Else-Marie e i suoi sette piccoli papà

Else-Marie e i suoi sette piccoli papà, di Pija Lindenbaum - 2018, Il Barbagianni

Else-Marie ha sette piccoli papà, alti quanto un vaso da fiori, coi loro cappelli e le loro valigette da ufficio, le loro abitudini, e bravi lettori di storie prima di andare a letto. Fin qui nulla di strano, non fosse che la mamma di Else-Marie è alta almeno un metro e settanta.

Else-Marie e i suoi sette piccoli papà, di Pija Lindenbaum - 2018, Il Barbagianni
Else-Marie e i suoi sette piccoli papà, di Pija Lindenbaum – 2018, Il Barbagianni

Sembra che quello di Else-Marie sia un sogno, il frutto dolcissimo e affollato della sua immaginazione che supplisce all’assenza di un papà che non c’è più, o magari non c’è mai stato. Questo, immaginiamo a nostra volta quando la cogliamo seduta sul davanzale della finestra, presa dai suoi pensieri tanto da lasciare in sospeso giochi e disegni. Vagheggia del papà Gustav che ha una voce squillante, e di Rune, che ha un piccolo neo sull’orecchio, li pensa uomini d’affari, impegnatissimi, sempre in viaggio e si figura i regalini che le porteranno, ben incartati di un rosa infiocchettato di verde.

Else-Marie e i suoi sette piccoli papà, di Pija Lindenbaum - 2018, Il Barbagianni
Else-Marie e i suoi sette piccoli papà, di Pija Lindenbaum – 2018, Il Barbagianni

I sette piccoli papà di Else-Marie sono proprio come qualsiasi altro papà, leggono volentieri le storie prima di andare a dormire ma la sgridano quando non va a letto all’ora stabilita, si svegliano borbottando ma recuperano il buonumore dopo aver bevuto il the e le mettono fretta quando sta in bagno a leggere le avventure di Fantomen.

Tutto sembra procedere seguendo la linea della nostalgia, del desiderio che si fa sogno. Fino a quando la mamma di Else-Marie, una mattina a colazione, non dichiara che non potendo andare a prendere la bambina al doposcuola se ne occuperanno i papà. Else-Marie è preoccupata, cerca di farle cambiare idea: cosa diranno i suoi amici di lei e soprattutto, cosa penseranno dei suoi sette piccoli papà?

Else-Marie e i suoi sette piccoli papà, di Pija Lindenbaum - 2018, Il Barbagianni
Else-Marie e i suoi sette piccoli papà, di Pija Lindenbaum – 2018, Il Barbagianni

Una cosa è certa i papà sono lì! Coi loro impermeabili e i loro sette cappelli ma, nonostante i rischio sia molto alto, nessuno li schiaccia, nessuno li usa a mo’ di bambola, nessuno, soprattutto, li giudica. Ed Else-Marie può tornare a vivere serenamente la sua vita di tutti i giorni, deliziandosi con un bagno in una vasca affollata di sorrisi, affetto e papà.

Else-Marie e i suoi sette piccoli papà, di Pija Lindenbaum - 2018, Il Barbagianni
Else-Marie e i suoi sette piccoli papà, di Pija Lindenbaum – 2018, Il Barbagianni

Il testo si muove sui toni del realismo quotidiano e la sua bellezza sta nella semplicità con la quale questo realismo diviene magico, ineffabile. Assurdo porsi delle questioni pratiche, assurdo indugiare sui possibili risvolti, su quel tanto che c’è tra le pieghe. In questa casa disordinata, ordinaria, nel pigiama appeso ai piedi penzoloni sul water, nella cartaccia a terra sull’autobus, nei calzini lasciati in giro, nei capelli scomposti e in vasche da bagno piene sulle quali stanno appesi i panni ad asciugare, c’è la poesia, che rende questa storia spassosa e al contempo tenera, tenerissima, vera.

Else-Marie e i suoi sette piccoli papà, è opera del 1990 di Pija Lindenbaum, brillante autrice svedese già premiata con l’Astrid Lindgren Award.

Else-Marie e i suoi sette piccoli papà, di Pija Lindenbaum - 2018, Il BarbagianniTitolo: Else-Marie e i suoi sette piccoli papà
Autore: Pija Lindenbaum
Editore: Il Barbagianni
Dati: 2018, 32 pp., 16,50 €

Bara Rumpor

Ma sabato è oggi o sarà dopodomani? Mira ha appena aperto gli occhi e già sta balzando giù dal letto per raggiungere camera di mamma e papà. È mattina e dovrebbe essere sabato ma non un sabato qualunque, no, quel sabato! Quello in cui si va in piscina tutti e tre e lei, la piccola Mira, per la prima volta potrà tuffarsi dal bordo nella piscina dei grandi, con i braccioli, tutta da sola! E poi, via a comperare le caramelle, i dolci, oggi è sabato no? Mamma e papà hanno ancora gli occhi addormentati di chi forse avrebbe indugiato ancora un po’ lì, sotto al piumone.

