L’uovo

L'uovo, di Britta Teckentrup - 2020 Uovonero

Le tavole di Britta Teckentrup mi affascinano sempre. Anche quando sono giocose, nei libri per piccolissimi, hanno una vena di nostalgia, di rilevante, di antico.

Sfoglio L’uovo e questa nostalgia mi pervade. Sembra che il colore sia stato steso su piani arrugginiti, su vecchi portoni tinti a vernici pastello, scrostate, che il colore sia stato dato e poi, dove serve, grattato via, lasciando intravedere la base su cui si poggia. Il risultato è raffinato, conferisce a ogni tavola un sapore che sa di antico, scientificamente affidabile, d’altri tempi. Questa sensazione data dal mezzo si mescola alla consapevolezza della perfezione dell’oggetto considerato, una pienezza semplice. Un guscio dalla consistenza perfetta per essere durissimo e fragile al momento giusto, la cui forma affascina e, scopriamo, s’adatta al suolo sul quale viene deposto. Una consapevolezza atavica che ha basi empiriche e che tocca, inevitabilmente, tocca.

L'uovo, di Britta Teckentrup - 2020 Uovonero
L’uovo, di Britta Teckentrup – 2020 Uovonero

Dunque, perfetto all’esterno, sempre diverso: candido, punteggiato, striato, verde, azzurro, tondo, ovale, piccolo quanto la capocchia di uno spillo o grande quanto 160 uova di gallina. Perfetto all’interno, laddove il fascino si intreccia alla meraviglia e al mistero che sempre ammantano l’evolversi e il nascere di una nuova vita. Perfetto anche il guscio di questo libro, dal colore raffinatissimo, ha una consistenza porosa, piacevole al tatto, sembra respirare, leggero e al contempo robusto.

L'uovo, di Britta Teckentrup - 2020 Uovonero
L’uovo, di Britta Teckentrup – 2020 Uovonero

Splendidi i verdi e gli azzurri delle uova di merlo e tordo, su di essi ogni puntino, ogni striscia, pare studiata per dare ancora più luce al colore predominante. Non mi sorprende che tanta semplice bellezza abbia ispirato artisti di ogni tempo.

Il libro procede secondo la struttura classica delle risposte a ipotetici ‘perché?’/ ‘come?’ mantenendosi in equilibrio tra scienza, curiosità, arte. La rana depone uova di gelatina trasparente, che prendono il colore dello stagno, cristalline e fragili. Fragili lo sembrano, in realtà sono un miracolo di elasticità e leggerezza che ben si sposa con l’ambiente in cui maturano fino a schiudersi. Le uova del picchio sono bianchissime, rilucono perché così nel buio del nido profondo i genitori possono individuarle facilmente. Mentre le uova d’insetto hanno forme diversissime tra loro, non solo sferiche, ma anche a cilindriche, coniche, a punta.

L'uovo, di Britta Teckentrup - 2020 Uovonero
L’uovo, di Britta Teckentrup – 2020 Uovonero

Non può mancare nella vostra libreria.

uovo_cover_LDTitolo: L’uovo
Autore: Britta Teckentrup (traduzione di Sante Bandirali)
Editore: Uovonero
Dati: 2020, 96 pp., 19,50 €

Migrazioni. Gli incredibili viaggi degli animali

Migrazioni gode dell’innegabile fascino dei libri a carattere naturalistico che intrecciano a informazioni scientificamente attendibili  una narrazione che trova proprio nell’aderenza alla realtà la sua poesia.

Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond - 2019, Editoriale scienza
Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond – 2019, Editoriale scienza

In copertina si staglia un uccello, simbolo degli animali migranti per eccellenza. Ad ali spiegate e ferme plana tra la pioggia, sotto di lui il mare. Ma all’interno, doppia pagina dopo doppia pagina, le migrazioni sono di tutte le specie: terrestri, marine, volanti. Rettili, insetti, mammiferi, pesci.

