Dalla parte dei lupi

Quando sarò grande, Jean Leroy, Matthieu Maudet - Babalibri 2015

Ascoltare le gare dialettiche tra bambini al parco è attività piuttosto divertente. Gli argomenti di solito sono: qualità proprie, qualità dei propri genitori, quel che si farà da grandi.

I bambini dei nostri parchi non hanno pensieri, per cui mirano in alto, a far gli astronauti, a fare il Papa, a far l’esploratore nel Giurassico. I piccoli protagonisti di Quando sarò grande, invece, hanno dei brutti retropensieri con cui fare i conti. Mentre giocano, armeggiando con rastrelli e sassolini, pianificano un futuro che è volto a rassicurare il presente: la piccolina col cappuccetto rosso, per esempio, da grande vuol fare il pompiere; uno dei tre rosei fratellini da grande vuol fare il poliziotto; un altro il mago. Per annaffiare il lupo una, per far sparire il lupo, l’altro. Uhm… non tutti i lupi sono cattivi però e pianificare o fantasticare sul proprio futuro in base a dei pregiudizi non va bene…

Quando sarò grande, Jean Leroy, Matthieu Maudet - Babalibri 2015
Quando sarò grande, Jean Leroy, Matthieu Maudet – Babalibri 2015

Povero lupacchiotto, seduto su una panchina a sbocconcellare un biscotto, singhiozza. E, come molti bimbi farebbero, reagisce con stizza: se proprio dobbiamo fare a chi da grande farà il lavoro migliore, allora lui da grande li mangerà tutti! Oh!

Quando sarò grande, Jean Leroy, Matthieu Maudet - Babalibri 2015
Quando sarò grande, Jean Leroy, Matthieu Maudet – Babalibri 2015

Non so voi, ma io sto con il lupo, Che con poche parole riesce a far rimanere di stucco il piccolo manipolo di bulletti. Selvaggio, deciso e fiero!

Ne consiglio la lettura a tutte le bambine e i bambini che abbiano letto Cappuccetto Rosso e I tre porcellini.

cop quando sarò grandeTitolo: Quando sarò grande
Autori: Jean Leroy, Matthieu Maudet
Traduttore: Federico Rocca
Editore: Babalibri
Dati: 2015, 26 pp., 11,00 €

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Una spiaggia magica che sfugge alla marea

“Che Spiaggia magica [di Crockett Johnson] sia riemerso e veda nuovamente la luce, è un vero miracolo.” (Dalla prefazione di Maurice Sendak)

Spiaggia magica, Crockett Johnson - 2013, Orecchio acerbo
Spiaggia magica, Crockett Johnson – 2013, Orecchio acerbo

È stato necessario che molto tempo passasse dal 1965 affinché editori capaci di vivere con levità sia nella realtà che nell’irrazionalità, raggiungendo un equilibrio che è sana attitudine, pubblicassero Spiaggia magica (che allora era Castle in the sand) con le tavole originali del suo autore. Orecchio acerbo ha avuto l’equilibrio, la sana attitudine, di munirsi di sabbia e dita e soprattutto della capacità di scrivere sulla sabbia “tavole autentiche e dall’indiscussa genialità”: ed ecco apparire la bellissima edizione italiana di Magic Beach di Crockett Johnson. Certo, il mio incedere potrebbe dar adito a un sospetto surrealismo. Non lo nego, faccio molta fatica in questo caso a distinguere le varie facce e i vari protagonisti di quest’opera: Crockett Johnson, l’autore; la storia narrata e i suoi due (tre, quattro) protagonisti; la casa editrice; Maurice Sendak che ne introduce la lettura; Elena Fantasia, che lo traduce; Philip Nel che ne firma la postfazione.

Spiaggia magica, Crockett Johnson - 2013, Orecchio acerbo
Spiaggia magica, Crockett Johnson – 2013, Orecchio acerbo

Crockett Johnson è l’autore di Harold e la matita viola, Maurice Sendak fu uno dei suoi più grandi sostenitori, nonché collaboratori. Partirei da qui, mi sembra sufficiente, per passare direttamente alla storia che è quella di un bambino e una bambina che su una spiaggia incantata (magia che potremmo ritrovare anche nella nostra, di spiaggia, quella familiare) scoprono il potere delle parole; si cimentano con la scrittura, creandole e associando ad esse una carica fortemente magica. In inglese il parallelo è molto più intuitivo e immediato Ann e Ben giocano e imparano a usare lo spell-ing e lo spell: ortografia e incantesimo.

Spiaggia magica, Crockett Johnson - 2013, Orecchio acerbo
Spiaggia magica, Crockett Johnson – 2013, Orecchio acerbo

“Non mi dispiacerebbe se fossimo in una storia” disse Ann. “Perché nelle storie le persone non vanno in giro tutto il giorno in cerca di una vecchia conchiglia. Succedono cose interessanti”.

“Nulla accade realmente in una storia” disse Ben “le storie sono parole. E le parole sono lettere. E le lettere sono diversi tipi di segni”.

Ann è portatrice di magia, la storia per lei è la possibilità di evadere da una realtà semplice e forse un po’ noiosa. Le parole che compongono la storia sono incantesimi. Ben è portatore, invece, della tecnica, della razionalità per cui la storia non è che un insieme di parole e via via all’indietro fino ai segni, semplici e lineari che le compongono. Entrambi, con i diversi approcci che li caratterizzano, hanno una qualità comune: il coraggio, lo stesso che ho tirato in ballo all’inizio di queste mie considerazioni, di vivere nel reale e nell’irreale allo stesso tempo. Lo sottolinea lo stesso Sendak che attribuisce a questo libro, così come alle altre opere di Crockett Johnson, l’aver “contribuito a cambiare il volto imbalsamato dell’editoria per ragazzi”.

