Il sogno americano si infrange assieme alla letteratura edificante grazie a una bambino buono e a uno cattivo

Storia del bambino buono - Storia del bambino cattivo , Twain, Olmos - 2013 Logos edizioni
Storia del bambino buono – Storia del bambino cattivo , Twain, Olmos – 2013 Logos edizioni

Due grandi autori si muovono sullo stesso livello di interpretazione e danno luogo a due storie (o meglio tre) che, come prima cosa, mettono in evidenza quanto sia importante far pace con l’idea che bene e male, bontà e cattiveria, convivano in ciascuno di noi e adoperarsi, quindi, affinché trovino un equilibrio cosciente e scevro di ipocrisia.

La storia del Visconte dimezzato del quale la parte buona se ne va per campi e colline del tutto separata da quella cattiva, errante anch’essa ma per vie tutte sue, di Calvino ci è probabilmente più familiare, quella del secondo, dimezzata anch’essa ma in due parti distinte con due protagonisti speculari ma diversissimi, di  Twain, certamente un po’ meno, ma ancora per poco, spero. Si tratta della storia di un bambino buono, tanto innocentemente buono, e di un bambino cattivo, tanto coscientemente cattivo (Storia del bambino buono – Storia del bambino cattivo).

Storia del bambino buono - Storia del bambino cattivo , Twain, Olmos - 2013 Logos edizioni
Storia del bambino buono – Storia del bambino cattivo , Twain, Olmos – 2013 Logos edizioni

Incomincerei dal bambino cattivo che, assolutamente in linea con la storia, mi ha coinvolto molto più del bambino buono. Si chiama Jim e non è uno di quei monelli a noi familiari i quali, lo sappiamo, ne combinano di cotte e di crude ma alla fine, vuoi per crescita, vuoi a suon di schiaffoni, vuoi per qualche sfortunato, sfortunatissimo accidente, si ritrovano più o meno consapevolmente a concludere le loro storie buoni come giuggiole; davanti a Jim anche il più incorreggibile dei Tom Sawyer,  il più maleducato dei Gianburrasca se la darebbe a gambe levate, promettendo di fare ammenda per i guai combinati, presenti e futuri.

Jim è un bambino capace di fare dispetti crudeli, di rubare, di mostrarsi prepotente e irriconoscente quale è senza pagarne mai le conseguenze. “Questo Jim aveva una fortuna sfacciata – doveva essere quello il suo segreto. Non gli accadeva mai niente di male”. Sull’altro versante, in un contesto capovolto e capovolgendo contestualmente il libro, ecco Jacob. Buono, pio, disponibile e gentile, sempre alla ricerca di un modo nuovo per aiutare il prossimo, per raggiungere la perfezione del bambino modello. Però, “qualunque cosa facesse, questo bambino si metteva nei guai. Le stesse cose per cui i bambini dei libri venivano ricompensati per lui si rivelavano il peggiore degli affari”. E Twain non si ferma qui, porta i due bambini iperbolici verso due finali altrettanto iperbolici: il primo cresce e diventa un malvagio farabutto ricco e stimato da tutti, il secondo non cresce perché, prima che ne abbia la possibilità, muore. Il tutto non lesinando scene macabre, eventi crudeli. Si tratta di uno scherzo letterario, di una burla autoriale; non a caso non c’è una vera e propria trama, e i due protagonisti sono personaggi senza evoluzione, identici a sé stessi.

Storia del bambino buono - Storia del bambino cattivo , Twain, Olmos - 2013 Logos edizioni
Storia del bambino buono – Storia del bambino cattivo , Twain, Olmos – 2013 Logos edizioni

Ma questo è un libro del 1865; è partendo da qui che si scioglie sul nascere il dibattito che certamente si solleverebbe (e in me con me stessa ha naturalmente suscitato) se questo sia o meno un libro per bambini. Lo è o meglio, appunto, lo era nel suo contesto storico e sociale, nel contesto letterario americano infarcito e contaminato da libricini domenicali dai contenuti melensi ed edificanti. Sono questi i cardini su cui Twain si muove, oliati da un’ironia tagliente e senza filtri. Oggi io consiglierei la lettura di questi due racconti ai bambini di almeno 10 anni, capaci di riderci su senza farsi confondere o turbare dagli eventi, sebbene nessun bambino sia esente da empatia, a nessuna età.