Le splendide illustrazioni di Jenni Desmond, (vincitrice del premio New York Times Best Illustrated Children’s Book Award) occupano tutta la superficie, restituendo perfettamente, con un sapiente e raffinato uso delle prospettive e degli spazi, il senso dell’andare, dello spostarsi, del muoversi da un luogo a un altro, non nel momento della partenza o dell’arrivo, che probabilmente sarebbero stati più semplici da rendere per le due forti spinte emotive, l’entusiasmo della partenza e la soddisfazione dell’arrivo, ma nel durante. Quel lungo arco di tempo fatto di un impasto di fatica, fame, resistenza che effettivamente è il fulcro e il senso della migrazione.

Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond - 2019, Editoriale scienza
Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond – 2019, Editoriale scienza

Scopriamo, grazie al lessico semplice e accurato di Mike Unwin, che ci sono migratori che lo fanno a passo di danza (la gru americana), c’è chi marcia sul ghiaccio in fila indiana (i pinguini imperatore), chi in grandi stormi che paiono nuvole soffici e colorate di bruno e nero, come le farfalle monarca, o in grandi onde rosso corallo, invadendo strade e sentieri, come i granchi rossi dell’Isola di Natale.

Durante il viaggio, ciascuno di loro deve confrontarsi col clima avverso e sfuggire agli attacchi di famelici predatori. È faticoso, estremamente rischioso, ma se restassero dove sono non potrebbero sopravvivere.

Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond - 2019, Editoriale scienza
Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond – 2019, Editoriale scienza

Tra tutti, a compiere il viaggio più lungo è la sterna artica: questo straordinario uccello, leggerissimo, viaggia da Polo a Polo, percorrendo fino a 77.000 chilometri l’anno. Sono numeri difficili da immaginare, eppure l’istinto di sopravvivenza è un motore fortissimo. E per fortuna.

Sono certa che, dopo aver letto questo libro, alzando lo sguardo verso il cielo, guarderemo con occhi diversi gli stormi a “V” delle oche selvatiche migranti, la loro forza, il loro coraggio.

copertinaTitolo: Migrazioni
Autore: Mike Unwin, Jenni Desmond, traduzione Lucia Feoli
Editore: Editoriale scienza
Dati: 2019, 48 pp., 16,90 €

 

Il grande libro degli uccelli

Christiaan Seep e suo figlio Jan Christian erano due naturalisti tedeschi che vivevano ad Amsterdam; assieme decisero di realizzare un volume a carattere scientifico enciclopedico. L’incontro con Cornelis Nozeman, un pastore di anime appassionato di uccelli, fu provvidenziale: in 59 anni crearono un volume costosissimo e prezioso in cui catalogavano, con un metodo che seguiva regole caotiche e bizzarre, 200 specie di uccelli con corredo di più di 250 disegni.

Il grande libro degli uccelli di Bibi Dumon Tak - 2019, Rizzoli
Il grande libro degli uccelli di Bibi Dumon Tak – 2019, Rizzoli

Il tomo originale, a causa di quelle bizzarrie di cui parlavo prima, e che aveva come unica linea quella di mettere assieme e considerare solo gli uccelli olandesi, non segue un ordine di nessun tipo: non si precede per famiglie, non si procede per ordine alfabetico, non si procede per habitat… si inserivano le nuove specie man mano che si consegnavano i materiali; si apriva però, per scelta, essendo stata la prima voce ad arrivare alla “redazione”, con la ghiandaia (era il 1770) e si chiudeva col cigno (nel 1829), per puro piacere estetico.

Il grande libro degli uccelli di Bibi Dumon Tak - 2019, Rizzoli
Il grande libro degli uccelli di Bibi Dumon Tak – 2019, Rizzoli

Bibi Dumon Tak mantiene dell’originale questa caratteristica, sebbene sia stata necessaria una cernita, affidata al caso, per cui dei 200 uccelli raccontati nell’originale ne sono rappresentati in questo libro 30.