Spiaggia magica, Crockett Johnson - 2013, Orecchio acerbo
Spiaggia magica, Crockett Johnson – 2013, Orecchio acerbo

Ben e Ann sono sulla spiaggia. Ann ha fame e anche Ben, considerato che scrive sulla sabbia “marmellata”. Un’onda leggera arriva a coprire e cancellare la scritta di Ben. Al suo posto però, non la luminescenza del sole sullo strato trasparente della risacca, non lo schiarirsi della sabbia mano a mano che l’acqua ritorna al suo mare, piuttosto un bel vassoio pieno di marmellata. Ben e Ann lo fissano perplessi: certe cose succedono solo nelle storie e nemmeno in tutti i tipi di storie… Ben allora scrive “pane”, la marmellata è piuttosto buona, e dopo aver ottenuto il pane, scrive anche latte, ed esso appare in due calici di cristallo.

Dopo un pic nic all’ombra di una quercia (meglio scrivere “quercia” piuttosto che “ombrellone”, l’ombra è più profumata), Ann suggerisce di scrivere “re”, e il re effettivamente compare. È un re malinconico, incompleto: non ha un regno, di conseguenza non regna su villaggi e foreste: ma i bambini sono capaci di evocare anch’esse. Il re si allontana a cavallo: “dovete lasciare questo regno”. I bambini non sono affatto d’accordo ma interviene la realtà. Interviene la marea a ricondurli, per mezzo di un breve viaggio, nei pressi di casa. La magia è scomparsa, ma c’è stata. Con essa sono scomparsi il re e il suo regno; rimane la consapevolezza di poter ricreare un’altra storia, rimangono le parole e la possibilità di scriverle sulla sabbia confondendo in maniera creativa incantesimi e ortografia.

Spiaggia magica, Crockett Johnson - 2013, Orecchio acerbo
Spiaggia magica, Crockett Johnson – 2013, Orecchio acerbo

Le illustrazioni raccontano sfruttando lo stesso processo: non spiegano, non indugiano in sterili suggerimenti. Si limitano, nella loro linearità d’inchiostro, a vivere nei segni con semplicità e coerenza, sfruttando la carica magica dell’immaginazione.

copertinaTitolo: Spiaggia magica
Autore: Crockett Johnson
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2013, 64 pp., 16,00

 

La pestifera Susanna, bimba semplice e straordinaria

Susanna è pestifera, Susanna è sveglia, Susanna è brillante, Susanna è una fucina di idee tutte volte a scansare punizioni e imposizioni, Susanna è una bambina, insomma, in tutto e per tutto, rassomigliante alle sue coetanee bambine, solo che lei è una bambina nata nel 1941 per mano di Martha Bertina che le ha dato corpo e forma e il piglio tipico dei bambini: decisa e impertinente, sorridente e buffa. Ricordano per molti versi altri bambini altrettanto pestiferi: Gian Burrasca o i fratelli Bibì e Bibò, Pippi Calzelunghe o Max e Moritz. Le avventure di Susanna, che si svolgono nello spazio di tre vignette con didascalia, sono semplici e sorprendenti al tempo stesso; il momento della doccia, quantomai ordinario, per esempio, diviene, grazie alla trovata di Susanna, straordinario e divertente. Il rito quantomai fastidioso del bacio allo zio barbuto si spezza in luogo di una irriverente trovata; la naturale tendenza di un lama a sputacchiare trova nella spontaneità di Susanna un’altrettanto naturale “vendetta”.

Martha Bertina - la pestifera Susanna

Martha Bertina - la pestifera Susanna

Il ritmo delle strisce si ripete con lo stesso tempo: la prima vignetta contestualizza e introduce l’argomento della storia, la seconda rappresenta il momento di “riflessione” e stallo, per concludersi con le trovate di Susanna, sempre spassose, spesso inattese.

Susanna è la protagonista incontrastata ma anche il cane Bello svolge la sua buffa parte in parte spalleggiando la sua padroncina in parte facendo da bersaglio nelle birichinate della bambina. La mamma e lo zio Eberardo invece, adulti imbrigliati nelle consuetudini e nelle buone maniere, sono spalle inconsapevoli e loro malgrado dei siparietti della pestifera piccola. Susanna è infatti una bambina molto consapevole del suo ruolo e dei suoi diritti di bambina, appunto, che, nonostante l’apparenza da monella è molto rispettosa degli altri in quanto sembra aver metabolizzato appieno il rispetto per se stessa.

Il tratto di Martha Bertina, scomparsa nel nulla o dimenticata dopo Susanna, ricorda quello che sarà pochissimi anni dopo di Crockett Johnson che lo riserverà, anch’egli, a bambini intelligenti e simpatici che sfuggono, come Susanna, a modelli e schemi tradizionali e che, come Susanna si riveleranno curiosi, un po’ cattivelli, molto coraggiosi e dediti alla scoperta e all’esplorazione: insomma dei normalissimi e straordinari bambini.

Barnaby 1948-Winter - Crockett JohnsonKatzenjammer Kids (Bibì e Bibò) - Knerr

Martha Bertina è nata a Francoforte nel 1897. Ha collaborato con diverse riviste come grafica e caricaturista. È stata una delle più apprezzate disegnatrici del dopoguerra in Germania.

Titolo: La pestifera Susanna
Autore: Martha Bertina
Editore: Beisler editore (Libri sciolti)
Dati: 2004, 60 pp., 12,00 €

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