di “Un grande sogno”.
Basta spegnere le luci e il gioco è fatto: decine di stelle brillanti popoleranno la copertina e le pagine di questa storia.

Con “Un grande sogno”, Felipe Ugalde si è aggiudicato il “Premio internazionale Compostela per albi illustrati” e se ne comprende il motivo sin dalle prime battute. “Era un piccoletto con grandi sogni”; si tratta di un coccodrillo, quello appartenente alla tradizione della mitologia Maya, che simboleggia la naturale tendenza degli esseri umani a tentare di lasciare un segno su questa terra, divenire memorabili, addirittura trasformarsi in stelle.

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Un grande sogno Felipe Ugalde – Kalandraka

A volte si cerca di raggiungere questo scopo divorando tutto ciò che si incontra lungo il nostro cammino, proprio come fa il coccodrillo protagonista di questa storia, noncuranti delle conseguenze, della giustezza o meno delle nostre azioni.
Si prova, si va a tentoni; nel dubbio si ingurgita tutto quanto possibile, metaforicamente, senza sapere né verso cosa si va, né come riuscire a ottenerlo. Si cresce.

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Un grande sogno Felipe Ugalde – Kalandraka

Felipe Ugalde (Messico, 1962) con i suoi acrilici dai colori morbidi e soffusi affronta il difficile tema delle manie di grandezza con leggerezza. Un coccodrillo che non riesce a darsi dei limiti ma che, per assurdo, suscita tenerezza ed empatia. I suoi goffi tentativi di divorare il mondo sembrano destinati a fallire, e invece dopo numerose svolte e disavventure, il coccodrillo riesce nel suo intento fino a diventare esso stesso parte integrante dell’universo. Ma come ci riesce?
Le pagine tinteggiate di verde, per la terra, e di blu, per il cielo, si susseguono ritmicamente e, lievemente, quasi senza darlo a vedere, ci accompagnano attraverso tradizioni mitologiche antichissime, ci guidano con metafore elaborate e coerenti lungo una strada che, molti, specie i bambini, si ritrovano a percorrere.

“Era un piccoletto […] ansioso di crescere, di diventare grande, di essere un che… non passa inosservato”.

Albo ricchissimo di elementi simbolici contiene anche gli strumenti (delle stelle fosforescenti adesive) per giocare a creare luminose costellazioni sul soffitto di casa.

9191xhtoilTitolo: Un grande sogno
Autore: Felipe Ugalde
Editore: Kalandraka Italia
Dati: 2009, 40 pp., € 15,00

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Cosa ci raccontano le stelle? Intervista a Margherita Hack

Tra le tante domande poste a Margherita Hack da Federico Taddia forse quella che dà il titolo al libro è la più buffa e la più strampalata: “Perché le stelle non ci cadono in testa?”; è una domanda assurda, sì, la stessa Margherita Hack a Mantova (durante il Festival della Letteratura) l’ha riproposta come esempio di stramberia da parte del suo intervistatore (nonché ideatore di  “Teste toste”, la prima rassegna di lezioni universitarie per un pubblico di “under 12”) Federico Taddia; però, in effetti, ha ragione Federico: ma perché le stelle se ne stanno appuntate nel cielo e, nonostante siano così grandi, così potenti, così calde e così pesanti, non cadono giù? Da  bambina me lo sono chiesta anch’io in diverse occasioni (specie durante la notte di San Lorenzo…), e oggi la ragione saprei spiegarla ma solo per sommi capi, per questo sorridendo (e dissimulando dinanzi ai bambini che, libro alla mano, sapevano già la risposta e gongolavano) all’affermazione divertita della scienziata ho teso le orecchie in attesa della risposta, che è arrivata chiara e semplice, breve, diretta, simpatica e scientifica.stelle_hack11

Tutte queste qualità assieme si ritrovano nel libro e si alternano a domande buffe, irriverenti, svelando misteri all’apparenza incomprensibili, curiosità da sgranar gli occhi; suggerendo un’attitudine, quella alla curiosità, che tutto tiene assieme e tutto nutre.

Ci sono altre forme di vita intelligenti nell’universo? E, se sì, perché non andiamo a cercarle? Margherita Hack risponde che certamente ce ne sono ma si fa tanta fatica a trovare forme di vita intelligenti sulla terra, perché sprecare le nostre energie a cercarle altrove?

La simpatia della scienziata si mescola in maniera armonica con quella del giornalista e il risultato è un libro divertente e ironico da leggere tutto d’un fiato nell’ordine proposto o da spulciare alla ricerca delle domande che avremmo sempre voluto fare e alle quali pochi potevano dare delle risposte. Troviamo che la più poetica sia: “Che cosa raccontano di bello le stelle?”, lascio a voi il piacere di scoprirlo.

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Intanto ecco le domande che abbiamo rivolto noi a Margherita Hack:

D: Lei ha scritto un libro di scienza destinato a piccoli lettori. Ci racconta quali fossero le sue letture da bambina? Ha mai ascoltato qualche fiaba sulle stelle o “scientifica”?
R: Da bambina leggevo Pinocchio, che è il libro su cui ho imparato a leggere, poi parecchi libri di novelle  e  una serie di racconti su avventure di animali, che amavo (e amo) molto, e quando ero un po’ più grande ero appassionata di libri di avventure, dopo Tarzan, quelli di Salgari, Verne e molti altri generalmente ambientati  fra selvaggi antropofagi.
D: Professoressa Hack, Lei ha una bella età e trasmette molta felicità e molto brio; qual è il consiglio che si sentirebbe di dare a un bambino se Le chiedesse la ricetta per essere felici?
R: Non lo so, dipenderà dal  mio DNA; son di carattere ottimista, forse dipenderà dall’avere avuto un’infanzia felice e libera, un compagno con cui ci siamo sempre capiti bene (ormai da più di 67 anni) dal non desiderare quello che sai che è impossibile avere, dall’avere ideali di libertà e giustizia.
D: Nell’ultimo secolo la fisica ha scoperto e spiegato cose inimmaginabili. È possibile che un giorno si venga a conoscenza di un nesso che metta in contatto i due campi finora inconciliabili della scienza e della spiritualità?
R: Non credo che siano inconciliabili. Tutti gli esseri umani sono fatti di ragione e sentimenti.  La scienza si basa sugli esperimenti e sulle osservazioni da cui cerca di trarre le leggi generali che regolano il mondo; la spiritualità, per uno come me che non crede a Dio, all’anima, all’ al di là,  sta nella capacità  di amare e comprendere gli altri- uomini e animali- “di  non fare agli altri  quello che non vorresti  fosse fatto a te”.

hack_tt_cop_300dpi1Titolo: Perché le stelle non ci cadono in testa? E tante altre domande sull’astronomia
Autore: Margherita Hack, Federico Taddia
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2010, 96 pp., 11.90 €