Scopriamo quindi come la ghiandaia sia un uccello molto intelligente capace persino di riprodurre qualche suono, oltre ad avere un programma di canto molto vario, sebbene non sia un uccello noto per le sue capacità canore; che si tratta di un uccello  stanziale, si nutre di ghiande, insetti, nidiacei dei passeriformi, uova e che nidifica sugli alberi, prediligendo  rami robusti che siinnestano vicini al tronco.

La caratteristica più affascinante del cigno reale, invece, è che un uccello molto silenzioso, non emette starnazzii, cinguettii, gridi. Nel momento in cui si avesse la fortuna di incontrarne qualcuno che vola a bassa quota, si potrebbe percepire un suono simile a un fischio, che il cigno non emette però col becco:  è un suono simile a un soffio di tromba e lo emette ad ogni colpo d’ala.

Il grande libro degli uccelli di Bibi Dumon Tak - 2019, Rizzoli
Il grande libro degli uccelli di Bibi Dumon Tak

Le illustrazioni sono quelle originali e sono straordinarie; osservandole si comprende la complessità del lavoro compiuto e della fatica della sua realizzazione oltre che il perché di una gestazione così lunga: il disegnatore la base che l’incisore riportava su lastre di rame che ricoperte di inchiostro venivano impresse su carta e infine colorate dai pittori. Bibi Dumon Tak, un’autrice olandese di libri per ragazzi specializzata in opere di divulgazione, correda il risultato di questa catena d’arte con curiosità e aneddoti, usando un tono che pur rimanendo nell’ambito della scienza porta con sé ironia e umorismo .

copertinaTitolo: Il grande libro degli uccelli
Autore: Bibi Dumon Tak
Editore: Rizzoli
Dati: 2019, 80 pp., 25,00 €

ZAC! E la fiaba classica si fa contemporanea

Perché sta tutta in quello ZAC l’essenza di questa storia cupa di nero e brillante d’oro. C’ho riflettuto molto, tra l’ammirato e il rapito. In tre lettere si riassume un’intenzione crudele e capricciosa, si rappresenta un gesto impulsivo e netto, si cristallizza la solitudine. Di Anna Castagnoli il testo, di Carll Cneut le illustrazioni e ZAC, al meraviglioso segue l’irrinunciabile. Le illustrazioni sono splendide, barocche e allo stesso tempo di una semplicità raffinata che smarrisce. Assieme alle parole danzano, di un volo lieve e potente. Talvolta si muovono in picchiata, altre s’adagiano tra rami che si contorcono tra il rosso vivo, grondanti giallo miele. Altre ancora si allontanano per poi ricongiungersi al testo e sfiorarlo, protettive, in un battito d’ali.

La voliera d'oro, di Anna Castagnoli e Carll Cneut - 2015, Topipittori
La voliera d’oro, di Anna Castagnoli e Carll Cneut – 2015, Topipittori

Che la figlia dell’imperatore fosse insopportabile lo si evince chiaramente dalla prima illustrazione, dalle prime righe di testo. Anzi, lo si dichiara, quasi si proclama, tra braccia imbronciate, cipigli incrociati e in calligrafia.

Si chiamava Valentina, la figlia dell’imperatore, e tra tutte le cose che possedeva preferiva gli uccelli. Sebbene l’aver accordato loro questa preferenza per le malcapitate ed elette bestiole fosse stato una sventura. Sventura che si estendeva anche ai servi e a tutti coloro che, correndo da una pagina all’altra del mondo, dovevano affrettarsi a riempire le sue 101 voliere. Se i servi tornavano senza l’uccello desiderato ZAC, Valentina li faceva decapitare; e poco contava se il nome dell’uccello raro lei l’avesse inventato un paio di giorni prima tra un pensiero annoiato e l’altro.

La voliera d'oro, di Anna Castagnoli e Carll Cneut - 2015, Topipittori
La voliera d’oro, di Anna Castagnoli e Carll Cneut – 2015, Topipittori

La centounesima voliera, in particolare, era il suo cruccio; l’aveva avuta in dono dal padre ed era d’oro, splendida, terribilmente vuota. Al servo che l’avesse riempita con un uccello che parla, l’onore di porre fine alle decapitazioni. Testa bassa, sguardo basso, i servi tutti si mobilitavano nella ricerca, senza risultato.