Bara Rumpor, di Annika Leone e Bettina Johansson - Lilla Pirat Förlaget
Bara Rumpor, di Annika Leone e Bettina Johansson – Lilla Pirat Förlaget

Il papà ha i baffi e una barba appena accennata, capelli corti e basette, è moderatamente peloso su una carnagione pallida segnata da un’abbronzatura ardente che lascia intuire il segno della maglietta. La sua forma in alcuni punti si increspa creando una serie di rotolini. La mamma ha capelli di quelli sottilissimi difficili da governare se non con un taglio netto, unico possibile peraltro, gode di una carnagione dal colorito più sano è magretta e ha le tette a salamella. Siamo in Svezia, l’ambiente è quello di casa. Cane e gatto dormono nel lettone di mamma e papà e benché matrimoniale ognuno ha un proprio piumino, le lenzuola sono festosamente in nuance ma non uguali e nessuno tende a formalizzarsi. Resta il fatto che oggi è sabato e si va in piscina, Mira si tufferà da sola nella piscina dei grandi ma prima bisogna scegliere accuratamente il costume più adatto per farlo. Con quale costume si salterà meglio, quale garantirà la migliore performance: lo stucchevole costume intero da principessa rosa a pois bianchi o il pratico costume da bagno di Spiderman? A volte la vita pone innanzi a dubbi amletici. Quindi tutti pronti e via allora in cargo bike che oggi pedala la mamma!

Bara Rumpor, di Annika Leone e Bettina Johansson - Lilla Pirat Förlaget
Bara Rumpor, di Annika Leone e Bettina Johansson – Lilla Pirat Förlaget

Anche la piscina cambia aspetto il sabato, soprattutto se si è abituati a frequentarla con la scuola, durante la settimana, in spazi e orari dedicati, lontano dalla folla adulta, la piscina sembra ancora un luogo che appartiene all’infanzia. Differente è il sabato dove l’esperienza per un bambino va al di là di quella meramente acquatica, a partire dal suo ingresso nello spogliatoio. La si può immaginare, Mira, prima ansiosa di arrivare, come qualcuno che non sta più in sé dalla gioia di provare finalmente qualcosa di nuovo, da grande!, e poi mentre ci si avvicina alla piscina, si parcheggia la bicicletta e si entra nello stabile, farsi più seria, prendere coscienza della grandezza della piscina, della sua lunghezza e profondità dell’acqua e con questi pensieri cominciare a dubitare, mentre segue la mamma nello spogliatoio delle donne, dove all’improvviso la sua attenzione e colpita da ben altro.

Solo chiappe! Potrebbe suonare così il titolo dell’albo tradotto. Sono solo chiappe, seni, vagine e peli quelli che Mira si trova ad altezza occhio. Molta differenza è racchiusa in una parola così generica, ed è divertente fermarsi a osservare tutto. Ci sono sederi grandi, piccoli, rotondi, quadrati, rosa o colorati, alcuni sono abbastanza pietosi altri un po’ più carini. Alcune signore hanno pubi molto ben depilati, altre folti ciuffi, alcuni sembrano ancora più nude, altre hanno peli corti e ricci. Così è per i seni, ce n’è di tutte le forme, rotondi, a salsiccia, piccoli, grossi ma tutti hanno una caratteristica, pendono! In quella folla di peli sotto le ascelle e sulle gambe Mira scorge la loro vicina di casa, Tina, sembra una persona molto diversa ora che è completamente nuda. Anche nudi i corpi hanno caratteristiche differenti, sono tutti diversi e tutti rispettabili. Ogni corpo ha la sua forma, c’è chi lo scolpisce con lo sport e chi se lo disegna, corpi che si sono allargati col tempo o rinsecchiti, che presentano rotoli e saltelli che forse un giorno non hanno avuto.

Ci sono pance grandi che ospitano un bambino e pance grandi che ospitano molto cibo. Mira è felice e anche un po’ ubriaca da tanto guardare e dondolare, oscillare, ballonzolare. Ma ora è giunto il momento di saltare! Tuffarsi in acqua col suo costume da Spiderman, infilare i braccioli rossi e raggiungere papà che aspetta in acqua con quel suo costume che sembra sempre più piccolo ogni volta che lo indossa.

Bara Rumpor, di Annika Leone e Bettina Johansson - Lilla Pirat Förlaget
Bara Rumpor, di Annika Leone e Bettina Johansson – Lilla Pirat Förlaget

E poi ci sono le caramelle del sabato! E una giornata in piscina si arricchisce della consapevolezza di avere un corpo, diverso da quello di un altro bambino o bambina, di un altro individuo, un corpo che va rispettato e non umiliato, che parlare del corpo altrui ad alta voce può generare imbarazzo e tingere le gote della mamma di rosso pomodoro; così come entrare nudi in una vasca idromassaggio quando gli altri ospiti sono tutti in costume o vestiti nella sauna. Ad alcuni un corpo nudo genera imbarazzo e vorrebbero celarlo agli occhi di tutti soprattutto dei bambini altre persone vivono il proprio con estrema naturalezza, l’importante è tornare bambini, se lo si è, subito dopo e poter scegliere sei caramelle e non solo cinque come i propri anni. Sei perché una è il premio per aver fatto un tuffo senza esitazione, aver agito velocemente per aver tolto dall’imbarazzo papà che ha perso il suo costume in acqua dopo il suo spettacolare tutto con spanciata finale!