Roger Olmos, infine, riserva all’ironia di Twain illustrazioni iperboliche anch’esse, surreali, sognanti. Evanescenti a tratti quelle che ritraggono Jacob, livide quelle dedicate a Jim. Olmos forza le prospettive, crea alberi dall’unico frutto, indugia sui dettagli per poi dar loro spazi macroscopici, traslando nella realtà concreta dell’illustrazione quella irreale dell’incubo.

copertina bambino cattivocopertina bambino buono

Titolo: Storia del bambino buono – Storia del bambino cattivo
Autore: Mark Twain
Illustratore: Roger Olmos
Editore: Logos
Dati: 2012, 48 pp., 18,00 €

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Niente è solo ciò che sembra

Che io abbia una predilezione per il surrealismo credo sia cosa palese tra i lettori affezionati di AtlantideKids. Che il mio dipinto favorito, quello che vorrei troneggiasse sulla testiera del mio letto, sia Le Blanc-Seing (La Firma in bianco) di Magritte, è notizia meno nota, sebbene ugualmente non clamorosa. La premessa egocentrica è funzionale al portare il discorso dritto al punto: quando tra le mani mi capita un albo illustrato per bambini il cui titolo non lascia spazio ai fraintendimenti non posso che considerarlo, e considerarlo a fondo. Si tratta di Magritte, questo non è un libro di Margherita e Rosetta Loy.

René Magritte Le Blanc-Seing (1965) - Questo non è un libro, Margherita e Rosetta Loy - Gallucci 2013
René Magritte Le Blanc-Seing (1965) – Questo non è un libro, Margherita e Rosetta Loy – Gallucci 2013
Le cose visibili possono essere invisibili. Se qualcuno va a cavallo in un bosco, prima lo si vede, poi no, ma si sa che c'è. Nella Firma in bianco, la cavallerizza nasconde gli alberi e gli alberi la nascondono a loro volta. Tuttavia il nostro pensiero comprende tutti e due,il visibile e l'invisibile. E io utilizzo la pittura per rendere visibile il pensiero.

Rendere visibile il pensiero è certamente cosa ardua, anche perché nessun pensiero sarà uguale a se stesso o alla sua rappresentazione. Rendere un’idea di pensiero è altrettanto difficile ma è impresa quantomeno intrigante. Niente è ciò che sembra, perlomeno niente è solo ciò che sembra e la cavallerizza che si mescola al bosco potrebbe facilmente diventare o essere il bosco che si mescola alla cavallerizza, così come la mela dipinta non è una mela: benché ne abbia le fattezze, essa rimane un dipinto, una rappresentazione di una mela.

René Magritte La chambre d'écoute (1958) - Questo non è un libro, Margherita e Rosetta Loy - Gallucci 2013
René Magritte La chambre d’écoute (1958) – Questo non è un libro, Margherita e Rosetta Loy – Gallucci 2013

Complesso il lavoro delle due autrici che costruiscono attorno a una selezione di dipinti di Magritte, dopo un’intensa introduzione perfettamente sospesa tra il tono della favola e la toccante intensità della realtà, una narrazione lineare e coerente, una fiaba surreale dal timbro concreto e cristallino. La presenza di un’enorme mela verde nella stanza, il suo troneggiare occupando tutto lo spazio e il respiro delle pagine, è naturale così come la via di fuga attraverso la finestra che si apre sul mare: Magritte vi guarda attraverso, curioso, così come è dato al piccolo lettore di fare, per trovarsi di fronte a un’altra magia, un’altra meraviglia: un castello sospeso, adagiato su una roccia che levita sul mare.

René Magritte, Le Château des Pyrénées (1959) - Questo non è un libro, Margherita e Rosetta Loy - Gallucci 2013
René Magritte, Le Château des Pyrénées (1959) – Questo non è un libro, Margherita e Rosetta Loy – Gallucci 2013

Questo non è un libro è un albo che consiglio giacché possiede la qualità rara di contagiare i lettori di un fascino che potrebbe evolversi facilmente in passione e approfondimento. I bambini, affascinati da quelle che per loro sono illustrazioni bizzarre e magiche ne chiederanno altre e, perfettamente in linea con la deliziosa abitudine di Magritte di dare uno spazio al vuoto, ne cercheranno altri da riempire, da considerare, da narrare a continuazione di una fiaba che non è una fiaba ma ne lascia in bocca il sapore.

img1436-gTitolo: Magritte, Questo non è un libro
Autore: Margherita e Rosetta Loy
Editore: Gallucci
Dati: 2013, 35 pp., 18,00 €

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