Finché la storia rallenta il ritmo concitato dettato dalla paura, si dissipa la tensione, interviene la ragione. Ed essa convince e placa. Talvolta addormenta le menti furiose. E conclude una storia che come tutte le fiabe che si rispettino, una conclusione vera non ce l’ha, sebbene possa enumerarne molte e diverse.

Anche l’uccello che parla, forse, magari senza nessuno che l’ascoltasse, un giorno attraverso le sbarre della sua voliera d’oro ne avrà raccontata una; forse la sua parlava di libertà.

La voliera d'oro, di Anna Castagnoli e Carll Cneut - 2015, Topipittori
La voliera d’oro, di Anna Castagnoli e Carll Cneut – 2015, Topipittori

La-Voliera-d'oro-copTitolo: La voliera d’oro
Autore: Anna Castagnoli, Carll Cneut
Editore: Topipittori
Dati: 2015, 54 pp., 24,oo €

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Uno stormo per librarsi in volo e rifuggire gli eccessi

 Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido - 2014, Kalandraka
Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido – 2014, Kalandraka

Ogni volta che si fa un passo avanti nella tecnologia, che si progredisce nel senso generico della parola, ci si atteggia come se oltre non si potesse andare, come se il risultato raggiunto fosse l’apice di intelligenza e scienza, di cultura e ingegno. Peccato che dopo poco tempo si vada oltre, a volte piuttosto semplicemente, e quell’oggetto che ci proiettava nel futuro, col petto gonfio e tronfio, ci rigetta nel passato mostrandosi obsoleto e superato, piuttosto inutile.

 Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido - 2014, Kalandraka
Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido – 2014, Kalandraka

Questo vale per gli oggetti ma anche per certi pensieri superficiali, per certe convinzioni condite di arroganza: si portano avanti pensieri e idee, si alzano come stendardi affinché siano ben visibili a tutti e tutti sentano il desiderio di adeguarsi ad esse.

 Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido - 2014, Kalandraka
Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido – 2014, Kalandraka

La storia che voglio consigliarvi oggi incomincia con la più naturale e forse più entusiasmante delle tendenze: quella di guardare oltre ciò che si ha e immaginare un futuro migliore per sé e per la propria specie. Gli uccelli, per esempio rivolsero lo sguardo oltre i rami e le foglie e ciò che videro li fece invaghire di una vita diversa. Cominciarono a erudirsi e a educare alla curiosità i propri pulcini, sperimentando, mettendosi alla prova. Tutto farebbe presagire un’evoluzione della storia su binari positivi di progresso ma il tratto fitto fitto del carboncino, il chiaro che fa da contrappunto allo scuro suggeriscono altro: un certo, lirico, timore, che quanto possa accadere deragli dal percorso virtuoso dell’evoluzione culturale e imploda invece in derive d’eccessi, di tracotanza.

 Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido - 2014, Kalandraka
Stormo, David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido – 2014, Kalandraka

Ed eccoli infatti: galli che si pavoneggiano, aquile che abbandonano la propria dinamica fierezza per costringersi alla pigrizia, all’immobilità. I costumi dentro i quali questi uccelli ritratti magistralmente costringono le proprie piume, intanto, ci appaiono desuete, ci sembra di riconoscere in questa storia, alcune delle tante Storie già vissute e si vorrebbe far qualcosa, si avverte proprio la sensazione e lo slancio di voler intervenire per mettere all’erta, mettere in guardia…

Non vado oltre, dico solo che l’ultima tavola è un compendio di speranza e struggente consapevolezza capace di nutrire l’anima e la vista.

stormo-It_01Titolo: Stormo
Autore: David Daniel Álvarez Hernández, María Julia Díaz Garrido
Traduttore: Elena Rolla
Editore: Kalandraka
Dati: 2014, 32 pp., 16,00 €

