Piccola volpe nel bosco magico

Piccola Volpe nel bosco magico, di Stephanie Graegin - 2018, Terre di Mezzo

Sulle risguardie di questo albo senza parole troneggia uno scaffale ricco di libri e di giocattoli. Pare che si possa sapere tutto di una persona leggendo i titoli dei libri che tiene sullo scaffale più accessibile della casa. Se così fosse, questo scaffale ci racconterebbe di una bambina o di un bambino con la passione per le fiabe, i boschi, le avventure e le leggende misteriose. Per gli unicorni magici ma anche per lo studio di fiori, piante e animali. Questo allo sguardo superficiale, tutto attraverso la lente del blu, di un estraneo curioso.

Piccola Volpe nel bosco magico, di Stephanie Graegin - 2018, Terre di Mezzo
Piccola Volpe nel bosco magico, di Stephanie Graegin – 2018, Terre di Mezzo

In realtà pagina dopo pagina, o meglio alla fine della storia, tornando indietro, ci si accorge che su quello scaffale sta tutta l’avventura, il principio, lo svolgersi della stessa. E poi sulle risguardie finale la sua conclusione.

E l’avventura è quella di una bambina e incomincia tra i banchi di scuola, quando la maestra invita a portare un oggetto prezioso e vecchio. La bambina non ha dubbi: la cosa più preziosa e vecchia che possiede è un pupazzo, una volpacchiotta di pezza, azzurra come tutta l’atmosfera che permea la realtà del suo quotidiano. All’uscita da scuola, però si attarda sull’altalena, al parco, e appoggia la volpacchiotta ai piedi della giostra. Una piccola volpe, stavolta vera, vede il pupazzo e non resiste, lo sgraffigna per poi addentrasi correndo nel bosco. La bambina senza indugio le corre dietro, lasciando il suo zaino, che un altro bambino raccoglie per poi rincorrerla anche lui.piccola volpe nel bosco magico 3

La volpe è di un arancione bruno e stringe quella di pezza azzurra tra le zampe. Man mano che si addentra nel bosco, nelle pagine alcuni dettagli prendono colore. Sono tracce di una realtà diversa, molto diversa da quella azzurra del mondo della bambina e del suo amico. Un cespuglio verde qua, un uccellino rosso di là. Ai piedi di un albero la tana di uno scoiattolo: – Hai visto questa volpe? – chiede la bambina mostrando una foto di lei e del suo pupazzo del cuore. – Di là – , fa segno lo scoiattolo. E l’inseguimento continua, fino all’arrivo in un mondo coloratissimo, soprattutto di verde.

Alla ricerca della piccola volpe, quella vera, che ha preso la piccola volpe, quella di pezza.

Piccola Volpe nel bosco magico, di Stephanie Graegin - 2018, Terre di Mezzo
Piccola Volpe nel bosco magico, di Stephanie Graegin – 2018, Terre di Mezzo

Come dicevo poco su le risguardie finali raccontano anche l’epilogo della storia, che svelo, perché trovo che sia poetica e bella l’idea di incontrarsi e comprendersi. Di mettere a confronto due mondi del tutto diversi e accomunarli l’uno di un elemento dell’altro. Un po’ di blu nel mondo a colori della volpe, un po’ di rosa in quello azzurro della bambina. Un parte rilevante dell’affetto e del passato di ciascuna in regalo all’altra. Uno scambio che lo scaffale ci racconta con grazia. E bellezza.

<em>Piccola Volpe nel bosco magico</em>, di Stephanie Graegin - 2018, Terre di Mezzo
Piccola Volpe nel bosco magico, di Stephanie Graegin – 2018, Terre di Mezzo

CL146x168_11705Titolo: Piccola Volpe nel bosco magico
Autore: Stephanie Graegin
Editore: Terre di Mezzo
Dati: 2018, 36 pp., 12,90€

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Se invece sei di Roma, passa a trovarmi in libreria: Il Giardino incartato, via del Pigneto, 180

Elisa Attraverso Lo Specchio #1

Si apre oggi una nuova rubrica su AtlantideKids e a curarla sarà Elisa, la mia bambina di 8 anni.

Elisa leggerà e commenterà albi illustrati, romanzi e racconti, esprimendosi per iscritto con le stellette (da 1 a 5) e aggiungendo a voce poche parole (di solito tre aggettivi). Io trascriverò fedelmente il suo parere in una breve nota. Userò Instagram, ma terrò memoria di queste foto_recensioni anche qui sul blog.