Bara Rumpor, di Annika Leone e Bettina Johansson - Lilla Pirat Förlaget
Bara Rumpor, di Annika Leone e Bettina Johansson – Lilla Pirat Förlaget

Titolo: Bara Rumpor
Autore: Annika Leone
Illustratore: Bettina Johansson
Editore: Lilla Pirat Förlaget, Stoccolma, Se
Dati: 2019, 32pp, lingua svedese

Natale nel grande bosco

Nella sua fattoria ormai non vive più nessuno da cinquant’anni, ma Borbotto (il cui nome non tradisce nulla più di quanto significhi) il Tomte continua a prendersene cura ogni giorno, ripetendo i gesti tipici degli gnomi guardiani. Come prima cosa schiaccia un pisolino di prova nel letto, per verificare la morbidezza del materasso, fa un giro sul cavallo a dondolo e controlla la carica dell’orologio a pendolo.

<em>Natale nel Grande Bosco</em>, di Ulf Stark ed Eva Ericksson - 2018, Il gioco di Leggere
Natale nel Grande Bosco, di Ulf Stark ed Eva Ericksson – 2018, Il gioco di Leggere

Che il tempo continui a scorrere senza intoppi è importante. E questo nuovo tempo del Tomte Borbotto inizia qui, nell’oggi che è il primo dicembre, nel momento in cui dà la carica all’orologio, come ogni giorno della sua esistenza. Perché, mentre è in piedi sulla scala, percepisce un ronzio, che è un grido d’aiuto. Ora, sebbene anche le richieste d’aiuto siano secondarie a certi impegni improrogabili, Borbotto accorre e brontolando libera un bombo dalla ragnatela in cui era finito imprigionato.

– E così dovrò occuparmi pure di te, non posso mica lasciarti qui a morire di freddo a Natale – brontola Borbotto. Poi dà un’occhiata all’orologio.
– E come se non bastasse mi fai pure arrivare in ritardo!
– In ritardo per cosa?
– Per accendere la candela, no?

La prima candela dell’avvento si accende sempre il primo giorno di dicembre, qualsiasi giorno della settimana sia e anche se un bombo entusiasta e allegro si intromette nelle faccende quotidiane di un Tomte abitudinario.

<em>Natale nel Grande Bosco</em>, di Ulf Stark ed Eva Ericksson - 2018, Il gioco di Leggere
Natale nel Grande Bosco, di Ulf Stark ed Eva Ericksson – 2018, Il gioco di Leggere

Un incontro inatteso è il primo passo verso un Natale diverso dal solito. Il secondo è un colpo di vento. Un colpo di vento che si porta via nel bosco il cappello rosso e i guanti che Borbotto aveva steso ad asciugare. Volano via e si adagiano tra le foglie, ai piedi degli alberi, giusto nei pressi della tana dei conigli, nel tronco cavo della quercia. Conni e Nillo, due vispi coniglietti, stanno giocando da quelle parti e li ritrovano. Assieme all’insegna che un tempo recitava: Fattoria con Tomte -In affitto per il periodo natalizio. L’insegna era sbiadita e rosicchiata e ora si leggeva soltanto: Tomte in A per il periodo natalizio. Un vero rebus per i conigli.

Questi tre oggetti sono il punto di contatto tra due storie parallele, quella del Tomte e quella della famiglia dei conigli. Due storie parallele che si svolgono a pochi metri di distanza l’una dall’altra ma in contesti del tutto differenti. Mai il Tomte potrebbe tollerare gli schiamazzi e le frivolezze dei conigli! E che noia sarebbe la calma silenziosa delle stanze del Tomte.

<em>Natale nel Grande Bosco</em>, di Ulf Stark ed Eva Ericksson - 2018, Il gioco di Leggere
Natale nel Grande Bosco, di Ulf Stark ed Eva Ericksson – 2018, Il gioco di Leggere

Sebbene ci sia dell’altro che accomuna queste due semplici storie quotidiane: l’atmosfera calda e morbida che nonostante il freddo si respira tra le pagine e l’attesa. Calma e rituale per il Tomte e il bombo, briosa e saltellante per la famiglia di conigli. Un’attesa dolce, un mistero, quello della scritta sul cartello, da risolvere, un testo che è una danza profumata di cannella, semplice e diretto.

Il testo di Ulf Stark (1944-2017), uno dei più importanti scrittori svedesi per l’infanzia, è molto corposo, si presta a letture lente. Le illustrazioni di Eva Eriksson, di matite e acquerelli, calde e confortanti si prendono cura delle parole con leggerezza e allegria.

Composto da 25 quadri narrativi è la lettura perfetta per aspettare il Natale.

1Titolo: Natale nel Grande Bosco
Autori: Ulf Stark ed Eva Eriksson
Traduttore: Camilla Storskog
Editore: Il Gioco di Leggere
Dati: 2018, 100 pp., 19,90

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