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una rappresentazione immaginifica per un viaggio (che è un volo) dalla meta inattesa

La conferenza degli uccelli – Peter Sis

La conferenza degli uccelli - Peter Sis, Adelphi 2013
La conferenza degli uccelli – Peter Sis, Adelphi 2013

Rientra tra le pubblicazioni destinate ai ragazzi del brillante catalogo Adelphi, questo splendido libro illustrato di Peter Sis. A pieno titolo direi, visto che risponde ai requisiti che ritengo un libro per ragazzi debba avere: l’intensa profondità filosofica, la vena poetica alleggerita in una prosa amichevole ed elegante, illustrazioni che riservano ciascuna una lettura, una sorpresa, una visione traboccante di dettagli e colori.

La conferenza degli uccelli - Peter Sis, Adelphi 2013
La conferenza degli uccelli – Peter Sis, Adelphi 2013

La storia de La conferenza degli uccelli incomincia sin dal racconto della sua ispirazione e della sua nascita per voce dell’autore, Peter Sis, che, tra fonti nordiche (l’aquila scandinava dell’Edda minore sapiente oltremodo, che dimora tra i rami dell’albero cosmico), animali immaginari di Borges (su tutti il Simurg, l’uccello immortale che fa il nido tra gli alberi della scienza), la fonte principale indiana (The Conference of the Birds di Farīd ad-Dīn ‘Ațțār, poema persiano del dodicesimo secolo) e poetici ringraziamenti, apre le cortine su un racconto avvincente e filosofico.

La conferenza degli uccelli - Peter Sis, Adelphi 2013
La conferenza degli uccelli – Peter Sis, Adelphi 2013

Poi, realmente, si apre in doppie pagine ocra e brune, con una metamorfosi: il poeta Attar una mattina si sveglia e si accorge di essere diventato un’upupa. Per nulla agitato s’avvia verso una direzione che pare chiara e naturale. Giunto in una larga radura convoca a sé gli uccelli e pone l’accento sui problemi che affliggono il mondo, tanto simili a quelli del mondo che popoliamo: lotte, carenza d’acqua e cibo, infelicità, anarchia. Gli uccelli devo agire per cambiare lo stato delle cose e possono farlo sotto la sua guida giacché l’upupa conosce molte cose e soprattutto sa dell’esistenza di un re che conosce tutte le risposte. Incomincia quindi un viaggio pericoloso e meraviglioso al contempo che li condurrà verso la dimora di Simurg (questo il nome del re) il quale vive nascosto e protetto da sette valli, ciascuna con un nome, un pericolo, una prova: le insidie sono molte ma gli uccelli che riescono a superare le diverse prove ottengono in cambio una rivelazione catartica. Quella che tra tutte mi ha stupita, per l’impostazione e la definizione per nulla scontata, è stata la valle dello stupore, che, fuori da ogni mia previsione si rivela essere “luogo di costante dolore e paralizzante sconcerto”, ancor più destabilizzante, ancor più tremenda della valle della morte.

La conferenza degli uccelli - Peter Sis, Adelphi 2013
La conferenza degli uccelli – Peter Sis, Adelphi 2013

Ogni volta che gli uccelli si impauriscono, esitano, si smarriscono, il loro capo li conforta ed esorta con una saggezza che richiama la teologia panteista. Allo stesso modo nessuno trattiene chi decide di tornare indietro, di rinunciare in una libertà di azione e pensiero che ben si associa al viaggio di crescita e ricerca spirituale che gli uccelli stanno compiendo. Il finale è catartico e sorprendente: un re non esiste, gli uccelli stessi lo rappresentano, ciascuno di essi lo è: “uniti dalla stessa ricerca, hanno finalmente trovato il loro re”.