La rubrica si chiama #ElisaAttraversoLoSpecchio e si comincia oggi con Dory Fantasmagorica di Abby Hanlon, edito da Terre di Mezzo.

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#ElisaAttraversoLoSpecchio #1

brb_ferraro#ElisaAttraversoLoSpecchio#recensioni #entusiasmo #lettureautonome#narrativa #fantasmagorici
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* È bellissimo
* Ci sono dentro anche io
* È bellissimo

Leo. Una storia di fantasmi

Leo è un fantasma, inquietante nella misura in cui un fantasma possa esserlo nel momento in cui, sebbene talvolta mossi dalle migliori intenzioni, si palesa, si manifesta.

I fantasmi sono considerati intrusi provenienti da un mondo che è altrove e, che per essere distante o straniero, fa paura. Laddove ci sia una presenza estranea la prima reazione, purtroppo quella che si rivela più naturale, è di scacciarla via, liberarsene per poter vivere indisturbati, tranquillamente.

Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson - Terre Di Mezzo
Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson – Terre Di Mezzo

Una premessa che affonda le radici in altro, nei nostri giorni. Ma, sarà stato il mio stato d’animo, sarà stata una lettura adulta di questo albo tenero che è storia di fantasmi ma soprattutto d’amicizia, il mio sguardo è stato portato da un tocco lieve in questa direzione.

Leo è il fantasma di quello che era un bambino, la morte l’ha toccato come l’avrebbe toccato la guerra, facendogli perdere la propria casa, la propria famiglia. Distruggendo col logorio del tempo i suoi luoghi cari, il negozio di caramelle, per esempio. Come Leo, c’era una volta, adesso non più.

Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson - Terre Di Mezzo
Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson – Terre Di Mezzo

Leo è trasparente e solo. Vive la propria solitudine come condizione scontata e inevitabile. Quando viene scoperto e costretto ad abbandonare il luogo in cui alberga, si allontana senza troppi rimpianti, cercando di convincere se stesso che una condizione vale l’altra: da fantasma casalingo può diventare fntasma girovago, che male c’è?

Però quando incontra una bambina capace di vederlo, che in lui identifica il proprio amico immaginario, vivere assieme a lei lo rende felice e partecipe. In preda al senso di colpa Leo confessa la propria effimera essenza, la bimba lo comprende e accetta di buon grado la verità. Che per quanto ingombrante è sempre il peso più leggero da condividere.

Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson - Terre Di Mezzo
Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson – Terre Di Mezzo

La palette in azzurro e nero è assonante con lo spirito della storia, la investe di un sapore retrò, ne esplicita l’essenza, Leo vi si muove con naturalezza, in essa si confonde. Più che freddo, il blu si rivela contesto morbido per la nascita di un’amicizia che suggella empatia e accoglienza.

51mpjn5qcvl-_sx399_bo1204203200_Titolo: Leo. Una storia di fantasmi
Autori: Mac Barnett, Christian Robinson
Editore: Terre Di Mezzo
Dati: 2016, 48 pp., 15,00 €

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Batte il mio cuore al ritmo del tuo passo

Questa è una storia vera, l’ho ascoltata dalla viva voce di una contastorie a me cara: Carla Ghisalberti e credo che lei ne sia venuta a conoscenza, di questa storia vera e d’amore, dalla fonte primaria, dalla protagonista. Perché, dovete sapere che, c’era una volta un corridore esperto e allenato che, per mantenere il passo della moglie, ha rallentato anche il suo, rinunciando a competere come avrebbe potuto, a una corsa lunga 5 km. Chissà se Amy Nielander conosce un verso di Camillo Sbarbaro… io l’ho visto in queste pagine silenziose, senza parole: “batte il mio cuore al ritmo del tuo passo”.

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La gara delle coccinelle, Amy Nielander – 2016, Terre di Mezzo editore

Anche questa è una storia vera: leggo La gara delle coccinelle ai miei bambini e lo sguardo furbetto della sorella maggiore, che già aveva ascoltato questa storia di battiti d’ali lievissimi e passi maldestri, si fa curioso nell’osservare la reazione del fratellino ad ogni voltar di pagina. Lui trattiene il fiato, “stop!” dice, mettendo la sua manina tra un gruppo compatto di coccinelle e un baratro, che è una piega, che è il punto in cui le pagine si incontrano. “Stop!”, dice. E poi: “Vola! Vola! Salta!”.

