Per mare

Di cosa mi racconta Per mare; mi racconta di libertà, mi racconta di paura, mi racconta di illusioni, mi racconta di viaggi o mi racconta di ricerche?

O forse, Per mare, mi racconta una storia che conosce così bene il suo mestiere da riuscire a raccontarmi tutto questo?

L’ho letto più volte, Per mare, e quest’ultima mi ha raccontato, nel brevissimo spazio di dodici tavole e di altrettanti blocchetti di testo, del mare e, per farlo, mi ha raccontato della vita e della morte.

Per mare, di Riccardo Bozzi, Emiliano Ponzi - Lapis 2016
Per mare, di Riccardo Bozzi, Emiliano Ponzi – Lapis 2016

C’è un cammeo nel frontespizio. È tondo, sembra lo sguardo concesso all’occhio da un cannocchiale. Su quella che sembra un’isola, tre uomini, tre pirati forse (lo dico per i profili dei loro cappelli) attorno al fuoco; sembrano raccontare. Raccontare questa storia, o altre, o una variante di questa storia.

È notte e, certo, mi sembra che stiano riposando. Perché il mare, “è largo e rotondo. Non ha spigoli, tranne qualche scoglio che bisogna saper evitare”. È come la vita, larga e rotonda, con scogli incombenti (che a volte assumono le sembianze della morte) che legittimano la sua meravigliosa distesa, azzurra, placida o burrascosa. Eccitante.

Ci si preoccupa, per mare, ci si sente in pericolo. Altri si sentono al sicuro. Altri si annoiano, per mare. La stessa bonaccia può rivelarsi confortevole o disturbante; proprio come certe storie.

Per mare, di Riccardo Bozzi, Emiliano Ponzi - Lapis 2016
Per mare, di Riccardo Bozzi, Emiliano Ponzi – Lapis 2016

E per mare vanno le navi, e ciascuna nave ha la propria ciurma, il proprio equipaggio. In questo vasto mare, che è la vita e la morte, c’è sempre un tesoro, che è bene e consigliabile saper cercare.
Ciascun marinaio,
ciascun passeggero,
ciascun mozzo,
ciascun avventuriero
è capace di guardare con la mano tesa sulla fronte, di giorno, per scrutare l’orizzonte facendo ombra allo sguardo, o di amplificarlo, è capace, attraverso le lenti di un binocolo. Anche di notte. Di scrutare con il miglior sguardo possibile, è capace. Cullando una personalissima mappa; ciascuno ha la propria, nessuno ha la stessa. Sono mappe intime e segrete.

Però si condivide il viaggio, si condivide la ricerca. Talvolta, si condivide anche il tesoro.

41afygxj22l-_sy465_bo1204203200_Titolo: Per mare
Autori: Riccardo Bozzi, Emiliano Ponzi
Editore: Lapis
Dati: 2016, 32 pp., 14,50

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Un delicato tulipano per raccontare, onestamente, la morte

Un impermeabile a quadretti, le braccia spesso morbidamente dietro la schiena, un tulipano nero tra le mani. Un essere pensoso e strambo si direbbe, e invece è la Morte, almeno così come Wolf Erlbruch ha deciso di rappresentarla nel suo L’anatra, la morte e il tulipano.

Mi sono sempre chiesta, e purtroppo molto più insistentemente in questi giorni, come si possa affrontare un tema così delicato con i bambini. E il risultato è stato sempre lo stesso: il solo pensarci mi rende smarrita, inerme, misera. Non trovo le parole, sono muta.

L'anatra, la morte e il tulipano Autore: Wolf Erlbruch
L’anatra, la morte e il tulipano Autore: Wolf Erlbruch

Eppure affrontarlo è necessario. Questa storia fatta di immagini delicate e poche, semplici parole, aiuta senz’altro a farlo.

È la storia di un’anatra bianca dal collo lungo e con una spiccata passione per i tuffi nel lago che incontra la Morte e, dopo la fastidiosa sensazione iniziale del trovarsela alle spalle, impara ad accettarne la presenza, a condividere con lei le proprie gioie e le proprie paure e persino a diventarne amica.

Sembrerebbe assurdo divenire amici della Morte ma tra queste pagine essa non è minacciosa e orribile, non spaventa, non induce a fuggire. Piuttosto è tenera, e non fa altro se non seguire il corso degli eventi e del tempo. Non ha nemmeno le risposte che l’anatra vorrebbe: non sa se esiste il paradiso, non sa se ci si ritrovi assieme a star seduti sulle nuvole. Conosce e dice solo la verità che è che nessuno, proprio nessuno, la sa.

L'anatra, la morte e il tulipano Autore: Wolf Erlbruch
L’anatra, la morte e il tulipano Autore: Wolf Erlbruch

“Certe anatre dicono che si diventa angeli e si sta seduti sulle nuvole e si può guardare la terra dall’alto” – “Possibile” dice la morte e si mette seduta.

Questo è un albo per bambini certamente difficile da proporre e raccontare. Questo è un libro per adulti, altrettanto difficile da affrontare. La morte è seria, anche nel suo buffo impermeabile a quadri, e con serietà ci induce a comprendere la finitezza della vita; il suo essere ciclica, difficoltosa, bellissima.

31wqcbyft-l-_sx402_bo1204203200_Titolo: L’anatra, la morte e il tulipano
Autore: Wolf Erlbruch
Editore: E/O
Dati: 2007, 32 pp., ill., 13,00 €

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