La conferenza degli uccelli - Peter Sis, Adelphi 2013
La conferenza degli uccelli – Peter Sis, Adelphi 2013

copertinaTitolo: La conferenza degli uccelli
Autore: Peter Sis
Editore: Adelphi
Dati: 2013, 160 pp., 25 €

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Un nuovo volo per Cipì

L’anno scorso Cipì, la favola di Mario Lodi e dei suoi ragazzi, ha compiuto 50 anni. E se li porta davvero bene.Io ancora mi riconosco in quell’uccellino e penso che questo sia il primo valore di questa “favola vera”: riuscire a fare in modo che i bambini, così come gli adulti, possano riconoscersi nei semplici accidenti di un passerotto, possano riconoscere nei diversi protagonisti quei sentimenti universali che tutto muovono e reggono. La mamma Mamì, la compagna Passerì, la margherita poetessa radicata al suolo, in cerca di compagnia, mai sola per il suo essere capace di guardare il mondo che la circonda con curiosità, il gatto sornione dagli artigli invisibili ma pronti a scattare. Il vento, le nuvole, l’immenso cielo (quanto può essere enorme il cielo per un bambino?), il sole. Tutto ha un’anima, tutto convive in armonia o, come naturale, con qualche scontro, a volte addirittura scendendo in guerra.cipi

Quella che mi lega a Cipì è una storia lunga una vita, la mia. Incomincia da piccola. Ascoltavo la storia e Cipì mi conquistava ad ogni nuovo battito d’ali (ed essendo un passero di battiti d’ali c’era abbondanza); l’aria smossa dai suoi frullii vivaci e mai stanchi mi sfiorava e avvolgeva di una morbida sensazione di sicurezza. Posso farlo anch’io: anch’io posso essere talmente coraggiosa e forte, pensavo. Quando ho iniziato a frequentare le scuole elementari, ricordo che era un’infusione di sicurezza scorgere sulle importanti pagine di un libro stampato dei disegni proprio come i miei: altrettanto buffi e con qualche sbaffo, qualche prospettiva forzata e sbilenca. Poi all’università una mattinata di primavera, a Siena, su via Duprè, ero in compagnia di alcuni cari amici e sullo scalino impolverato di un portone scorsi un passerotto ancora non pronto al volo, agitato, molto agitato. All’improvviso il ricordo del passerotto eroico protagonista di fiaba divenne tutt’uno con quell’uccelletto spaurito. Cipì! Lo raccolsi e gli organizzai un nido nel giardino della mia casa da studentessa. Per giorni l’ho nutrito (non ingozzato, memore della prima disavventura del primo Cipì!), poi è volato via verso per raggiungere Passerì oppure è finito tra gli artigli, invisibili, del gatto.cipi2

Questa storia è nata in una piccola scuola di campagna di Vho di Piadena. Mario Lodi allora era maestro e i bimbi appena giunti in prima elementare; difficile far digerire loro il fatto che la scuola fosse un luogo deputato al lavoro e alla responsabilità piuttosto che al gioco. Mario Lodi decise, coraggiosamente, e assecondando da una parte il desiderio dei bambini, dall’altra una casualità che volle un passerotto assiduo frequentatore del davanzale della finestra della classe, di abbandonare il sentiero segnato dalla tradizione e dalla consuetudine, per scoprire quanto possa essere efficace (per la crescita e per l’apprendimento) dare sfogo all’immaginazione che, assieme all’osservazione della realtà e alla guida di un maestro davvero tale, diviene capacità narrativa, scrittura creativa. I ragazzi osservarono il passerotto e il suo essere tra gli uomini e nel tempo e ne annotarono le vere avventure dando vita alla sua favola, la favola vera di Cipì.immagine

Cipì è un passerotto intraprendente; all’inizio la sua è più imprudenza che coraggio, ma crescendo Cipì matura: imparerà a volare, a combattere per i propri ideali, per amore; imparerà ad ascoltare le poetiche parole di una margherita e a farsi amico il vento. Un vento forte e impetuoso capace di piccoli dispetti ma anche di importanti, e sincere, promesse. La promessa che mi sento di fare io, in questo momento, a pochi minuti dalla mia rilettura di Cipì in questa bella edizione speciale in occasione dei suoi cinquanta anni è che nessuno, né grande né piccino, rimarrà indifferente dinanzi a questa favola, anzi, quasi certamente in essa troverà tutti i mezzi per scoprire il valore della libertà.