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La gara delle coccinelle, Amy Nielander – 2016, Terre di Mezzo editore

Suggerisce vie di fuga, gira le pagine per capire se qualcuno le aiuterà queste “tante” coccinelle.

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La gara delle coccinelle, Amy Nielander – 2016, Terre di Mezzo editore

Questa è la storia: c’è una linea di partenza, e tutto comincia lì, con ali che emergono dalla livrea quel tanto che basta a frusciare nella frenesia della gara, le coccinelle sono centinaia, ciascuna il suo colore, ciascuna la propria, perfetta, dimensione. C’è un traguardo e lì tutto finisce, la gara e la storia. In mezzo c’è un grave pericolo, un po’ di coleottera incoscienza, una corsa a perdifiato, una storia d’amore e dedizione. E questo basta, serve altro?, a comporre una storia straordinaria, emozionante, raffinata. Che io, fossi in voi, non mi perderei.

La-gara-delle-coccinelleTitolo: La gara delle coccinelle
Autore: Amy Nielander
Editore: Terre di Mezzo
Dati: 2016, 40pp., 12,90 €

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Mezzacalzetta, dove sei?

mezzacalzetta

[mez-za-cal-zét-ta]s.f.
  • spreg. Persona giudicata di scarsa prestanza fisica, di poca capacità, di nessuna importanza SINmezzacartuccia

Lo si può dire di qualcuno che non riesce a far nulla di buono, lo si può dire di quanti si rivelano inadeguati a un compito; si può definire così, in maniera affettuosa, sé stessi, quando vorremmo far qualcosa in cui proprio non riusciamo.

Oppure potrebbe essere il nome adatto a un animale da compagnia che dovrebbe essere un compagno di giochi e invece non lo è, non lo è come vorremmo.

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Mezzacalzetta dove sei?, Benjamin Chaud – 2016, Terre di Mezzo

È il caso di Mezzacalzetta, razza coniglio, colore bianco, morbidezza estrema, dolcezza ineguagliabile.

Un bimbo, capelli biondo rame, orecchie a sventola e naso a patata, rimugina sul suo coniglio, Mezzacalzetta, appunto, che reputa essere del tutto inadatto al ruolo. Decide quindi di liberarsene. Ohibò, mi chiedo, come può maturare un pensiero così drammatico? Cosa lo spinge ad assumere questo piglio deciso in merito a una questione così delicata e terribile?

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Mezzacalzetta dove sei?, Benjamin Chaud – 2016, Terre di Mezzo

Me lo chiedo per molte pagine e l’attitudine del bimbo mi inquieta: vive questa passeggiata verso l’abbandono coatto con una levità che smarrisce: capelli al vento si lamenta di quanto Mezzacalzetta sia lento, di come sia snervante dover rallentare il passo a causa sua. E intanto curiosa attorno, come se stesse giocando. Perché sta giocando, e il compagno di giochi, di questo specifico gioco, è proprio Mezzacalzetta. Solo che non lo sa. Ma io che leggo lo intuisco e questo mi solleva. Fino a quando la tensione si fa palpabile in una tavola fitta fitta di bosco, che è luminosissima di luce gialla, che è frondosa, è fiorita; che tra i rami concede al nostro sguardo interdetto un altrettanto interdetto sguardo: quello di un merlo, dritto sulle zampe, curioso e incredulo. Che matura una consapevolezza dello sbaglio e nonostante tutto lo perpetua.

Ma oggi è strano, ci limitiamo a camminare senza dire una parola. Gli alberi diventano sempre più alti.L’ombra di fa sempre più fitta. A dire il vero, credo di non essermi mai addentrato così tanto nel bosco e inizio ad avere un po’ di paura.

Fino a quando il bimbo non si spinge oltre: lega il coniglio a un albero per non correre il rischio che la povera creatura lo segua fino a casa.

Per fortuna nel bosco c’è una bimba, e con questa bimba c’è un cane, e il nostro bimbo capelli biondo arancio e naso a patata ha una coscienza. Che rimorde. E per fortuna, ancora, ma questo noi lo leggevamo nell’ineluttabilità delle sue orecchie flosce, nei suoi occhi nero puntino, Mezzacalzetta ha tante risorse, tra cui quella di essere un compagno di giochi assolutamente perfetto.

mezzacalzetta copTitolo: Mezzacalzetta dove sei?
Autore: Benjamin Chaud (traduttrice Rita Dalla Rosa)
Editore: Terre di Mezzo
Dati: 2016, 36 pp., 15,00 €

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