51kdp3wjlslTitolo: Cipì
Autori: Mario Lodi e i suoi ragazzi
Editore: Einaudi ragazzi
Dati: 2011, 87 pp., 14,00 €

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Con la testa tra le nuvole

È un albo illustrato colorato, ricco di informazioni e aneddoti, accurato e piacevole. Ma soprattutto Alberi e uccelli è un prezioso aiuto per tutti quei genitori, o nonni, che vogliano spiegare ai propri bambini (senza essere noiosi e borbottanti) quanto sia importante saper guardare, osservare, scoprire. Quanto sia entusiasmante e divertente guardare un albero e non saper dire, semplicemente: è un albero! Quanto piuttosto: è un sicomòro! Un acero, lo stesso che produce la dolcissima linfa con la quale si condiscono i pancakes! Oppure: si tratta di una quercia! Che produce uno dei frutti dall’aspetto più buffo che sia: la ghianda.immagine

Si riesce senza fatica a invogliare i bimbi a tendere l’orecchio e nel fruscio delle foglie mosse dal vento, distinguere il canto di una piccola cincia, il cinguettio dei pulcini del fringuello, il becchettare operoso della ghiandaia.alberi-e-uccelli-illustrazione1

Soprattutto, tra le pagine “belledasapere” sono poste delicatamente delle parole preziose, spesso non dette, talmente semplici da passare in secondo piano e invece portatrici di un concetto fondamentale: non è necessario acquistare, comprare oggetti colorati, belli, costosi, perché di oggetti colorati, profumati, belli ce ne sono a centinaia nei boschi, nei viali dei parchi e con essi, grazie alla fantasia, assieme, si possono creare altri tesori, ancora più preziosi, e soprattutto unici. “Piccoli tesori che non costano nulla… tre piccoli rametti, un piccolo legaccio, due piccole foglie, ed ecco un coniglio!”

La natura ci offre tutto il necessario per imparare, per solleticare la curiosità, per crescere, per essere creativi. E questo libro ci racconta tutto quanto è necessario per imparare a riconoscere gli alberi e gli uccelli.

copertina-alberi-e-uccelli1Titolo: Alberi e uccelli
Autore: Sonia Goldie, con le illustrazioni di Charlotte Bernard
Editore: Editoriale Scienza, collana “Bellodasapere”
Dati: 2004, 32 pp., ill., 9.90 €

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Al Salone internazionale del libro di Torino (il 14 e il 15 maggio) la scienza si colora di ironia e di un pizzico di irriverenza: in due appuntamenti per grandi e piccini debutterà, infatti, la collana per bambini “Teste toste”, della casa editrice Editoriale Scienza. I volumi raccolgono le domande spiritose e appassionate di Federico Taddia a importanti studiosi italiani: i giovani lettori scoprono così le materie che hanno visto affermarsi sul palcoscenico internazionale delle vere “teste toste” della scienza. A firmare i primi due libri della collana sono rispettivamente, assieme allo stesso Taddia, l’evoluzionista Telmo Pievani e l’astrofisica Margherita Hack. Gli autori incontreranno il pubblico in due appuntamenti organizzati dalla casa editrice e dal Salone del libro: venerdì 14 maggio, alle 13.30 nella sala Book, Pievani presenterà il suo Perché siamo parenti delle galline? E tante altre domande sull’evoluzione, svelando a genitori e figli dove affonda le radici il loro albero genealogico; sabato 15 maggio, alle 15.30 nell’Arena bookstock, sarà poi la volta di Hack e di Taddia con Perché le stelle non ci cadono in testa? E tante altre domande sull’astronomia: l’occasione giusta per scoprire i segreti degli astri.